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Visualizzazione dei post da settembre, 2017

Vacanza di 3 giorni in Campania, tra Paestum, Pompei ed Ercolano

Seconda ed ultima puntata del nostro viaggio in Campania. Dopo la Costiera Amalfitana, questa volta le nostre mete sono i grandi parchi archeologici di Paestum, Pompei, Ercolano e Oplonti. Senza trascurare un'abbuffata di mozzarella di bufala. Paestum e la mozzarella di bufala "Cristo si è fermato ad Eboli" ci informa Carlo Levi; ma, con tutto il rispetto dovuto, ha sbagliato assai. Almeno per due motivi: la scenografica area archeologica di Paestum (sarebbe splendido poterla visitare fino al tramonto anche in estate) e la mozzarella di bufala. L'area archeologica è impressionante, con tre maestosi templi che dominano l'ordinato labirinto di case e botteghe, il foro e l'anfiteatro. Pensavo che visitarla a fine giugno fosse una pazzia, per il caldo, ma la costante brezza e le sparute piante offrono il necessario ristoro. In più, il caldo alza un inebriante profumo di macchia mediterranea. Mi è rimasto il pensiero che sarebbe splendido, in estate, pote...

Le fotografie di Werner Bischof

Werner Bischof nasce in Svizzera, a Zurigo, dove studia fotografia con Hans Finsler e dove, in seguito, apre il suo studio fotografico e pubblicitario. Nel 1942 diventa un freelance per la rivista Du, che pubblica i suoi primi saggi di fotografia più importanti nel 1943, ricevendo il riconoscimento internazionale dopo la pubblicazione del suo reportage del 1945 sulla devastazione causata dalla Seconda Guerra Mondiale. Southern part of the USA, 1954 - © Werner Bischof/Magnum Photos Negli anni successivi, Bischof viaggia in Italia e in Grecia per Swiss Relief, un'organizzazione dedicata alla ricostruzione post-bellica. Nel 1948 fotografa le Olimpiadi Invernali di St Moritz per la rivista LIFE. Dopo i viaggi in Europa Orientale, Finlandia, Svezia e Danimarca, lavora per Picture Post, The Observer, Illustrated ed Epoca. E' stato il primo fotografo ad iscriversi alla Magnum insieme ai membri fondatori nel 1949. Non amando la "superficialità e il sensazionalismo" ...

Meravigliarsi, cosa ho imparato da Robert Doisneau (e da Giovanni Pascoli)

Mamma mia, quanto è bella questa intervista a Robert Doisneau ; è come piombare, in un istante, dal caos della quotidianità in un mondo educato, gentile. Lontano, ma del quale si sente nostalgia. Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere. Mi sarei annotato ogni passaggio di questa lunga chiacchierata ma, alla fine, ho scelto di concentrarmi sull'aspetto che più mi ha colpito, questa idea del meravigliarsi. Les concierges de la rue de Dragon, Robert Doisneau, 1948

Uno dei pochi errori che non devi mai fare in fotografia, e che hai già fatto centinaia di volte

L'errore principale, quello madornale, irrecuperabile che puoi fare come appassionato di fotografia è lasciare la macchina fotografica nello zaino, o nella borsa. E' il modo migliore per non fotografare. Per l'appunto, è un errore irrecuperabile. Perchè ci sono situazioni che non ti aspettano; anche in casa, non solo per strada (ricordi? "Ogni fotografia non scattata è una fotografia inutile..." ). Quando esci, la macchina fotografica deve essere in mano, non nella borsa; nella borsa è troppo distante. Nella borsa puoi tenerci, al massimo, un paio di obiettivi, i filtri, un flash (può sempre servire), qualche scheda di ricambio, il portamonete, gli occhiali e il pacchetto di fazzoletti di carta. E quando sei in casa, la macchina fotografica deve essere sempre "a portata di mano"; l'importante è che sia FUORI dalla borsa fotografica, FUORI dall'armadio o dal cassetto. A portata di mano, ogni altro posto sarà sempre troppo lontano. C...

Creatività, ecco cosa ho imparato da Giovanni Gastel

Cosa fotografare, quando tutto è già stato fotografato? E come fotografarlo, quando tutto è già visto? In altre parole, come faccio ad essere originale, come posso distinguermi dalla massa di altri fotografi? Fotografia di Giovanni Gastel La risposta a queste due domande non è né nel "cosa", né nel "come". La risposta, almeno quella suggerita da Giovanni Gastel , ma che ritrovo in altri grandi fotografi, è nel tuo "punto di vista" sulla cosa che stai per fotografare (o sul mondo, o sulla società): ... la creatività ha bisogno di un punto di vista, e questo punto di vista dev’essere il tuo. Ogni essere umano ha dentro di sé uno stile, ognuno di noi è unico nell’universo, c’è un’assoluta unicità in tutti noi. Non sempre le visioni sono radicalmente diverse, ma c’è sempre una lieve distonia. Bisogna lavorare sulla propria distonia che diventa stile. Il lavoro creativo consiste nel vedere tutto da una posizione distonica. La verità è che quasi tutt...

