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Visualizzazione dei post da giugno, 2018

"Marketing per fotografi", di Enzo Dal Verme. Anni di esperienza condensati in un libro.

Oggi ho il piacere di presentarti Marketing per fotografi di Enzo Dal Verme: il primo libro in Italia ad affrontare il tema del marketing nel campo della fotografia, illustrando a professionisti e aspiranti tali come promuovere se stessi e il proprio lavoro in un mercato in forte cambiamento. E lo segnalo perchè considero l'autore un serio professionista e, con non poca presunzione!, mi sento di garantire per lui. :) Il sogno di molti appassionati di fotografia è quello di diventare un fotografo professionista, per passare tutta la giornata con la macchina fotografica in mano ed essere pagati per fare... quello che ci piace. Enzo Dal Verme , un fotografo con anni di esperienza sulle spalle, lavori pubblicati dalle più importanti riviste di moda e di costume, collaborazioni didattiche e di ricerca nel campo della comunicazione e della costruzione di brand in Italia e all'estero, ci riporta alla realtà: Per un fotografo è interessante occuparsi di creatività, inventare nuov...

Etna, vale la pena salire fino in cima?

Nel nostro giro in Sicilia tra Noto e Catania non poteva, ovviamente, mancare una puntata sull'Etna. Ero rimasto affascinato dal suo paesaggio extraterrestre, visto in foto; così mi ero segnato "salire sull'Etna" nel mio elenco delle cose da fare nella vita. Considerato il tempo a disposizione, ed il poco allenamento, abbiamo scartato l'ipotesi di un'escursione a piedi, puntando sulla soluzione funivia dell'Etna + mezzi fuoristrada. Visto il costo di questa scelta (circa 220 euro per due adulti e due bambini), provo qui a rispondere alla domanda: "Vale la pena spendere tutti questi soldi per raggiungere i crateri sommitali dell'Etna?" , concentrandomi su quello che è possibile fotografare nei dintorni del piazzale del rifugio Sapienza (si raggiunge con la macchina), del terminal della funivia (a 2500 metri) e alla Torre del Filosofo (a 2900 metri). Etna, prima tappa: i crateri Silvestri a 1900 metri Al piazzale del rifugio Sapienza ...

Non si va in Sicilia per la cultura, ma per i ristoranti

Rientro ora dalla Sicilia e, mentre ero via, sembra che Briatore abbia detto che Io non credo che uno per la cultura va in vacanza in Sicilia..., uno va in questi posti perché c'è un mare fantastico e ristoranti dove si mangia molto bene. Sulla cultura, mi spiace, Briatore ha torto: la Sicilia è uno scrigno ricco di incredibili tesori (penso banalmente al barocco di Noto), spesso tenuti benissimo. Sul mare e sul cibo, invece, Briatore ha ragione: sono fantastici entrambi. Mi spiace, però, che non sia riuscito a cogliere l'aspetto culturale del "mangiare": basta perdersi per un'ora in uno dei tanti ricchi e vivaci mercati di Catania (o di Palermo) per percepire in modo tangibile la ricchezza del legame tra cibo, territorio, tradizioni, identità. Quindi, consiglio personale, se vai in Sicilia, non mancare di dedicare qualche ora per una visita ai mercati  (dove, tra l'altro, le occasioni per fotografare non mancano). Ciao Giovanni B.

Marzamemi, "Wonderful Italy!"

Giugno 2018 Turistica, nel senso bello e puro del termine. Marzamemi è la "wonderful Italy!" che ti lascia a bocca aperta, l'essenza della vacanza in Italia: una piazzetta antica, circondata di vecchie case e adornata di locali colorati. Questa è l'Italia che i turisti stranieri immaginano e desiderano, ma questa è anche l'Italia che - tutto sommato - spesso ancora naturalmente siamo. Ciao Giovanni B. PS: La presenza della bambina in questa foto è del tutto casuale (l'ho notata solo riguardando la foto al pc), ma fondamentale. Un piccolo regalo della Provvidenza :)

L'importanza della fotografia a chilometri zero

Dico subito che l'espressione "fotografia a km zero" l'ho rubata al fotografo Daniele Cametti Aspri; l'idea mi è piaciuta, si tratta di guardare con occhi nuovi quello che abbiamo sempre attorno, e l'ho fatta mia. Quando ne ho scritto la prima volta, però, l'ho circoscritta ad un esercizio di fotografia: "prova a fotografare senza spostarti troppo da casa o, addirittura, restando a casa." Un esercizio utile, ma un approccio limitato: l'ho pensato riguardando questa foto (scattata ad inizio gennaio, sei mesi fa, e a lungo rimasta nel mio hard disk), scattata con lo smartphone dalla finestra del mio ufficio, affascinato dal contrasto tra la bella luminosità delle vetrate e dei camini in metallo ed il resto della struttura. Questa foto mi ha fatto pensare che la fotografia mi ha insegnato a guardare le cose con occhi diversi, a cercare il bello in quello che quotidianamente mi circonda, anche quando non ho una macchina fotografica in mano...

Bianco e nero o colore? Ecco cosa ho imparato da Sebastião Salgado

Fotografare in bianco e nero, o a colori? Fortunatamente, oggi il digitale ci dà una bella flessibilità, sconosciuta ai tempi della pellicola, al punto che potremmo anche non porci più questa domanda. Alpe di Siusi Che, tuttavia, io ancora mi pongo. Influenzato soprattutto dalle immagini di Alex Webb, credo ogni volta di aver fatto la mia scelta decisaiva per il colore; fino a quando non mi imbatto in uno splendido "bianco e nero" che fa riemergere i miei dubbi. Per questo trovo sempre utile andare a vedere che ne pensano i grandi fotografi. Oggi è il turno di Sebastião Salgado che in questa intervista (era su RollingStone, purtroppo non è più online) propone alcuni spunti di riflessione sia sulla fotografia in bianco e nero, sia sulla fotografia a colori. Per me il bianco e nero è un’astrazione, è un modo di concentrarmi, di non distogliere la mia attenzione da quello che è il vero oggetto del mio interesse. Se io fotografassi a colori, magari una volta vista l...

L'Hip Hop e le fotografie di Michael Lavine

Michael Lavine (San Francisco, 1963) è uno dei fotografi più affermati e ricercati nel mondo dello spettacolo e della musica. Dopo essersi diplomato, Lavine si trasferisce nel nord-ovest del Pacifico per frequentare l’Evergreen State College di Olympia, nello Stato di Washington; qui diventa uno dei fotografi della nascente scena Grunge: stringe subito amicizia con molti dei membri delle band, su tutti Kurt Cobain dei Nirvana. Dopo la scomparsa di Cobain la carriera di Lavine prosegue con grande successo nell’ambiente musicale dell’Hip-Hop. OutKast © Michael Lavine L’ hip hop , nato nei ghetti del Bronx all'inizio degli anni Settanta, non è stato solo un genere musicale di grande intensità ma anche un fenomeno che ha investito la cultura tout court: moda, danza, grafica e arti visive e che ha mutato codici comportamentali e linguistici dei giovani di allora e di oggi. Michael Lavine negli anni ha realizzato numerosi ritratti fotografici, diventati poi iconici, legati al m...