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Visualizzazione dei post con l'etichetta Appunti di fotografia

È veramente tutta colpa di Instagram?

Ho disinstallato Instagram dal mio smartphone, tanto è un’applicazione che con la fotografia ha sempre meno a che fare Però, visto che amo guardare nuove foto, e le guardo spesso cercando nuovi spunti o ispirazioni, alla fine ho installato una nuova app, Irys , uscita da pochissimo É dichiaratamente dedicata alla fotografia, mima Instagram ma si dichiara amica dei fotografi (e io le credo). Eppure, anche su questa nuova app il risultato non cambia: non ci sono video e reels ma scorrere le foto pubblicate mi annoia tremendamente. Immagine generata con Gemini, però l'atmosfera è quella che mi immagino :) Mi sorge il sospetto che la colpa non sia di Instagram, e neppure di Iris che sicuramente ci crede quando dice che vuole proporre qualcosa i nuovo, ma delle modalità intrinseche di condivisione online. Provo ad elencarle: Manca un curatore che selezioni a monte le fotografie, scarti le mille copie di copie e dia un significato narrativo (coerente, incoerente, rassicurante o sh...

Il blogroll dei photoblog di MAG72

Più sotto puoi sfogliare il blogroll dei photoblog di MAG72. Sembra uno scioglilingua ma è, più semplicemente, l'elenco dei photoblog che seguo e dei photoblog che hanno risposto alla call to action . Quale call to action ? L'invito a pubblicare le nostre foto per il puro piacere di condividere, liberi dall'ossessione dei like, fuori dal circuito dei social. La trovi qui: " Ripartiamo dai photoblog. E ripartiamo anche dai blogroll ". Ne hai uno da suggerire? Scrivilo nei commenti. Ma, attenzione: deve essere un photoblog , non un blog di fotografia! I photoblog che seguo o che hanno aderito alla call to action A Bad Day With a Camerta beats a good day doing anything else Patrick LaRoque . Credo sia il fotografo che seguo da più tempo e probabilmente quello che più mi ha stimolato, suggestionato e influenzato. Hello From A Stranger . Per sconfiggere la solitudine Adam Schluter è uscito, ha iniziato a salutare i passanti, a parlare con loro, ...

La street photography come caccia o come alimurgia?

David M.M. Taffet  sostiene una visione dicotomica della street photography, sintetizzabile in due approcci contrastanti: da una parte (la parte per il tutto) Tatsuo Suzuki, Bruce Gilden ma anche Mark Cohen, Walker Evans e Martin Parr. Qui la fotografia di strada è un atto predatorio, una caccia, il fotografo un predatore e il soggetto la preda. È una fotografia rubata fatta di fotocamere nascoste, di foto "shoot from the hip" e di flash sparati in faccia. dall'altra (sempre la parte per il tutto) Gordon Parks, Graciela Iturbide, Susan Meiselas (e io aggiungerei almeno Doisneau). Qui la fotografia nasce dalla conoscenza reciproca e dalla frequentazione, dalla creazione di un rapporto che rende il soggetto "co-autore" della fotografia: la fotografia si genera e il fotografo la raccoglie. E io, in questo mondo diviso nettamente a meta, per chi parteggerei? Istintivamente ed empaticamente sto con il secondo gruppo, quello delle persone gentili: detesto B...

Ansel Adams, il negativo è come uno spartito musicale

"Puoi paragonare il negativo allo spartito e la stampa all'esecuzione vera e propria. Prima visualizzi l’immagine nella tua testa, poi ottieni il negativo, che contiene tutte le informazioni di cui hai bisogno. Conoscendo bene la pellicola, so già come gestire lo sviluppo per preservare le luci alte, le texture e tutto il resto. C’è un certo margine di manovra quando stampo: non vado mai oltre l’idea originale, ma posso sicuramente rifinirla. E c’è differenza tra come suonerei un pezzo oggi e come lo farei tra sei mesi. Ci sarebbero sfumature diverse, accenti differenti; l’esecuzione sarebbe una questione molto personale. Ma, in fondo, le note che suono sono sempre quelle. Non ci stiamo prendendo libertà tali da stravolgere l'opera. Ti torna come ragionamento?" Ansel Adams intervistato da Milton Esterow , estate 1984. Leggi qui tutta l'intervista .

