Passa ai contenuti principali

Perchè i fotografi seri non ritagliano le loro foto?

Ho iniziato a fotografare, e a stampare in bianco e nero, quando ancora si parlava solo ed unicamente di pellicole.
E, in quel periodo, ho assimilato, non so come né da chi, l'idea che il fotogramma della pellicola 35mm fosse uno spazio sacro e inviolabile, al punto che stampavo (stampavamo) anche un po' del bordo del negativo per mostrare, e dimostrare, che nessun ritaglio era stato fatto.
Nessun sacrilegio era stato compiuto.

Corsa per le calli veneziane
Il fotogramma originale, con tutta la sporcizia del caso ai margini del fotogramma; ho scattato con l'ottica che avevo a disposizione!

Questa impostazione mi è rimasta anche oggi, in piena era digitale, con Photoshop al posto dell'ingranditore: il fotogramma, dopo lo scatto, è inviolabile.

E sono in buona compagnia:
I’ve explained why cropping is bad in the past: fundamentally, it’s to do with compositional intent. (Ming Thein)
If you start cutting or cropping a good photograph, it means death to the geometrically correct interplay of proportions. Besides, it very rarely happens that a photograph which was feebly composed can be saved by reconstruction of its composition under the darkroom’s enlarger; the integrity of vision is no longer there. (Henri Cartier-Bresson)
Insomma, una foto non si ritaglia. E se indaghi un po' anche tu forse ti accorgi di quanto è diffusa questa regola mai scritta.

Ma perchè?

Nel 99% dei casi mi adeguo, più per pigrizia che per convinzione, ma ogni tanto ho un sussulto di orgoglio creativo e mi domando: "Perchè?"
Perchè mi devo adattare a degli standard fissati da altri, dal tempo o dalla consuetudine?
Perchè, anche dopo lo scatto, non posso ritagliare lo spazio nel modo che più mi aggrada?

Di corsa per le calli di Venezia
Lo stesso fotogramma ritagliato e ricomposto; molto più pulito e bilanciato dell'originale.

Penso che una delle componenti fondamentali della fotografia sia la libertà: la libertà di pensare, di ideare, di creare.
Quindi, voglio non impormi limitazioni, per quanto possibile, dal momento in cui l'immagine inizia a prendere forma nella mia testa, al momento dello scatto, sino alla fase di stampa o di elaborazione della foto per il web o la condivisione sui social. Inclusa la possibilità di ritagliare, graffiare o alterare l'immagine come più mi piace.

Insomma, ritagliare una foto non è un sacrilegio; l'importante è che, dopo il ritaglio, la foto mi piaccia.
E, possibilmente, che dica qualche cosa anche a qualcun'altro.


Tu, che ne pensi?
Giovanni B.


PS: se qualcuno ti dice che ritagliare è reato, e che i fotografi seri non ritagliano le loro foto, ricordagli che Robert Frank, il tizio di The Americans, il libro di fotografia che secondo alcuni ha cambiato il modo di fare fotografia, "croppava", eccome!

Commenti

  1. ciao, anch'io ritaglio. se fossi victoria mullova potrei suonare dal vivo bach su uno stradivari a occhi chiusi, ma non lo sono e quindi se posso intervengo con un multi traccia. uguale con la fotografia. helmut newton faceva provini con le polaroid e poi scattava, oggi userebbe il digitale e rivedrebbe sia il taglio che la linea dell'orizzonte. ciao S

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Simone,
      nel mio caso, se suonassi anche intervenendo con un multi traccia non caveresti il classico ragno dal buco!

      Elimina
  2. Anch'io ho iniziato quando ancora non c'era il digitale ed avevo la stessa etica rispetto ai ritagli, in più scattavo diapositive e quindi anche volendo... Piano piano mi sono ammorbidito e, tutto sommato, per migliorare uno scatto non riuscito al cento per cento, ci sta anche un ritaglio. Tuttavia ritengo che una foto originale abbia un valore decisamente superiore, esprime la reale capacità del fotografo di interpretare e proporre la scena che ha di fronte.
    Roberto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Diapositive, idem, con la velvia. E poi il bianco e nero da sviluppare e stampare, perchè gestire il colore in stampa era una cosa troppo complicata!

      Ciao
      Giovanni

      Elimina
  3. in precedenza scattavo dia ed il problema del ritaglio o meno non si poneva, con il digitale non mi sono mai posta remore... anche perchè non ho mai ambito alla definizione di "fotografa seria" :o)

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Tutti i concorsi di fotografia del 2026

Di seguito trovate il calendario dei migliori concorsi fotografici (gratuiti o a pagamento) in scadenza nei prossimi mesi. Sono stati selezionati sulla base di due criteri semplici semplici (e alternativi tra di loro): la rilevanza , intesa come vera visibilità (ad esempio i Sony World Photography Awards ) o la possibilità di esporre nei principali festival fotografici; l' importo del premio , che deve essere almeno dignitoso (solitamente pari o superiore a 1.000 euro). Verifico sempre tutte le informazioni ma vi consiglio di controllare sempre, con un certo anticipo, almeno : la scadenza; l'importo di partecipazione; quali diritti sull'immagine vengono ceduti all'organizzatore del concorso . Le date di scadenza indicate si riferiscono molto spesso alla data e ora locale del Paese che ospita l'organizzazione del concorso, quindi occhio al fuso orario ; meglio controllare e iscriversi per tempo. Attenzione: non segnalo concorsi che discriminano la partecip...

Passeggiate facili sul Gran Sasso per tutta la famiglia

Cercavo un'alternativa alle Dolomiti non troppo lontana da Roma e posso dire, con tutta tranquillità, che l'ho trovata nel Gran Sasso, nello splendido altopiano di Campo Imperatore e nelle montagne circostanti. Fuji X-E1 + 18-55mm | Il Corno Grande E, contrariamente alle aspettative, è un'ottima meta anche se si vogliono organizzare delle brevi escursioni con i figli. O meglio, il Gran Sasso è piuttosto irto e roccioso (come il nome suggerisce), ma tutto attorno il paesaggio si fa più dolce ed è possibile passeggiare anche con dei bambini piccoli in tutta tranquillità. Se vuoi portare i tuoi bambini in montagna, ecco qualche passeggiata facile facile sul Gran Sasso. Senza mai rinunciare a panorami mozzafiato. I sentieri sono indicati con la numerazione che trovi sulla carta del CAI / Sezione dell'Aquila - Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, in scala 1:25000. Prima di proseguire, ricordati che una passeggiata in montagna, per quanto facile, non è...

"I sogni segreti di Walter Mitty", un inno alla vita vissuta appieno

Le traversie per portare sullo schermo "I sogni segreti di Walter Mitty" le lascio raccontare a Wikipedia. Quello che conta è che, alla fine, il film nel 2013 è uscito; ne avevo un vago ricordo e, visto che parla di fotografia e di LIFE, me lo sono riguardato. Riscoprendo un film appassionante , divertente , intenso . La trama è abbastanza semplice: Walter Mitty (interpretato da un fantastico Ben Stiller) è il responsabile della gestione dell'archivio dei negativi di LIFE. All'età di 16 anni - per la morte del padre - ha dovuto mettere da parte i sogni (c'è un bell'indizio nelle prime scene!) per aiutare la madre e la famiglia. Da allora ha condotto una vita molto responsabile, monotona, anonima. Unico suo svago i sogni ad occhi aperti, che lo proiettano in una versione eroica di se stesso. Tutto cambia quando il suo ufficio perde un negativo: non un negativo qualunque ma il "numero 25", quello che secondo il suo autore, il fotoreporter ...