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Visualizzazione dei post con l'etichetta Appunti di fotografia

Ma fotografare ci piace veramente?

Vogliamo il successo perchè non amiamo quello che facciamo; se amassimo veramente quello che facciamo non ci importerebbe nulla di essere, o meno, famosi. Gavin Aung Than (Zen Pencils) riesce a proporre spunti di riflessione interessanti. Questa volta, partendo dal pensiero del filosofo Jiddu Krishnamurti , schiude una porta sulla libertà; fare una cosa per passione, non per la notorietà. Fotografare per la curiosità di esplorare, non per il numero di "like" su Instagram o Facebook. Scrivere per il piacere di creare dal nulla nuove realtà, non per arrivare a vendere 100.000 copie. Dipingere per il gusto di trovare nuove armonie tra forme e colori, non per essere battuti all'asta. Creare per la soddisfazione di proporre nuove interpretazioni della realtà, non per essere di tendenza . Una piccola anzi, enorme rivoluzione. In tutto quello che facciamo, non solo nelle attività creative. Buona giornata Giovanni B.

Le fotografie sono fatte per essere condivise (?)

Nelle scorse settimane, riorganizzando il mio archivio fotografico digitale, mi sono interrogato sulle migliaia di fotografie che ho scattato, che ho visto solo io e che probabilmente resteranno solo sul mio disco fisso. Che senso hanno quelle foto? Qual è il senso di aver scattato quelle foto? Ci vuole un osservatore per dare significato alle foto? Non ho una risposta a queste domande, neppure mi interessa cercare UNA risposta a queste domande. Preferisco lasciare che mi suscitino pensieri e riflessioni che condivido in un flusso di coscienza puro e semplice. Una fotografia ha senso solo se viene condivisa? Falso: il senso esiste già nel momento dello scatto. L’atto fotografico come esperienza, non come prodotto. Falso: la fotografia come gesto intimo, quasi diaristico: scatto per capire, ricordare, sottrarre al tempo. Vero: perché la fotografia, storicamente, è un linguaggio. E un linguaggio, senza qualcuno dall’altra parte, è monologo. La condivisione, quindi, non crea il ...

La controapnea - Storia di una fotografia

L'altro giorno ho deciso, praticamente all'ultimo minuto disponibile, di partecipare al ' lens culture Street Photography Awards '; senza velleità di vittoria ma come occasione per ragionare con calma sulle mie fotografie . La foto da iscrivere la avevo già in testa ed è questa; scattata una decina di giorni prima, ovviamente per strada, inevitabilmente con uno smartphone. Layers A sorpresa il processo di iscrizione mi ha chiesto di inserire anche una descrizione del 'progetto'. Una richiesta che mi ha messo un po' in difficoltà, perché pur avendo ben chiare alcune idee sul ' perché fotografo ', non le ho mai strutturate in un pensiero compiuto e raccontabile. Foto come questa nascono dall'idea che è possibile scoprire immagini interessanti semplicemente guardando con maggiore attenzione . La città è ricca di stimoli visivi ma la attraversiamo sempre di corsa (per andare al lavoro, per tornare a casa, per raggiungere gli amici...) e non ved...

Bianco e nero o colore? Ecco cosa ho imparato da Kyle Hoffmann

«Lavoro in bianco e nero perché lo amo. Il mio lavoro è molto minimale e la grana della pellicola crea una sorta di velluto nelle mie immagini. Una morbidezza che invita a guardarle. L'assenza del colore semplifica l'immagine agli elementi essenziali, a ciò per cui la stai guardando. Rimuove i riferimenti contestuali.» ( Kyle Hoffmann intervistato da Megan Brownrigg su Urth Magazine )

È veramente tutta colpa di Instagram?

Ho disinstallato Instagram dal mio smartphone, tanto è un’applicazione che con la fotografia ha sempre meno a che fare Però, visto che amo guardare nuove foto, e le guardo spesso cercando nuovi spunti o ispirazioni, alla fine ho installato una nuova app, Irys , uscita da pochissimo É dichiaratamente dedicata alla fotografia, mima Instagram ma si dichiara amica dei fotografi (e io le credo). Eppure, anche su questa nuova app il risultato non cambia: non ci sono video e reels ma scorrere le foto pubblicate mi annoia tremendamente. Immagine generata con Gemini, però l'atmosfera è quella che mi immagino :) Mi sorge il sospetto che la colpa non sia di Instagram, e neppure di Iris che sicuramente ci crede quando dice che vuole proporre qualcosa i nuovo, ma delle modalità intrinseche di condivisione online. Provo ad elencarle: Manca un curatore che selezioni a monte le fotografie, scarti le mille copie di copie e dia un significato narrativo (coerente, incoerente, rassicurante o sh...

