Finalmente è arrivato il momento di parlare di questo libro su Pollock e Rothko che, pur non essendo di fotografia, ha molto da offrire agli appassionati di fotografia. E inizio con la sinossi riportata in quarta di copertina, sufficientemente esauriente su quello che vi potete aspettare:
«Da un lato la perfezione del gesto, dall'altro la ricerca di una pittura che "respira": Jackson Pollock e Mark Rothko sono stati gli interpreti finali di due visioni dell'arte che si fronteggiano da secoli.
La storia intensa e drammatica di due personalità straordinarie, fondamentali nella creazione del paesaggio mentale dell'uomo contemporaneo.
Hanno spostato il baricentro della pittura da Parigi a New York. Hanno condiviso amici e galleristi. Hanno esposto insieme, frequentato gli stessi critici d'arte, bevuto fiumi di whisky. Li accomuna anche la morte tragica. Eppure Jackson Pollock e Mark Rothko non potrebbero avere linguaggi più diversi. Il primo diceva "Io sono la natura", e attraverso il dripping ha cercato l'espressione di sé. Il secondo ha inseguito il silenzio, la luce, il vuoto del non sé. Usando come sorprendente punto di partenza gli affreschi dell'Angelico a Firenze, Gregorio Botta racconta le loro esistenze opposte e parallele con l'occhio dell'artista, spiegando le radici, la genesi e le conseguenze di due modi di dipingere agli antipodi.»
Come spesso mi è capitato per i libri che più amo, anche questo libro mi è stato regalato: mai avrei pensato di leggere una sorta di biografia di due pittori che neppure capivo granché e, tanto meno, mi interessavano. Eppure eccomi qui a segnalarvelo; anzi non solo ve lo segnalo ma, eccezionalmente, vi invito proprio ad acquistarlo.
Credo di intuire la vostra perplessità: perché ci sta segnalando un libro dedicato a due pittori?
I motivi sono diversi:
Anzitutto è scritto benissimo: ha il fascino di un romanzo di avventura. Ammetto però che questo è un motivo necessario, ma non sufficiente: se fosse un libro di cucina tirolese scritto benissimo non avrei infatti nessun motivo per segnalarvelo 😊
Per il secondo motivo scomodo Ansel Adams, cui attribuiscono la celebre frase "Tu metti nella fotografia tutte le immagini che hai visto, i libri che hai letto, la musica che hai sentito, e le persone che hai amato." L'idea, condivisibile, è che la fotografia non è solo un atto tecnico, ma un'espressione profonda che attinge a tutto il nostro bagaglio culturale e personale. Ma, anche in questo caso, non è un motivo sufficiente: vale per tutti i libri che abbiamo letto.
Il terzo motivo, quello decisivo, è che mi ha portato a guardare le cose con occhi nuovi e mi ha spinto a sperimentare nuove fotografie. Nel mio caso la scintilla è stata l’ossessione di Rothko per il colore e per la sua capacità di creare spazi. Da allora, nel mio quotidiano, ho iniziato a notare sfumature e contrasti che prima mi sfuggivano. Così è nata questa foto: non pretendo che vi piaccia ma non riesco più a passare davanti a una parete o a un intonaco senza fermarmi a osservare i colori, le variazioni, i contrasti. Per me è una fortuna: non vedo più muri scrostati, solo tavolozze che mi ispirano.
| Castelnuovo di Porto, 2025 |
Qualcun altro, invece, resterà magari colpito dalla forza delle pitture di Pollock e scruterà il suo percorso quotidiano alla ricerca di quelle tracce. Che esistono, credetemi.
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| Verona, 2017. |
C'è, infine, un quarto motivo che mi spinge a condividere questo libro: l'ho letto, riletto e poi riletto una terza volta, e non escludo di riprenderlo in mano nuovamente, perché ogni volta ne esco con uno stimolo nuovo. Credetemi: mi è capitato poche volte.
Ovviamente non è un libro perfetto, un difetto ce l'ha: cita oltre ottanta lavori (tra dipinti, affreschi e disegni) ma, nel volume, ne sono riprodotti solo due, obbligando ad una continua ricerca sul web. Sarebbe auspicabile un'edizione, anche più costosa, ma con la riproduzione di tutte le opere citate.
Il libro è edito da Einaudi nella collana "Stile Libero" e costa, al momento, 15 euro. Ottimamente spesi.
Ciao
Giovanni


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