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Visualizzazione dei post da 2010

Come realizzare un braketing a 11 scatti e +/- 5 EV

Ti è mai capitato di fotografare un panorama dall'interno di un rifugio in montagna? E di trovarti con il panorama correttamente esposto, ma la stanza completamente nera? O, viceversa, con la stanza correttamente esposta, e il panorama inesorabilmente sovraesposto? Purtroppo, ci sono delle situazioni nelle quali la gamma dinamica della scena da fotografare è molto maggiore a quella del sensore della nostra fotocamera: o salviamo le luci, o salviamo le ombre. In questi casi, per salvare le famose capre e gli altrettanto famosi cavoli, può essere utile ricorrere alla tecnica nota come HDR , ovvero High Dynamic Range: si scattando più foto del medesimo soggetto - da foto fortemente sottoesposte (per catturare i dettagli nelle luci) a foto molto sovraesposte (per catturare i dettagli nelle zone d'ombra) - e si combinano poi in post produzione, con opportuni software. Per realizzare la serie di scatti, viene in nostro aiuto la funzione di braketing automatico dell'es...

Puntare sulla nicchia di mercato o sul talento?

Molte volte ho sentito dire, oppure ho letto, che per sfondare bisogna trovare una nicchia di mercato, inesplorata, e sfruttarla. Boh, non l'ho mai capito appieno (possibile che ci siano ancora così tante nicchie inesplorate, mi domando?), ma credo che sia colpa mia. Mi piace di più questa affermazione di Paul Melcher: Ecco una "nicchia" che dovresti provare: il talento. Nessuno può copiare il talento. Fotografa tutto ciò che tutti gli altri fotografano, ma con talento. Con il tuo occhio, il tuo stile e la tua personalità. La tua specialità è il modo in cui ti approcciate ai soggetti, non i soggetti stessi. E lascia le nicchie a chi ama vivere nelle caverne. Ciao gio.bi

Collage di foto

Esperimento del 2007 con un collage (o patchwork che dir si voglia) di fotografie, per cercare di rendere visivamente l'ampiezza di quest'ansa del fiume Adige. Ciao Giovanni B.

The Julie Project, di Darcy Padilla

Una storia di povertà, AIDS e disagio sociale, narrata con molto rispetto, ma cruda, cruda, cruda: è il progetto fotografico " The Julie project " della fotografa  Darcy Padilla , meritatamente premiato nel 2010 con l' Eugene Smith Grant for Humanistic Photography . Family Love, il libro nato da "The Julie Project"

L'America nelle fotografie di Alec Soth

C'è un che di affascinante nelle foto di Alec Soth *, perchè sbirci e quasi origli il lato nascosto dell'America, quella che raramente appare nei telefilm e, quando vi appare, è stereotipata ed adattata al gusto delle grandi metropoli. Fotografia di Alec Soth dal progetto "The Last Days of W"

Stefano Pesarelli: fotografo l'Africa con un iPhone

Quando trovo una cosa che mi affascina, divento curioso e devo capire il perchè, il cosa, il come, il chi... E quando ho visto per la prima volta le fotografie del progetto Africa through iPhone sono rimasto affascinato. Così ho voluto sapere qualcosa di più sull'autore del progetto, Stefano Pesarelli , e ne sono rimasto ancora più colpito, perchè Stefano ha fatto quello che in molti (mi ci metto in mezzo) sognamo di fare: ha trasformato le sue passioni in lavoro. Con molto talento e professionalità. Non potendo offrirgli una birra al bar, per chiacchierare un po' di fotografia e dei suoi lavori, gli ho chiesto la disponibilità a rispondere per email a qualche domanda: ed eccoci qui per quatto chiacchiere virtuali con Stefano Pesarelli. Stefano Pesarelli, alcuni scatti dal progetto "Africa through iPhone" Ciao Stefano, molto brevemente puoi dirci chi sei e cosa fai? Sono autore di guide di viaggio per l'editore Polaris: Tanzania, Mozambico e di prossima us...

Scampoli d'estate

?? Pensieri di fine estate: se aveste una figlia che ama i papaveri, non vorreste potergliene regalare un campo intero? Ciao Giovanni

Capo Miseno all'alba

Settembre 2010 Venerdì ho avuto il piacere di essere ospite, con mia moglie, a Procida in occasioni dei cortili letterari organizzati per il premio "Elsa Morante", e sabato mattina ci siamo imbarcati piuttosto presto per rientrare a Roma. Quando il traghetto ha passato il faro di Capo Miseno saranno state le otto e dieci, e il sole era ancora piuttosto basso sulla linea dell'orizzonte e l'aria tersa mi hanno regalato una luce incredibile. Ciao Giovanni B.

