Addio, Pirsig. Quel tuo Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta l'ho divorato anni fa, nonostante lo scetticismo iniziale. E questa sera me lo rimetto sul comodino, da rileggere di nuovo. In treno. Estate 2015 E se pensi che Pirsig con la fotografia non c'entri nulla, ti sbagli: John tira fuori la macchina fotografica. Dopo un po' mi fa: "Questa è una delle cose più difficili da fotografare. Ci vuole un obiettivo a trecentosessanta gradi, o roba del genere. Il paesaggio è lì, ma quando guardi nel mirino non c'è niente. Appena lo delimiti, scompare." "E' quello che in macchina sfugge, immagino" dico io. "Una volta - racconta Sylvia - quando avevo circa dieci anni, ci siamo fermati come adesso e io ho fatto un mezzo rullino di foto. E quando le ho viste sviluppate mi sono messa a piangere. Non c’era niente." Al tempo, però, Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta lo lessi non per i rif...
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