I generi fotografici: quanti modi ci sono per raccontare il mondo?

Quando si prende in mano una macchina fotografica si compie, consapevolmente o meno, una scelta su cosa raccontare e su come raccontarlo. La fotografia è, infatti, uno strumento potente e versatile, capace di adattarsi a visioni, contesti, sensibilità diverse; non esiste un solo modo di fotografare e ogni genere fotografico apre una porta su un modo diverso di esplorare il mondo. In questo articolo ho raccolto i principali generi fotografici – dai più classici ai più recenti – per offrire una panoramica che può servire come riferimento per orientarsi o da spunto per successivi approfondimenti. Serve anche a me come guida per organizzare e strutturare i post di questo blog. 📸 Generi fotografici “classici” Ritratto fotografico (Portrait Photography) - Cattura l’essenza di una persona, o di un gruppo. L’espressione, la luce, lo sguardo: tutto contribuisce a rivelare una parte di identità. Fotografia di viaggio (Travel Photography) - Racconta luoghi e incontri, mescolan...

Fotografare, cosa ho imparato da Stephen Shore

Stephen Shore, dal volume Early Work (MACK 2025) «Ho capito fin dall'inizio che una macchina fotografica non inquadra, ma incornicia. Ho anche capito il divario tra il mondo della fotografia e il mondo che viviamo: il mondo della fotografia deve avere un senso di per sé, al di fuori del contesto.» ( Stephen Shore intervistato da The Guardian )

Ripartiamo dai photoblog. E ripartiamo anche dai blogroll

Qualche giorno fa mi è balenata un’idea: perché non rimettere un blogroll su questo sito? Un blogroll dedicato ai blog di fotografia . Anzi, meglio ancora: ai photoblog . Te li ricordi, i photoblog , quei diari online in cui, ogni giorno (o quasi), l’autore pubblicava una fotografia accompagnata da un breve commento? Bene, ho scoperto che i photoblog, oggi, praticamente non esistono più . Spazzati via da Facebook e, soprattutto, da Instagram. Instagram, il canto delle sirene dell’effimero successo. Anche io ho smesso da tempo di pubblicare le mie foto su questo sito e quelle che c’erano, le ho tolte. Mi sono spostato su Facebook, su Instagram, su Flickr. Poi, nauseato, ho smesso di condividere del tutto. E se pensi che non sia stata una grande perdita, ti sbagli. Non per le mie foto (possono piacere o no, non è questo il punto), ma perché sui social si condivide solo per ricevere like , cuori, approvazione. Sul  photoblog si pubblicava per il piacere di condividere, per il...

La fotografia: quello che è, quello che potrebbe essere

E' da tempo che non condivido, su questo blog, il mio punto di vista, i miei dubbi e le mie aspettative sulla fotografia, anche per suscitare una risposta, una contraddizione o un nuovo dubbio in chi mi legge. Ma oggi, dopo aver letto e riletto l'articolo " Il mondo della fotografia affetto da nombrilisme? " di Rica Cerbarano e Chiara Massimello, ho pensato che sarebbe stato bello tornare a parlare, insieme, di fotografia , non solo come soggetto o oggetto di mostre e libri. L'articolo propone una stimolante riflessione su ciò che la fotografia è, e su ciò che potrebbe essere. Se la natura della fotografia è raccontare la contemporaneità come poche altre arti sanno fare, oggi questo suo ruolo di documentazione sembra essere mutato radicalmente [...] . Tuttavia, in un mondo politicamente complesso e tormentato [...] rimane forte l’esigenza di riflettere sul presente , su ciò che stiamo vivendo e in cui siamo inevitabilmente, profondamente coinvolti. Le due aut...