Il blogroll dei photoblog di MAG72

Più sotto puoi sfogliare il blogroll dei photoblog di MAG72. Sembra uno scioglilingua ma è, più semplicemente, l'elenco dei photoblog che seguo e dei photoblog che hanno risposto alla call to action . Quale call to action ? L'invito a pubblicare le nostre foto per il puro piacere di condividere, liberi dall'ossessione dei like, fuori dal circuito dei social. La trovi qui: " Ripartiamo dai photoblog. E ripartiamo anche dai blogroll ". Ne hai uno da suggerire? Scrivilo nei commenti. Ma, attenzione: deve essere un photoblog , non un blog di fotografia! I photoblog che seguo o che hanno aderito alla call to action A Bad Day With a Camerta beats a good day doing anything else Patrick LaRoque . Credo sia il fotografo che seguo da più tempo e probabilmente quello che più mi ha stimolato, suggestionato e influenzato. Hello From A Stranger . Per sconfiggere la solitudine Adam Schluter è uscito, ha iniziato a salutare i passanti, a parlare con loro, ...

La street photography come caccia o come alimurgia?

David M.M. Taffet  sostiene una visione dicotomica della street photography , sintetizzabile in due approcci contrastanti: da una parte (la parte per il tutto) Tatsuo Suzuki, Bruce Gilden ma anche Mark Cohen, Walker Evans e Martin Parr. Qui la fotografia di strada è un atto predatorio, una caccia, il fotografo un predatore e il soggetto la preda. È una fotografia rubata fatta di fotocamere nascoste, di foto "shoot from the hip" e di flash sparati in faccia; dall'altra (sempre la parte per il tutto) Gordon Parks, Graciela Iturbide, Susan Meiselas (e io aggiungerei almeno Doisneau). Qui la fotografia nasce dalla conoscenza reciproca e dalla frequentazione, dalla creazione di un rapporto che rende il soggetto "co-autore" della fotografia: la fotografia si genera e il fotografo la raccoglie. E io, in questo mondo diviso nettamente a meta, per chi parteggerei? Istintivamente ed empaticamente sto con il secondo gruppo, quello delle persone gentili: detesto ...

Ansel Adams, il negativo è come uno spartito musicale

"Puoi paragonare il negativo allo spartito e la stampa all'esecuzione vera e propria. Prima visualizzi l’immagine nella tua testa, poi ottieni il negativo, che contiene tutte le informazioni di cui hai bisogno. Conoscendo bene la pellicola, so già come gestire lo sviluppo per preservare le luci alte, le texture e tutto il resto. C’è un certo margine di manovra quando stampo: non vado mai oltre l’idea originale, ma posso sicuramente rifinirla. E c’è differenza tra come suonerei un pezzo oggi e come lo farei tra sei mesi. Ci sarebbero sfumature diverse, accenti differenti; l’esecuzione sarebbe una questione molto personale. Ma, in fondo, le note che suono sono sempre quelle. Non ci stiamo prendendo libertà tali da stravolgere l'opera. Ti torna come ragionamento?" Ansel Adams intervistato da Milton Esterow , estate 1984. Leggi qui tutta l'intervista .

I generi fotografici: quanti modi ci sono per raccontare il mondo?

Quando si prende in mano una macchina fotografica si compie, consapevolmente o meno, una scelta su cosa raccontare e su come raccontarlo. La fotografia è, infatti, uno strumento potente e versatile, capace di adattarsi a visioni, contesti, sensibilità diverse; non esiste un solo modo di fotografare e ogni genere fotografico apre una porta su un modo diverso di esplorare il mondo. In questo articolo ho raccolto i principali generi fotografici – dai più classici ai più recenti – per offrire una panoramica che può servire come riferimento per orientarsi o da spunto per successivi approfondimenti. Serve anche a me come guida per organizzare e strutturare i post di questo blog. 📸 Generi fotografici “classici” Ritratto fotografico (Portrait Photography) - Cattura l’essenza di una persona, o di un gruppo. L’espressione, la luce, lo sguardo: tutto contribuisce a rivelare una parte di identità. Fotografia di viaggio (Travel Photography) - Racconta luoghi e incontri, mescolan...

