C’è una domanda che attraversa "Grain: Analog Renaissance" dall’inizio alla fine: perché, oggi, fotografare ancora in analogico? Il documentario di Alex Contell e Tommaso Sacconi (USA, 2021, 1h 20m) non pretende di dare una risposta definitiva a questa domanda; non è un film sulla tecnica, non è un manifesto nostalgico e non è neppure una dichiarazione di superiorità di un mezzo rispetto all'altro. Piuttosto racconta le motivazioni, le storie, le riflessioni di chi ha deciso di restare fedele alla pellicola, anche quando tutto — velocità, comodità, efficienza — spinge altrove. O di chi, nato in un mondo già completamente digitale, l'ha scoperta e se ne è innamorato. Il punto non è solo il risultato - Una delle cose più interessanti che emergono in "Grain" è lo spostamento dell’attenzione dall’immagine al processo. Scattare in analogico significa convivere con l’attesa, rinunciare al controllo totale, accettare l’errore. Significa, anche, fare meno fot...
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