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4 consigli, da Enzo dal Verme, per realizzare un ritratto ambientato

La scorsa settimana ho approfittato della disponibilità di Enzo Dal Verme, uno dei più quotati fotografi fotografi italiani (le sue foto sono pubblicate da Vanity Fair, l’Uomo Vogue, Vogue Sport, Panorama, Marie Claire, Glamour, GQ, Gioia, Grazia, Flair, Amica, D di Repubblica, l’Espresso, The Times, Madame Figarò, Elle, Class, Max ecc.) per togliermi qualche dubbio sul ritratto ambientato, un genere che mi interessa molto.
Al termine, gli ho chiesto di condividere la nostra breve chiacchierata qui su Mag72, convinto che possa offrire a tutti qualche utile spunto di riflessione.

Fotografia di manovale cinese fotografata in un cantiere a Shanghai
Foto di Enzo dal Verme - Manovale cinese fotografata in un cantiere a Shanghai, non uno scatto rubato perché stavo interagendo con lei ed era consapevole della mia foto. È una foto tipicamente reportagista che mostra il soggetto in un ambiente che aiuta a descriverlo.

Cos'è un ritratto fotografico?
Un ritratto, a mio avviso, è il risultato dell’incontro consenziente tra fotografo e soggetto e racconta qualcosa i entrambi.
Probabilmente ogni fotografo darebbe una definizione leggermente diversa. A me piace anche la definizione che mi ha scritto una fotografa dopo avere partecipato a un mio workshop: “Finalmente, dopo le tue lezioni ho capito la differenza tra la foto di una persona e il suo ritratto: una foto mostra qualcosa dell’aspetto fisico del soggetto, un ritratto mostra qualcosa di più intimo.”

Cos'è un ritratto fotografico ambientato?
È la fotografia che evidenzia qualcosa di una persona anche grazie all’ambiente circostante. Per esempio fa capire meglio ed in modo immediato lo status sociale o la professione oppure un problema / un successo del soggetto ritratto. I ritratti ambientati sono tipici del reportage, a volte sono concordati (il soggetto ha dato il suo consenso per essere fotografato e magari ha anche contribuito a scegliere dove fare la foto), a volte fotografati di sorpresa cogliendo l'attimo in un contesto che si fotografa senza interpellare i soggetti.

Fotografia dello stilista spagnolo David Delfin
Foto di Enzo dal Verme - Lo stilista spagnolo David Delfin ritratto per Flair seduto sul tappeto che riproduce i suoi tatuaggi.La foto è stata decisa insieme in pochi minuti nel suo studio. Per realizzare una inquadratura dall’alto chiesi se aveva una scala e, fortunatamente, aveva una scala da imbianchino.

Qual è la differenza, come dire? non tecnica ma espressiva, tra un ritratto in studio e un ritratto ambientato?
Sono due cose completamente diverse, in studio si può giocare con le luci e creare un’atmosfera usando quel linguaggio. Un ritratto ambientato non necessariamente può contare su ciò che è disponibile in uno studio, ma ha tanti elementi che aiutano il fotografo a raccontare qualcosa del soggetto che in uno studio non ci sono. Può anche capitare che dei dettagli che non sono neppure stati percepiti nel momento dello scatto si rivelino poi dei punti di forza della foto, per esempio qualcosa che accade nello sfondo mentre il fotografo era concentrato a inquadrare il soggetto in movimento.
Naturalmente nulla vieta di scattare un ritratto ambientato non di tipo reportagista, ma con la cura per i dettagli che si ha in studio. Dunque l’ambiente può essere sistemato, si possono portare le luci nella location, magari contare sull’aiuto di parrucchiere, truccatore, stylist

Se tu ne dovessi scegliere solo uno (tra tutti quelli che hai già elencato), qual è il consiglio fondamentale per realizzare un ritratto ambientato?
Sicuramente il consiglio #19 è il mio preferito, ma tutti sarebbero da prendere in considerazione.
Anche solo per domandarsi se sono cose che ci riguardano o no.
#19. Dimentica i miei consigli e fa tutto a modo tuo!
Per esempio sembra che la domanda al punto #1 sia largamente ignorata e a volte mette un po’ in crisi i miei studenti quando cercano di rispondere.
#1. Chiediti: “Perché voglio fotografare?”. Qual è lo scopo delle mie fotografie? Prenditi tutto il tempo necessario per rispondere perché potresti avere più di una risposta. Devono essere risposte convincenti!
Non mi è mai capitato che un mio studente mi dicesse che mette in pratica il punto #7 e, spesso, il punto #8 è accolto come una rivelazione quando ne parlo.
#7. Domandati: “C’è qualcosa che potrei dire o fare per migliorare la qualità della relazione tra me e il soggetto? Che tipo di atteggiamento ho in questo momento?”. Forse c’è qualcosa che puoi cambiare nel tuo modo di fare…
#8. Sii sempre tu a condurre durante gli scatti. Sei tu che decidi cosa fare e guidi la sessione. Fallo amorevolmente e con gentilezza, ma fallo. A volte dovrai usare la fermezza. Usa la tua intuizione per capire cosa è più appropriato.
Più che una domanda, una curiosità: da quando ti conosco, dedichi ai tuoi workshop sul ritratto fotografico tutto un fine settimana; come mai hai deciso di introdurre anche i "workshop brevi", di una giornata?
Insegno i miei workshop di ritratto da parecchi anni in Toscana in un posto splendido. L’ho scelto anche perché è molto comodo da raggiungere sia dal nord che dal sud Italia. Ciò nonostante, ci sono persone che non riescono a partecipare perché la loro situazione familiare o di lavoro rende difficile allontanarsi tre giorni. Qualche tempo fa, uno di loro mi chiese se sarei stato disposto ad insegnare ad un gruppo di fotografi amici nel suo studio. Perché no? Però ci rendemmo conto che sarebbe stato più semplice organizzare solo una giornata, qualcosa di diverso dal fine settimana in Toscana in modo che se qualcuno avesse poi voluto partecipare anche in Toscana non ci sarebbero state ripetizioni. Così è nato questo workshop introduttivo, intenso, divertente e anche molto economico perché i partecipanti non devono affrontare spese di trasferta ma sono io che vado nella loro città. La formula è piaciuta e quando me lo chiedono, se gli impegni me lo permettono, sono contento di andare ad insegnare il Workshop Breve.

Un grazie ad Enzo dal Verme e un buon inizio settimana a tutti noi :)
Giovanni B.

NB: Tutte le foto sono di Enzo dal Verme, e sono usate con il consenso dell'autore

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