Un reportage fotografico con la Holga

Dopo questa abbuffata di ipertecnologia fotografica, di ISO che schizzano verso l'alto senza sollevare neppure un po' di rumore, di raffiche da 5-6-8 fotogrammi al secondo, dopo quest'orgia di megapixel mi piace poter tornare a parlare di un fotografo e di fotografia. Foto di John Stanmeyer, da "Island of the Spirits" L'invito è, quindi, quello di andare a vedere questo reportage di John Stanmeyer , realizzate con una Holga: l'antitesi della tecnologia, la bestemmia dei corpi tropicalizzati in lega di magnesio, l'abominio degli scatti a raffica. Quanto a risoluzione e nitidezza, non stiamo neppure a parlarne. Eppure queste foto me le sono guardate e riguardate: sarà forse vero che la foto la fa il fotografo e non la macchina fotografica? Ciao Giovanni B. PS: in questo momento sto ascoltando "A trick of the tail", dei Genesis, che indubbiamente contribuisce a rendermi un po' nostalgico.

E se il governo avesse scelto la copertina del Time?

Marcello Foa (il Giornale, European Journalism Observatory) avanza l'ipotesi che la fotografia di copertina del Time del 9 agosto 2010, che ritrae Bibi Aisha, una giovane donna afghana cui i talebani hanno mozzato naso e orecchie, sia il frutto di un imbeccata del governo statunitense. Come riassunto dal sito LSDI «la foto shock sulla copertina di Time sarebbe stata fatta filtrare alla redazione da spin doctor dell' amministrazione per 'nobilitare' la guerra a Kabul dopo i contraccolpi delle rivelazioni di WikiLeaks». Senza entrare nel dettaglio della discussione "fotografia imbeccata vs libera scelta del Time", mi domando cosa cambierebbe se l'ipotesi del Foa fosse vera? A mio parere, nulla. Se la fotografia è corretta, se rappresenta -cioè- correttamente un fatto, non cambia nulla. Indubbiamente è una foto dal violento impatto emotivo, e la sua pubblicazione può influenzare l'orientamento dell'elettore occidentale in merito alla gu...

Vuoi fare il fotografo? Un consiglio per chi inizia.

In questa (credo non recentissima) intervista a Michel Scotto (purtroppo il link non è più attivo), deputy photo director dell'Agenzia France Presse, emerge un'utile indicazione per chi si avvia all'attività di fotografo: Domanda: E qual è il settore d'attività più venduto? Michel Scotto: In assoluto, e non sto parlando dell'AFP, le più importanti vendite sono per le informazioni people visto il numero crescente delle riviste people che non esitano a comprare fotografie esclusive a prezzi molto elevati. Il people è il settore più venduto, come lo sport che tuttavia è da sempre un argomento di grande interesse per il pubblico. Il settore news è quello che costa di più, in termini economici e di attività, ma è quello che rende meno. Tuttavia riteniamo che l'informazione sia un nostro dovere, un obbligo a cui non vogliamo sottrarci indipendentemente dal rendimento economico. Quindi, se volete fare i soldi con la fotografia, puntate ad essere paparazzi o fotog...

Cosa rende speciale una fotografia secondo Joel Sartore

Qualche tempo fa mi domandavo " cosa rende speciale una fotografia? " Il luogo, la luce, la composizione, il soggetto, la tecnica, l'intervento in sviluppo e stampa? Tutti questi elementi più il fattore fortuna? Ieri, in una vecchia* intervista a Joel Sartore , fotografo del National Geographic Magazine, ho trovato riproposta la medesima questione: "Cosa rende 'buona' una fotografia?" Al che, Sartore ha risposto: E' molto semplice: una bella luce, uno sfondo pulito ed un soggetto interessante. Ciao Giovanni B. (*) Era un'intervista del 2005, pubblicata da Reflex.it; talmente vecchia che il link non è più attivo.

