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Quando ti pagano ben 7 euro a foto

Non stiamo parlando del listino prezzi delle stampe 20x30 di un laboratorio di stampa amatoriale on-line. Sette euro a foto rappresenta il compenso per fotografia previsto dal nuovo, grandioso concorso lanciato da tre prestigiosissimi soggetti (due società private ed un ente pubblico): Fratelli Alinari, il Gruppo 24Ore e il Comune di Milano, oltre al service di stampa di libri digitali Blurb. Non è uno scherzo, è un ennesimo segnale della tragica realtà che caratterizza la fotografia nel nostro paese. Qui sotto i dettagli, per chi se la sente di continuare a leggere e non accusa già il solito voltastomaco per queste sempre più frequenti iniziative “all’italiana”. ( FotoInfo, "Sette euro a foto", di Marco Capovilla ) Ogni commento è, purtroppo, superfluo. Giovanni B.

Fotogiornalismo: c'è un limite all'orrore?

Immagina di essere un fotografo inviato in una delle tante zone martoriate di questo povero pianeta. Immagina che dalla redazione ti avvisino che è scoppiata una bomba in un mercato cittadino. Immagina di arrivare sul posto prima dei soccorsi e di trovare corpi dilaniati e sopravvissuti disperati. Fotografi questo inferno e mandi il tutto al tuo caporedattore. Immagina, ora, di essere il caporedattore : hai avvisato il tuo fotografo e aspetti le fotografie. Immagina di essere seduto alla tua postazione: le fotografie sono arrivate e molte sono sconvolgenti. Immagina di dover scegliere quali fotografie pubblicare: tocca a te decidere cosa mostrare di quell'orrore, e cosa nascondere . Nelle parole di Russel Boyce, Chief Photographer dell'agenzia Reuter per l'Asia ( Just how brutal should a picture be? *): La brutalità di queste scene deve essere allargata a tutto il mondo, o deve essere circoscritta a quelli che sono sul posto - le vittime, anzitutto, i passanti, i...

Il Reportage, nuova rivista trimestrale

Una nuova rivista, il Reportage , sarà in libreria dai primi di gennaio. È un "trimestrale di scrittura, giornalismo e fotografia" , che nasce dall'esigenza di riscoprire e dare spazio a una forma di giornalismo, spesso a cavallo con la letteratura, un po' dimenticata o perlomeno sacrificata nei giornali di oggi. Il reportage, come genere, ha avuto anni ruggenti (vi si sono dedicate tutte le grandi firme del giornalismo e moltissimi scrittori: come non ricordare i nostri Buzzati e Parise , per non dire di Hemingway , Orwell , Garcia Marquez ?), che sembrano purtroppo lontani. Ma un reportage può avere due linguaggi, quello del testo e quello delle immagini. Gli esempi di Epoca o dell'Illustrazione Italiana parlano chiaro. A questo proposito, la rivista – edita da Edizioni Centouno - intende valorizzare la figura del fotoreporter , garantendo ai grandi fotogiornalisti pari dignità con coloro che firmano i pezzi di testo: il punto di vista del fotografo si...

Cosa sono gli obiettivi pancake?

Sono soprannominati pancake quegli obiettivi che, come la tipica frittella americana, sono bassi e piatti. Progenitore degli obiettivi pancake fu lo Zeiss Tessar , un'ottica disegnata nel 1902 e più volte migliorata, nell'apertura massima, negli anni seguenti. La Panasonic GX7 con il 20mm f/1.7, indubbiamente "pancake"! Il pregio principale di questo tipo di ottiche è proprio la loro compattezza, che le rende ideali nella street photography e come obiettivo per l'uso quotidiano, quando la maneggevolezza e il ridotto ingombro diventano importanti. La Fuji X-E2 con il Fujinon XF 27mm f/2.8, un'ottica pancake a tutti gli effetti Tra gli obiettivi  pancake  cito: il Fujinon XF 27mm f/2.8 , una delle mie ottiche preferite, il Panasonic Lumix G 14mm f/2.5 e il G 20 mm F1.7, per le fotocamere Panasonic e Olympus micro quattro-terzi, e il Sony E 20mm F:2.8, per le fotocamere Sony con innesto E e sensore APS-C. Oltre a queste, un po' a fo...

I grandi fotografi di LIFE

Un libro che mi hanno consigliato e che ho subito aggiunto alla mia a Babbo Natale, è " LIFE, I grandi fotografi ". 600 pagine di fotografia in "compagnia" di alcuni dei più grandi fotografi della storia: Eisenstaedt, Bourke-White, Mydans, Parks, Eugene Smith e Robert Capa (questi ultimi due tra i miei preferiti in assoluto), Morse e McNally. Ovviamente il libro si candida anche ad essere un' ottima idea regalo per un appassionato di fotografia  e, in particolare, di fotogiornalismo. Il libro viene presentato come: "la più completa antologia fotografica di Life mai pubblicata, e illustrando i punti di forza di molti dei più celebri fotografi del mondo, getta luce sui motivi della fama della rivista. Ogni sezione del libro è corredata da una breve nota biografica e dal ritratto di ciascun fotografo. Il volume è un’eccezionale opera di consultazione e racconta una storia vivente, quella della nostra epoca vista dagli occhi dei fotografi che l’hanno immor...

Fotogiornalismo, etica e l'appello di Serra

L'appello lo ha lanciato Roberto Serra , fotoreporter dell'Agenzia Iguana Press, sul sito di Radio Città del Capo : «...invitiamo i fotoreporters e più in generale tutti gli operatori dell'informazione, a non produrre immagini inventate destinate ad illustrare articoli di cronaca relativi a violenza domestica, violenza carnale, furti in appartamento e scippi, rilevando nelle immagini di questo genere abitualmente utilizzate dai giornali una vocazione malsana, una vena speculativa ed una attitudine all'illustrazione di un racconto di fantasia piuttosto che alla pura cronaca di un fatto.» E l'invito è stato subito raccolto da Paolo Soglia , direttore della radio, nell'articolo " Fotogiornalismo o fiction? ": «...Che sensazione avreste durante un telegiornale se invece delle immagini reali di un attentato andasse in onda - a copertura del servizio - un film di guerra? