Segnalo "Don't Feed the Animals", interessante libro fotografico di Lucia Buricelli; mi ha colpito e incuriosito l'uso di inquadrature strette e i colori vibranti e saturi (potete vedere altre immagini sul sito dell'editore)
Purtroppo (per me, ovviamente, sicuramente non per l'editore) è già in sold-out; me lo appunto nel caso dovessi trovarne una copia usata.
Sinossi del libro
“Don’t Feed the Animals” esplora la fitta rete di relazioni umane generate dal consumismo a New York. In questo libro in edizione limitata, progettato e stampato in Italia, Buricelli invita il lettore a immergersi nel mondo vibrante e caotico della cultura consumistica newyorkese. Attraverso il suo obiettivo, la città diventa un safari teatrale, dove strade, mercati e centri commerciali si trasformano in una continua messa in scena del consumo.
L’autrice mostra come il consumismo, in tutte le sue forme, modelli il tessuto urbano, dando vita a un ambiente in cui tutto può accadere: dagli animali che trovano nuove strategie di sopravvivenza, alle persone che corrono per le strade senza sapere cosa cercare, fino ai centri commerciali che somigliano a città autonome. Buricelli restituisce l’essenza della frenesia cittadina, tra caccia all’occasione ed esibizioni sfarzose di lusso, rivelando lo spirito consumistico che pervade la metropoli.
“Don’t Feed the Animals” non è solo una raccolta fotografica, ma un racconto che indaga in profondità gli effetti sociali e individuali del consumismo, spingendoci a riflettere sul ruolo che noi stessi giochiamo in questo ecosistema in continuo movimento.
L’autrice
Lucia Buricelli è una fotografa nata e cresciuta a Venezia, oggi residente a New York. Attenta ai dettagli e appassionata di ambienti urbani, attraverso il suo lavoro cattura l’essenza della vita quotidiana unendo in modo personale fotografia di strada e narrazione documentaria. Il suo uso caratteristico del flash frontale e delle palette cromatiche intense conferisce alle immagini un’immediatezza quasi teatrale, capace di esaltare i particolari spesso trascurati delle scene di tutti i giorni. Le sue fotografie offrono uno sguardo coinvolgente sui comportamenti umani e sulle sottili dinamiche che animano la vita urbana. Con i suoi progetti, Lucia costruisce narrazioni che fanno emergere le complessità, a volte invisibili, della contemporaneità.
“Uno dei motivi per cui la fotografia mi affascina così tanto è la sua capacità di costruire memoria e tracciare la storia delle cose. Ma cosa succederebbe se tra cinquant’anni, o cento, i negozi fisici non esistessero più? Se le strade restassero vuote e quei dettagli vividi e scintillanti svanissero per sempre?”
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