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Visualizzazione dei post da giugno, 2016

Pensieri e fotografie passeggiando di notte per le strade dell'Aquila

Sono stato a L'Aquila, a 7 anni dalla notte del terremoto, e mi è difficile raccogliere le idee per scriverne, ma altrettanto difficile mi è l'idea di non scrivere nulla. Mi spiacerebbe cadere nella retorica, mi sembrerebbe offensivo; proverò a raccontarti quindi i miei pensieri nel modo più neutro possibile. Nonostante tutto quello che avevo letto sui giornali e visto su internet, non mi aspettavo quello che poi ho visto. Questo volevo dirti: è stata una cosa immane. Più di quello che ti sei immaginato, più di quello che credi di avere visto e capito. E, nonostante siano passati tanti anni, molte cicatrici sembrano ancora ferite aperte. Non è, credimi, un giudizio politico, di quello che si sarebbe potuto fare e non è stato fatto, o viceversa: quello che ho visto è così grande che non saprei da dove iniziare. Interi paesi trasformati in un unico grande cantiere. E il cuore di L'Aquila stesso che è un immenso cantiere. Cammini per le vie, la sera, in me...

Ritratti attraverso la vetrina

Piacevole serata in un locale, per un aperitivo e per ascoltare un po' di musica dal vivo. Era da una vita che non ci capitava. Carino il locale, bella la musica, organizzato bene l'aperitivo ma l'elemento più interessante sono, per me, sempre le persone. Ce ne sono alcune che catturano automaticamente la mia attenzione; non devono far nulla di particolare, semplicemente entrare in scena. Energia pura, esplosione di vitalità in ogni sua parola scambiata con l'ignoto interlocutore. Poi è ammutolita ed è rimasta sospesa. E questa sospensione mi è sembrata molto eloquente. Un'impressione (magari errata) congelata nel tempo. Il cappello e la barba, in questo caso, sono solo i sintomi di una personalità interessante. Poco dopo lo scatto si è allontanato ed è tornato con un flauto traverso. Si è unito al gruppo che stava suonando con la semplicità di chi sa il fatto suo. L'abito, lo sguardo, il vestito; uno stile (perduto, purtroppo) che mi ha ric...

Le fotografie dei Rolling Stones in mostra a Bologna

ONO Arte Contemporanea presenta THE ROLLING STONES. It’s only Rock and Roll (but I like it) :  50 fotografie di Michael Putland e Terry O’Neill per ripercorre la carriera dei Rolling Stones, a partire dagli esordi negli anni Sessanta, per arrivare alla consacrazione al grande pubblico nel corso del decennio successivo. © Terry O’Neill

Napoli, un week end di luci e ombre

Nessuna dietrologia, nessuna riflessione socio-politica: sono arrivato a Napoli nella tarda mattinata un sabato mattina di fine maggio, e la città era inondata di sole. E dove c'è il sole, ci sono anche le ombre. Tanto più violenta è la luce, tanto più nere sono le ombre. f/11 - 1/400s - 200iso Memore della lezione di Giacomelli - con le sue foto da Scanno ricche di bianchi bruciati e neri profondi, l'unico modo sensato per mostrare all'osservatore l'abbacinante luce dei paesi del sud Italia - opto per l'Astia, e chiudo ulteriormente le ombre. Le luci no, non le tocco: in fin dei conti questo è ancora il sole di maggio, non quello di agosto! A fine luglio sarò in costiera per un matrimonio e lì sì, dovrò, anzi, potrò fare qualche scelta drastica. f/5.6 - 1/1000s - 200iso Buona parte delle foto sono state scattate a Borgo Marinari e a Castel Dell'Ovo; a Borgo Marinari ero già andato altre volte, ma non ero mai entrato a Castel Dell'Ovo. In...

David Alan Harvey, Tell It Like It Is

Tell It Like It Is , di David Alan Harvey, fu pubblicato per la prima volta nel 1968, ma era un libro destinato ad essere ripubblicato. È uno scorcio fotografico su di un’altra epoca e, allo stesso tempo, un pezzo della storia di una famiglia nera nell’America degli anni ‘60. David Alan Harvey «Nel 1967 avevo 23 anni, stavo per laurearmi in giornalismo all’Università del Missouri e mi ero da poco sposato. Il mio primo figlio, Bryan, aveva solo 7 mesi. Non avevo denaro, come fotografo ero sconosciuto e non avevo alcun mentore. Al tempo negli Stai Uniti due erano i principali temi che scuotevano la società, la guerra del Vietnam e il movimento per i diritti civili. I fotografi così detti “impegnati” erano tipicamente focalizzati sull’uno o l’altro. Il mio amico Charles Hofheimer mi propose di fare assieme un libro sulla vita di una famiglia nera. Lui stava lavorando con un’organizzazione locale impegnata nel migliorare le condizioni di vita delle famiglie nere che abitavano i qu...

Come scegliere la macchina fotografica per le vacanze

E' l'8 giugno: chiudono le scuole e io sento già aria di vacanze :  tempo libero da trascorrere facendo le cose che più mi piacciono, da solo, con gli amici o con la famiglia ; e tempo di fotografie , per ricordare o condividere questi momenti. E se stai pensando ad una nuova macchina fotografica per l'estate è giunto il momento di iniziare a tirare le fila e scegliere. Rispondendo, anzitutto, onestamente alla domanda: "mi serve veramente una macchina fotografica?" Con lo smartphone (Galaxy Nexus + Vignette) in riva al mare In vacanza con lo smartphone In tutta onestà se ti trovi bene con il tuo smartphone e non senti particolare attrazione verso la fotografia, non stare a sentire gli amici e continua molto serenamente ad usare quello. E' vero che lo smartphone  ha dei punti deboli rispetto ad una fotocamera (soprattutto la resa in condizioni di poca luce, di sera o in ambienti bui), ma ha anche degli innegabili vantaggi: è sempre a portata di...

Napoli, prove d'estate

Maggio 2016 Napoli, passeggiata sulle mura di Castel dell'Ovo, in quella che è una delle prime giornate veramente estive. Sono le tre meno un quarto e il sole picchia; riempie le ombre e satura i colori. E suggerisce di cercare un po' di ristoro. Fotocamera e obiettivo sono quelli soliti, Fuji X-E1 + XF27mm, una combinazione che massimizza leggerezza e compattezza, senza troppi sacrifici sul fronte dell'ottica. Quanto alla modalità simulazione pellicola, proseguono gli esperimenti con l'Astia. Ciao! Giovanni B.

At Work, l'Annie Leibovitz che non mi sarei mai aspettato

Se qualcuno, anni fa, mi avesse detto che mi sarei letto un libro di Annie Leibovitz su Annie Leibovitz, mi sarei fatto una risata: le sue foto mi sembravano, semplicemente, troppo distanti dai miei interessi fotografici. Poi un amico mi ha regalato " Annie Leibovitz - At work "; ho detto un grazie di cortesia pensando che, però, non l'avrei mai letto. E, invece, l'ho letto, l'ho riletto e lo sto rileggendo anche ora. E c'è più di un motivo. Anzitutto, è scritto molto bene. E' una sorta di diario, nel quale la Leibovitz racconta le persone che ha incontrato, quelle che ha fotografato e gli eventi della sua strepitosa carriera. E', però, un diario che non segue la cronologia delle date, ma un percorso narrativo - fatto di persone e di avvenimenti - che si intreccia con le storie degli ultimi cinquant'anni: c'è la storia della musica, dai Rolling Stones a Patti Smith all'inizio della sua carriera o la famosa, ultima foto a John Lenn...