Fotografare, cosa ho imparato da Stephen Shore

Stephen Shore, dal volume Early Work (MACK 2025) «Ho capito fin dall'inizio che una macchina fotografica non inquadra, ma incornicia. Ho anche capito il divario tra il mondo della fotografia e il mondo che viviamo: il mondo della fotografia deve avere un senso di per sé, al di fuori del contesto.» ( Stephen Shore intervistato da The Guardian )

Ripartiamo dai photoblog. E ripartiamo anche dai blogroll

Qualche giorno fa mi è balenata un’idea: perché non rimettere un blogroll su questo sito? Un blogroll dedicato ai blog di fotografia . Anzi, meglio ancora: ai photoblog . Te li ricordi, i photoblog , quei diari online in cui, ogni giorno (o quasi), l’autore pubblicava una fotografia accompagnata da un breve commento? Bene, ho scoperto che i photoblog, oggi, praticamente non esistono più . Spazzati via da Facebook e, soprattutto, da Instagram. Instagram, il canto delle sirene dell’effimero successo. Anche io ho smesso da tempo di pubblicare le mie foto su questo sito e quelle che c’erano, le ho tolte. Mi sono spostato su Flickr, su Instagram, su Facebook. Poi, nauseato, ho smesso di condividere del tutto. E se pensi che non sia stata una grande perdita, ti sbagli. Non per le mie foto (possono piacere o no, non è questo il punto), ma perché sui social si condivide solo per ricevere like , cuori, approvazione. Sul  photoblog si pubblicava per il piacere di condividere , per ...

La fotografia: quello che è, quello che potrebbe essere

E' da tempo che non condivido, su questo blog, il mio punto di vista, i miei dubbi e le mie aspettative sulla fotografia, anche per suscitare una risposta, una contraddizione o un nuovo dubbio in chi mi legge. Ma oggi, dopo aver letto e riletto l'articolo " Il mondo della fotografia affetto da nombrilisme? " di Rica Cerbarano e Chiara Massimello, ho pensato che sarebbe stato bello tornare a parlare, insieme, di fotografia , non solo come soggetto o oggetto di mostre e libri. L'articolo propone una stimolante riflessione su ciò che la fotografia è, e su ciò che potrebbe essere. Se la natura della fotografia è raccontare la contemporaneità come poche altre arti sanno fare, oggi questo suo ruolo di documentazione sembra essere mutato radicalmente [...] . Tuttavia, in un mondo politicamente complesso e tormentato [...] rimane forte l’esigenza di riflettere sul presente , su ciò che stiamo vivendo e in cui siamo inevitabilmente, profondamente coinvolti. Le due aut...

A Natale regalati e regala una stampa fotografica

Quest'estate abbiamo organizzato una puntata al castello di Bard , in valle d'Aosta, per visitare una mostra fotografica sulla Cina con foto di Marc Riboud e Martin Parr : bellissima! Ma la tappa al Forte di Bard ci ha anche permesso di visitare, finalmente, " The Little Wild Gallery ", l'atelier di Stefano Unterthiner , uno dei più apprezzati fotografi naturalistici al mondo: le sue fotografie sono belle online, ma dal vivo sono tutt'altra cosa. Vederle stampate sui formati più grandi, poi, permette di apprezzarle a fondo: i dettagli, le sfumature, la composizione, le tonalità dei colori, la matericità della carta ti assorbono e ti avvolgono come una fotografia a video non potrà mai fare. Tanto ho detto e tanto ho fatto che, prima di andarcene, mia moglie me ne ha regalata una ( "Autunno" , questa qui sotto) che ho appeso sopra la porta del mio studio e che ora posso fermarmi ad ammirare tutte le volte che voglio (nella stessa stanza, su altra pa...

Lo sapevi che Vivian Maier non è mai esistita?

