Sono stato a L'Aquila, a 7 anni dalla notte del terremoto, e mi è difficile raccogliere le idee per scriverne, ma altrettanto difficile mi è l'idea di non scrivere nulla. Mi spiacerebbe cadere nella retorica, mi sembrerebbe offensivo; proverò a raccontarti quindi i miei pensieri nel modo più neutro possibile. Nonostante tutto quello che avevo letto sui giornali e visto su internet, non mi aspettavo quello che poi ho visto. Questo volevo dirti: è stata una cosa immane. Più di quello che ti sei immaginato, più di quello che credi di avere visto e capito. E, nonostante siano passati tanti anni, molte cicatrici sembrano ancora ferite aperte. Non è, credimi, un giudizio politico, di quello che si sarebbe potuto fare e non è stato fatto, o viceversa: quello che ho visto è così grande che non saprei da dove iniziare. Interi paesi trasformati in un unico grande cantiere. E il cuore di L'Aquila stesso che è un immenso cantiere. Cammini per le vie, la sera, in me...
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