Come utilizzare al meglio gli obiettivi grandangolari

Internet è pieno di articoli generosi nello spiegarci come si deve fare questo e come si deve fare quello, ed io non ho nessuna intenzione di incrementare questa strabordante offerta. Ma, proprio perchè l'offerta è ampia ed è facile perdersi, ti segnalo due articoli interessanti, e completamente diversi, sull' uso delle ottiche grandangolari (quello, per intenderci, di lunghezza focale "equivalente" inferiore ai 40-50mm). Fuji XF 18-55mm a 18mm (27mm equivalente) | 1/350s | f/11 | 200iso

Si può fotografare nei musei

Si può fotografare nei musei? Sì? No? Forse... Ogni museo si organizza come meglio crede , e nel dubbio in molti preferiscono porre un divieto a fotografare "a prescindere" da qualsiasi ragione logica. A prescindere, cioè, da qualsiasi considerazione oggettiva sull'afflusso di persone, o dall'opportunità (o meno) di fotografare senza flash. Non si fotografa, punto e basta. Oppure si può fotografare, ma senza flash.  O, ancora, sì alla macchina fotografica, ma senza cavalletto. (Aggiornamento: dal 1° giugno 2014 si può fotografare liberamente nei musei) . La cosa più strana mi è capitata ad Atene, al museo Archeologico nazionale: siamo in estate, agosto, e le stanze museali sono praticamente vuote (ho capito poi che quando uno dice "vado in Grecia", non visiterà Atene, Olimpia, le Termopili o Maratona, ma le isole greche). Comunque, siamo in una sala e mia moglie mi chiede di scattarle una fotografia accanto a due statue che ha sempre potuto ammirare ...

Come ritrovare una macchina fotografica smarrita

Perdere la macchina fotografica : smarrita al parco, abbandonata al ristorante, dimenticata sul treno, sull'autobus o sul taxi. Probabilmente uno dei peggiori incubi per un fotografo : e non solo per il valore economico della macchina fotografica, ma anche per le fotografie già scattate, perse per sempre (tra le quali, ovviamente, rimpiangeremo per sempre la "fotografia della vita", quella che non ci capiterà mai più, dovessimo campare ancora cent'anni). Ma, a questo mondo, per tutto c'è un rimedio. Così, se vi state preparando a partire per le vacanze o per un viaggio, date un'occhiata alla soluzione proposta da Andrew McDonald per recuperare una macchina fotografica smarrita . Ciao Giovanni B.

Una fondazione per salvare il fotogiornalismo

Quasi quotidianamente si levano, da siti e blog, urla di dolore per la crisi in cui versa il fotogiornalismo . L'ultima, in ordine di tempo, è di martedì scorso sul sito dell'agenzia fotografica Black Star , ma da tempo anche -ad esempio- l'italiana Lsdi richiama l'attenzione sulle difficoltà del fotogiornalismo italiano. Senza voler qui indagare le cause di questa crisi, di varia natura e sulle quali magari tornerò in seguito, mi preme ora anticipare un'idea che mi frulla in testa da tanto tempo: perchè non costituire una fondazione (o un'associazione o una qualsiasi altra cosa senza fine di lucro) con il compito "istituzionale" di raccogliere fondi per promuovere progetti di fotogiornalismo, di fotografia sociale o di fotografia documentale (d'ora in poi, per semplicità, riassunti nel generico termine di fotoreportage)? L'equivalente italiano, per intenderci, del Pulitzer Center on Crisis Reporting o del World Press Photo , ma orientat...

Lo smartphone è la nuova Holga?

Ho scoperto la Holga piuttosto tardi, credo quattro o cinque anni fa, ma come molti altri sono rimasto affascinato dalla sensazione di libertà e di predisposizione allo scatto che questa macchinetta "tutta plastica" si porta in dote. Caricata la pellicola (eh sì, la cara vecchia pellicola), buttavo la Holga in macchina e me la portavo appresso. Quasi ovunque: a passeggio con moglie e figlia, la domenica al parco o a Capodanno per i fuochi d'artificio. Holga Guardando le sempre più numerose gallerie fotografiche realizzate interamente con iPhone, mi viene da domandarmi se l'iPhone non sia l'erede della Holga. Non come qualità di immagine (incredibilmente superiore), ma nel suo "prestarsi" ad essere macchina fotografica (mi perdonino i puristi) sempre disponibile. Ciao Giovanni B.

Etica e fotogiornalismo (e il caso Vernaschi)

Sull'ottimo blog "Fotocrazia", di Michele Smargiassi, si sta sviluppando un interessante dibattito sul tema (infinito) dell' etica e del fotogiornalismo . Lo spunto per la discussione è stato un post del 27 aprile scorso, " L’impossibile scelta di Marco ", dove Marco è il fotografo torinese Marco Vernaschi , 37 anni e un World Press Photo sulle spalle. Vernaschi sta lavorando ad un progetto, finanziato dal Pulitzer Center on Crisis Report, sui sacrifici rituali di bambini in Uganda . Riporto dal blog di Smargiassi: Durante una di queste investigazioni si è imbattuto nel dolore di una famiglia a cui, lo stesso giorno, era stata mutilata e uccisa una figlia di dieci anni. Dopo un lungo colloquio, durante il quale il fotografo ha spiegato il senso e le motivazioni del suo lavoro di denuncia, la madre ha accettato di mostrare il corpo straziato della bambina, riesumandolo dalla fosse in cui era stato appena sepolto. Vernaschi ha fotografato quel corpo. Al ...

