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David LaChapelle. I Believe in Miracles

"David LaChapelle. I Believe in Miracles" , catalogo dell'omonima mostra organizzata al Mudec di Milano dal 22 aprile fino all'11 settembre , ci introduce all'ampio percorso di ricerca artistica che il fotografo statunitense ha sviluppato dal 1985 ad oggi, in parallelo alla forse ben più nota attività nel campo della pubblicità e della moda. David LaChapelle, catalogo della mostra "I Believe in Miracles", pagg. 20-21 Lo stile di David LaChapelle è immediatamente riconoscibile: senti il suo nome e subito pensi alle sue immagine cariche di dettagli, di oggetti, di persone, ricche di colori accesi, saturi, invadenti. Barocco, pop... puoi classificarle come vuoi, resta il fatto che hanno un'estetica unica e caratteristica. Non per nulla già nel 1991, e quindi più di 30 anni fa, il New York Times scriveva LaChapelle influenzerà sicuramente il lavoro delle nuove generazioni [...] nello stesso modo in cui Richard Avedon ha aperto la strada a molto di ...

Burri: Ricordo il giorno in cui il fotogiornalismo è morto

René Burri ricordava l'esatto momento in cui si era reso conto che i bei tempi del fotogiornalismo erano ormai andati. René Burri durante le riprese del documentario "The two faces of China", 1966 Doveva essere già il 1957 o 1958. Si trovava in Grecia e aveva passato il giorno a caccia di notizie quando, dopo ore e ore di lavoro, riuscì finalmente a sedersi sulla poltrona di pelle marrone nell'atrio di un albergo di Atene, per togliere il rullino dalla macchina e prepararlo alla spedizione. Sullo schermo dell'atrio balenò all'improvviso il notiziario televisivo e Burri capì, con un misto d'incredulità e di terrore, che le stesse identiche immagini che aveva catturato durante la giornata scorrevano ora sullo schermo del televisore prima ancora che lui finisse di riavvolgere il rullino della macchina. Le sue foto ancora da sviluppare, stampare e distribuire, erano già obsolete. ( Miller R., Magnum - I primi cinquant'anni della leggendaria agenzi...

La figura nera aspetta il bianco, di Mario Giacomelli

Siamo sempre di corsa e scivoliamo leggeri sopra tutte le cose, quotidianità e vita incluse. Mario Giacomelli ci dimostra che è un peccato, che esiste un modo diverso di guardare e di vivere: Prima di ogni scatto c'è una scambio silenzioso fra oggetto e anima, c'è un accordo perché la realtà non esca come da una fotocopiatrice ma venga bloccata in un tempo senza tempo per sviluppare all'infinito la poesia dello sguardo che è per me forma e segno dell'inconscio. (Mario Giacomelli) E' uno sguardo che parte dall'anima, che esce dal tempo e rivela la poesia che ci circonda. E' l'esperienza che, qualche anno prima, fa anche Montale: Vedi, in questi silenzi in cui le cose / s'abbandonano e sembrano vicine / a tradire il loro ultimo segreto, / talora ci si aspetta / di scoprire uno sbaglio di Natura, / il punto morto del mondo, l'anello che non tiene, / il filo da disbrogliare che finalmente ci metta / nel mezzo di una verità. / Lo sguardo fruga d'i...

L'illusione di una storia senza futuro, di Maurizio Galimberti

Segnaliamo con piacere "L'illusione di una storia senza futuro" , il più recente libro fotografico di Maurizio Galimberti dedicato ad alcuni degli avvenimenti e dei personaggi più significativi del secondo dopoguerra, riletti attraverso la sua personalissima tecnica di manipolazione con cui scompone e ricompone una foto in una nuova immagine di grande impatto visivo.  Maurizio Galimberti (Como, 1956) e Paolo Ludovici proseguono la loro riflessione sul senso della storia e del tempo iniziata nel 2020 con il volume "Uno sguardo nel labirinto della storia" Fotografo e artista di fama internazionale, Maurizio Galimberti è celebre per lavorare quasi esclusivamente con la Polaroid, con la quale ha sviluppato una personalissima tecnica di manipolazione con cui scompone e ricompone l’immagine. L'illusione di una storia senza futuro, di M. Galimberti, pagine 66 e 67 Le hanno definite immagini-mosaico, quelle di Maurizio Galimberti. La definizione, indubbiamente...