Prima di iniziare voglio fare un ringraziamento: questo video mi è stato segnalato da Enzo Dal Verme, che lo propone nell'ambito del suo workshop sul ritratto per evidenziare l'importanza del ritratto in un racconto fotografico. Vi consiglio di leggere tutto il suo articolo "Perché i ritratti sono così importanti nel racconto fotografico" . Dopo il ringraziamento, una piccola confessione: in realtà dalle parole di Joan Fontcuberta non si capisce se Vivian Maier (che ha ovviamente un sito, una sua pagina su Wikipedia, e alla quale è stato dedicato un film, due documentari, qualche libro e decine di mostre) è un personaggio che si è inventato di sana pianta (e, quindi, in realtà la fotografa non sarebbe mai esistita) o se ne ha "solo" creato il "lancio mediatico". Personalmente propendo più per la prima ipotesi. Di sicuro, però, non c'è nulla: lo stesso Fontcuberta elenca infatti tutta una serie di fotografi e situazioni sicuramente inventate cu...

Le 10 regole di Martin Parr per i fotografi emergenti

Martin Parr ha condiviso online, su Instagram, le sue 10 regole per i fotografi emergenti che vogliono perfezionare la loro arte. Le ha buttate giù al volo, sottolineandone due: "emozionati per ogni nuova scoperta e "non cercare la fama". Il decalogo di Martin Parr è stato poi trasformato in un poster per la serie "Manifesto" di WeTransfer. Il poster (riprodotto nell'immagine qui sotto), realizzato dalla designer Vanessa Saba, può essere  scaricato cliccando qui . Martin Parr "Ten Rules for Emerging Photographers" Di seguito ho trascritto le 10 "regole" che Martin Parr consiglia ai fotografi; accanto al testo originale in inglese trovate la traduzione / interpretazione in italiano: Look and learn from other photographers (Osserva e impara dagli altri fotografi. La curiosità è un modo di essere essenziale per crescere e migliorare. Implica, ovviamente, la capacità di mettersi continuamente in discussione) Identify what makes you l...

Jesse Lenz e la fotografia di famiglia

"Una delle cose che ho sempre detto a proposito della realizzazione di un progetto fotografico sulla propria famiglia è che è uno dei generi più difficili da fare bene, perché non ci interessa davvero dei figli degli altri. Non compro libri sui figli degli altri. Fare un lavoro che trascenda, che abbia un impatto emotivo su qualcun altro quando guarda i tuoi figli, è davvero difficile. E molte volte significa tagliare il personale e puntare sull'universale. È quello che sto cercando di fare." Jesse Lenz in una bellissima intervista (in inglese) pubblicata LensCratch e relativa al suo ultimo libro di fotografie, "The Seraphim"

Perché è importante stampare una foto

"I negativi sono i taccuini, gli appunti scribacchiati, le false partenze, i ghiribizzi, le bozze scadenti, come quelle buone - ma mai una versione ultimata del lavoro [...] La versione ultimata - una stampa - dovrebbe essere almeno soddisfacente e rappresentare un'adeguata contropartita per l'investimento, poiché è il mezzo che adempie allo scopo della rivista [...] I negativi sono cose private, come lo sono la mia camera da letto, i miei figli; le mie stampe invece possono essere guardate dal pubblico, se gli interessa farlo" (W. Eugene Smith) ( Miller R., Magnum - I primi cinquant'anni della leggendaria agenzia fotografica , Contrasto)

Linee guida etiche per il reportage fotografico

«Le immagini che vengono proposte come fotografie di “informazione”, inchiesta, fotogiornalismo o documentarie devono attenersi alle linee guida etiche della National Press Photographers Association in generale, come anche a quelle proposte dall’ UNICEF per i servizi di inchiesta etici sui bambini . In queste fotografie non possono essere aggiunte, disposte diversamente, scambiate, distorte o rimosse persone od oggetti. Se le immagini sono allestite, deve essere reso chiaro nelle dichiarazioni scritte e didascalie. È importante, sempre, tenere conto delle considerazioni etiche della fotografia, e proteggere le persone vulnerabili dai potenziali danni che potrebbero essere provocati dalla pubblicazione di immagini che espongono o identificano individui o gruppi che possono essere o diventare vulnerabili in seguito alla pubblicazione delle fotografie». (Fonte: LensCulture ) Su questo argomento, anche: il Giornale dell'Arte, "Un nuovo dibattito sull’etica fotogiornalisti...