Caduta libera, di Nicolai Lilin

Sono le 2.35 di un venerdì di fine aprile e, nonostante l'ora tarda e la consapevolezza che tra poche ore dovrò alzarmi, non riesco a prendere sonno. Inevitabilmente; da poco ho chiuso, concluso la lettura del romanzo " Caduta libera ", e la mente e il cuore è un groviglio di incubi. Spesso si dice che un'immagine vale cento parole e prego che, in questo caso, non sia vero: perchè il libro di Nicolai Lilin non è la pubblicazione di un reportage fotografico sulla guerra Cecena, ma il racconto in parole dei suoi due anni da cecchino nell'esercito russo. Ed è un racconto che evoca i più brutti demoni, sia che parli di guerra, sia che parli della falsa pace per la quale si combatte. Non è più solo la guerra cecena, ma quella raccontata diventa, nella mia anima, l'alito di tutte le guerre: e mi trovi nel letto a pensare che quello che ho appena letto come romanzo, in questo stesso momento, in qualche parte del mondo, è realtà. In troppe parti del mondo. ...

Quando ti pagano ben 7 euro a foto

Non stiamo parlando del listino prezzi delle stampe 20x30 di un laboratorio di stampa amatoriale on-line. Sette euro a foto rappresenta il compenso per fotografia previsto dal nuovo, grandioso concorso lanciato da tre prestigiosissimi soggetti (due società private ed un ente pubblico): Fratelli Alinari, il Gruppo 24Ore e il Comune di Milano, oltre al service di stampa di libri digitali Blurb. Non è uno scherzo, è un ennesimo segnale della tragica realtà che caratterizza la fotografia nel nostro paese. Qui sotto i dettagli, per chi se la sente di continuare a leggere e non accusa già il solito voltastomaco per queste sempre più frequenti iniziative “all’italiana”. ( FotoInfo, "Sette euro a foto", di Marco Capovilla ) Ogni commento è, purtroppo, superfluo. Giovanni B.

Fotogiornalismo: c'è un limite all'orrore?

Immagina di essere un fotografo inviato in una delle tante zone martoriate di questo povero pianeta. Immagina che dalla redazione ti avvisino che è scoppiata una bomba in un mercato cittadino. Immagina di arrivare sul posto prima dei soccorsi e di trovare corpi dilaniati e sopravvissuti disperati. Fotografi questo inferno e mandi il tutto al tuo caporedattore. Immagina, ora, di essere il caporedattore : hai avvisato il tuo fotografo e aspetti le fotografie. Immagina di essere seduto alla tua postazione: le fotografie sono arrivate e molte sono sconvolgenti. Immagina di dover scegliere quali fotografie pubblicare: tocca a te decidere cosa mostrare di quell'orrore, e cosa nascondere . Nelle parole di Russel Boyce, Chief Photographer dell'agenzia Reuter per l'Asia ( Just how brutal should a picture be? *): La brutalità di queste scene deve essere allargata a tutto il mondo, o deve essere circoscritta a quelli che sono sul posto - le vittime, anzitutto, i passanti, i...

Il Reportage, nuova rivista trimestrale

Una nuova rivista, il Reportage , sarà in libreria dai primi di gennaio. È un "trimestrale di scrittura, giornalismo e fotografia" , che nasce dall'esigenza di riscoprire e dare spazio a una forma di giornalismo, spesso a cavallo con la letteratura, un po' dimenticata o perlomeno sacrificata nei giornali di oggi. Il reportage, come genere, ha avuto anni ruggenti (vi si sono dedicate tutte le grandi firme del giornalismo e moltissimi scrittori: come non ricordare i nostri Buzzati e Parise , per non dire di Hemingway , Orwell , Garcia Marquez ?), che sembrano purtroppo lontani. Ma un reportage può avere due linguaggi, quello del testo e quello delle immagini. Gli esempi di Epoca o dell'Illustrazione Italiana parlano chiaro. A questo proposito, la rivista – edita da Edizioni Centouno - intende valorizzare la figura del fotoreporter , garantendo ai grandi fotogiornalisti pari dignità con coloro che firmano i pezzi di testo: il punto di vista del fotografo si...