Magnum, i primi 50 anni della leggendaria agenzia fotografica

Oh, beh, wow! E, per quanto mi riguarda, la presentazione di questo libro potrebbe anche finire qui. Ma, ovviamente, non è possibile... Perché tanto entusiasmo? Beh, anzitutto perchè " Magnum, i primi 50 anni della leggendaria agenzia fotografica ", di Russell Miller, più che un libro di fotografia è un avvincente romanzo di avventura; e l'avventura è quella della più nota "agenzia" di fotogiornalismo al mondo, un nome che ha fatto sognare intere generazioni di aspiranti fotogiornalisti, un marchio sinonimo di avventura e sfide impossibili. Poi perché parlare di Magnum significa raccontare la storia mondiale dal dopoguerra ad oggi (anche se il libro, si ferma al 1997, più o meno "i primi 50 anni della leggendaria agenzia fotografica" ); significa raccontare le storie di alcune tra le fotografie più iconiche, pop, universalmente note (chiamatele come volete, ma il significato è chiaro); significa raccontare i fotografi che hanno scritto la storia del ...

Com'è una bella foto? La lezione di Didier Lefèvre

- Ma, ovviamente, non è perché sai fare tecnicamente una bella foto che farai delle belle foto. Le vere belle foto si fanno con gli occhi. Io impiego tutta la mia energia per migliorarmi. Voglio fare delle belle foto - E com'è una bella foto? Il fotografo, pag. 109 - Non lo so. Bisogna cercare, cercare sempre, in continuazione. E non necessariamente in luoghi di guerra o spettacolari. Spero di fare delle belle foto in Afghanistan, ma quando andrò a trovare mia madre a Blonville o te a Saint-Émilion quando produrrai il tuo vinello, voglio che siano ugualmente belle. Anche migliori, se possibile. La fotografia si migliora quando si migliorano le relazioni con la gente. - Quello che stai cercando di dire, in effetti, è che per fare una bella foto bisogna invecchiare. - Esattamente. - Eh, beh, scusa vecchio mio, ma il processo che hai descritto è quello della maturazione, quello del vino. Allora, io dico che bisogna fare il vino. Perchè è di vino che tu hai parlato fino adesso, ma...

Building Sights. A Journey Through Contemporary Infrastructure. Il nuovo libro fotografico di Edoardo Montaina

E' bello quando le grandi aziende supportano il lavoro dei fotografi. Per questo motivo pubblico volentieri questo comunicato stampa di Webuild, che ha prodotto il nuovo libro fotografico di Edoardo Montaina. L’intelligenza umana all’opera nella natura, le grandi opere di ingegneria civile: Building Sights. A Journey Through Contemporary Infrastructure , Il nuovo libro fotografico di Edoardo Montaina Edoardo Montaina, Saudi Arabia, Riyadh Metro, Line 3, 2018, courtesy Webuild Library “ Building Sights. A Journey Through Contemporary Infrastructure ”: il libro fotografico di Edoardo Montaina testimonia l’intervento dell’uomo nella natura attraverso un affascinante reportage delle grandi opere di ingegneria civile. Prodotto dal Dipartimento Corporate Identity and Communication di Webuild ed edito da Rizzoli, il volume è anche disponibile in versione digitale sul sito www.buildingsights.webuildgroup.com . Con oltre 200 fotografie Edoardo Montaina ci racconta l’intervento umano su...