Composizione, ecco cosa ho imparato da Joel Meyerowitz

Bella "lezione" di Joel Meyerowitz su come costruire una immagine, utile anche per leggere più approfonditamente le sue fotografie. Joel Meyerowitz, Parigi, 1967 I punti importanti sono, a mio parere, due: il significato o il potenziale della tua fotografia è determinato sia da quello che includi nel fotogramma, sia da quello che escludi; l'inquadratura fotografica mette in relazione soggetti che, nella realtà, non sarebbero correlati in alcun modo. Dopo il video trovi la traduzione del testo dall'inglese. Nel tradurre, ho cercato di privilegiare la scorrevolezza del testo, rispetto alla letteralità. Se hai suggerimenti per esprimere meglio alcuni passaggi, ben vengano! Una delle prime cose che ogni fotografo impara non appena prende tra le mani la fotocamera è che c'è una cornice; è una cornice fissa, e per la maggior parte delle persone è quella di una 35 millimetri, uguale per tutti. Come puoi, quindi, differenziare il tuo lavoro diverso d...

Cream. Devi avere una visione del mondo

Inizia come un originale spot commerciale dall'estetica eccentrica, con un inaspettato capovolgimento che disturba e fa riflettere. L'autore è l'eclettico artista britannico David Firth . Perchè te lo propongo, se non parla di fotografia? Giusta domanda. Il primo motivo, il principale, è che io sono alla continua ricerca di idee, sollecitazioni, suggestioni (visive, sonore, narrative, non importa, va tutto bene, l'importante è che stimolino il pensiero) ed ho pensato che anche tu possa condividere questa esigenza. E questa animazione l'ho trovata interessante (disturbante, inquietante) sia visivamente, sia per le domande che solleva. Il secondo motivo è che questo video mi ha ricordato una frase del fotografo Efrem Raimondi (vedi che la fotografia, alla fine, c'entra?), letta tempo fa in un' intervista su "Maledetti fotografi" : Oggi più che in qualsiasi altro periodo, il fotografo deve avere una visione del mondo. Non deve necessariam...

Come raccontare una storia con una foto

Quante volte ti sei sentito dire, o hai letto, che una foto deve raccontare una storia? Tante, vero? Anch'io, tantissime. E nella maggior parte dei casi mi domando che cosa voglia veramente dire. Oggi mi è ricapitata tra le mani una foto che risponde perfettamente a questa domanda: cosa vuole dire raccontare una storia con una fotografia? E' uno scatto del 1948, l'autore è l'immenso Eugene Smith  che dedicò diverse settimane a documentare la vita del dottor Ernest Ceriani, un "dottore di campagna". Eugene Smith, Country Doctor, 1948 Il dottore è qui ritratto in un momento di riposo dopo un taglio cesareo d'urgenza: Eugene Smith è riuscito - e per questo adoro questa fotografia - a cogliere perfettamente la spossatezza del medico, spossatezza che trasmette perfettamente la tensione dell'intervento e la tristezza per il suo esito. Questa è, tra tutte le fotografie che ho visto e che conosco, la mia fotografia preferita. Ciao Giovanni B.

Composizione, ecco cosa ho imparato da Franco Fontana

Fotografare significa "scrivere con la luce" ; me l'hanno ripetuto così tanto che, inizialmente, mi ero illuso che la cosa più importante (e più difficile), in fotografia, fosse gestire correttamente l'esposizione. Magari il problema fosse l'esposizione! Mi sono accorto che la difficoltà maggiore (una delle tante, a dire il vero) è decidere "cosa" mettere in una foto, "dove" metterla e in quale "relazione" con gli altri elementi dell'inquadratura. Franco Fontana, Los Angeles 1990 Ok, il soggetto principale lo conosco ( "guarda che bel fiore, ora lo fotografo" ), ma da dove lo riprendo: dall'alto, dal basso, di lato? E dove lo metto: sulla destra del fotogramma, al centro, a sinistra? E cos'altro includo nella foto? O cerco di isolarlo dal contesto? Credo che sia giunto il momento di iniziare a parlare di composizione di una fotografia , andando a rubare il mestiere dai grandi maestri. Iniziando da Fran...

Pompei, Instatravel del 29.06.17 15.00

Pompei, Instatravel A Pompei ho iniziato a "vedere" il turismo di massa, o le masse di turisti che dir si voglia. Ovviamente tra loro c'ero anch'io, ma guardandolo dall'esterno fa impressione l'accalcarsi di persone tra le rovine di un parco archeologico, sui sentieri di montagna o nei vicoli di una città. Al momento mi limito ad osservare e a lavorare sui primi scatti, senza conclusioni di sorta. Per quelle c'è ancora tempo. Ciao Giovanni