A Natale regalati e regala una stampa fotografica

Quest'estate abbiamo organizzato una puntata al castello di Bard , in valle d'Aosta, per visitare una mostra fotografica sulla Cina con foto di Marc Riboud e Martin Parr : bellissima! Ma la tappa al Forte di Bard ci ha anche permesso di visitare, finalmente, " The Little Wild Gallery ", l'atelier di Stefano Unterthiner , uno dei più apprezzati fotografi naturalistici al mondo: le sue fotografie sono belle online, ma dal vivo sono tutt'altra cosa. Vederle stampate sui formati più grandi, poi, permette di apprezzarle a fondo: i dettagli, le sfumature, la composizione, le tonalità dei colori, la matericità della carta ti assorbono e ti avvolgono come una fotografia a video non potrà mai fare. Tanto ho detto e tanto ho fatto che, prima di andarcene, mia moglie me ne ha regalata una ( "Autunno" , questa qui sotto) che ho appeso sopra la porta del mio studio e che ora posso fermarmi ad ammirare tutte le volte che voglio (nella stessa stanza, su altra pa...

Lo sapevi che Vivian Maier non è mai esistita?

Prima di iniziare voglio fare un ringraziamento: questo video mi è stato segnalato da Enzo Dal Verme, che lo propone nell'ambito del suo workshop sul ritratto per evidenziare l'importanza del ritratto in un racconto fotografico. Vi consiglio di leggere tutto il suo articolo "Perché i ritratti sono così importanti nel racconto fotografico" . Dopo il ringraziamento, una piccola confessione: in realtà dalle parole di Joan Fontcuberta non si capisce se Vivian Maier (che ha ovviamente un sito, una sua pagina su Wikipedia, e alla quale è stato dedicato un film, due documentari, qualche libro e decine di mostre) è un personaggio che si è inventato di sana pianta (e, quindi, in realtà la fotografa non sarebbe mai esistita) o se ne ha "solo" creato il "lancio mediatico". Personalmente propendo più per la prima ipotesi. Di sicuro, però, non c'è nulla: lo stesso Fontcuberta elenca infatti tutta una serie di fotografi e situazioni sicuramente inventate cu...

Le 10 regole di Martin Parr per i fotografi emergenti

Martin Parr ha condiviso online, su Instagram, le sue 10 regole per i fotografi emergenti che vogliono perfezionare la loro arte. Le ha buttate giù al volo, sottolineandone due: "emozionati per ogni nuova scoperta e "non cercare la fama". Il decalogo di Martin Parr è stato poi trasformato in un poster per la serie "Manifesto" di WeTransfer. Il poster (riprodotto nell'immagine qui sotto), realizzato dalla designer Vanessa Saba, può essere  scaricato cliccando qui . Martin Parr "Ten Rules for Emerging Photographers" Di seguito ho trascritto le 10 "regole" che Martin Parr consiglia ai fotografi; accanto al testo originale in inglese trovate la traduzione / interpretazione in italiano: Look and learn from other photographers (Osserva e impara dagli altri fotografi. La curiosità è un modo di essere essenziale per crescere e migliorare. Implica, ovviamente, la capacità di mettersi continuamente in discussione) Identify what makes you l...

Jesse Lenz e la fotografia di famiglia

"Una delle cose che ho sempre detto a proposito della realizzazione di un progetto fotografico sulla propria famiglia è che è uno dei generi più difficili da fare bene, perché non ci interessa davvero dei figli degli altri. Non compro libri sui figli degli altri. Fare un lavoro che trascenda, che abbia un impatto emotivo su qualcun altro quando guarda i tuoi figli, è davvero difficile. E molte volte significa tagliare il personale e puntare sull'universale. È quello che sto cercando di fare." Jesse Lenz in una bellissima intervista (in inglese) pubblicata LensCratch e relativa al suo ultimo libro di fotografie, "The Seraphim"

Perché è importante stampare una foto

"I negativi sono i taccuini, gli appunti scribacchiati, le false partenze, i ghiribizzi, le bozze scadenti, come quelle buone - ma mai una versione ultimata del lavoro [...] La versione ultimata - una stampa - dovrebbe essere almeno soddisfacente e rappresentare un'adeguata contropartita per l'investimento, poiché è il mezzo che adempie allo scopo della rivista [...] I negativi sono cose private, come lo sono la mia camera da letto, i miei figli; le mie stampe invece possono essere guardate dal pubblico, se gli interessa farlo" (W. Eugene Smith) ( Miller R., Magnum - I primi cinquant'anni della leggendaria agenzia fotografica , Contrasto)

Linee guida etiche per il reportage fotografico

«Le immagini che vengono proposte come fotografie di “informazione”, inchiesta, fotogiornalismo o documentarie devono attenersi alle linee guida etiche della National Press Photographers Association  in generale, come anche a quelle proposte dall’ UNICEF per i servizi di inchiesta etici sui bambini . In queste fotografie non possono essere aggiunte, disposte diversamente, scambiate, distorte o rimosse persone od oggetti. Se le immagini sono allestite, deve essere reso chiaro nelle dichiarazioni scritte e didascalie. È importante, sempre, tenere conto delle considerazioni etiche della fotografia, e proteggere le persone vulnerabili dai potenziali danni che potrebbero essere provocati dalla pubblicazione di immagini che espongono o identificano individui o gruppi che possono essere o diventare vulnerabili in seguito alla pubblicazione delle fotografie». (Fonte: LensCulture ) Su questo argomento, anche: il Giornale dell'Arte, "Un nuovo dibattito sull’etica fotogiornalistica"...

La missione della fotografia secondo Edward Steichen

Il punto di vista di Edward Steichen al riguardo era inequivocabile: "Quando iniziai a interessarmi di fotografia [..] l'idea era di farla riconoscere come una delle belle arti. Oggi non me ne importa un tubo. La missione della fotografia è spiegare l'uomo all'uomo e ogni uomo a se stesso". ( Miller R., Magnum - I primi cinquant'anni della leggendaria agenzia fotografica, Contrasto , pag. 296)

Il fotografo non va in limousine. Philip Jones Griffiths e la professione del fotografo

Street scene, Belfast, Northern Ireland, 1965 © Philip Jones Griffiths «La professione del fotografo è antielitaria. Sono pochi i mestieri in cui anche se sei arrivato in alto, se ti sei fatto un nome, ti puoi ancora ritrovare all'angolo di una strada, al freddo e con i piedi ghiacciati, ad aspettare che accada qualcosa. In quel momento sei proprio come un senzatetto, fermo sulla strada a chiedere l'elemosina. Nella maggior parte delle professioni, più in alto arrivi, più è facile che te ne vada in giro in limousine, ma in fotografia no.» (Philip Jones Griffiths in "Magnum, i primi 50 anni della leggendaria agenzia fotografica" , ed. Contrasto, pag. 273)

I doveri dei fotogiornalisti. Ecco cosa ho imparato da Letizia Battaglia

«Chi ha in mano una macchina fotografica ha un mezzo potente e meraviglioso per esistere, per essere, per vivere, per incontrare il mondo. E ha anche una grande responsabilità. Io attribuisco un valore etico e civile alla fotografia, i fotogiornalisti hanno il dovere di mostrare il mondo.» ( Letizia Battaglia, Mi prendo il mondo ovunque sia )

Cosa diavolo sono gli NFT? E come posso usarli per vendere le mie fotografie?

Cosa sono gli NFT? Posso usarli per vendere e guadagnare con le mie fotografie? Posso, sei sicuro? E come si fa? In questi giorni, per motivi lavorativi e soprattutto per curiosità, ho deciso di approfondire l'argomento degli NFT e il loro utilizzo nel mondo dell'arte (fotografia inclusa, ovviamente). Ho letto decine di articoli e questo argomento, che mi sembrava molto nebuloso e molta fuffa, inizia ora ad appassionarmi. Credo, inoltre, che ogni artista digitale debba iniziare ad approcciarlo: non dico che ci dobbiamo tutti mettere a vendere NFT delle nostre fotografie ma almeno sapere come funziona, a grandi linee, la compravendita di un oggetto digitale su di un marketplace tipo Open Sea, Crypto, SuperRare o Sloika, sì. Lo strumento più semplice per entrare nel mondo degli NFT, degli smart contract ecc è questo video pubblicato quasi 8 mesi fa dal Financial Times. E' in inglese sottotitolato in modo molto comprensibile ma, per chi lo desidera, su Internazionale è disp...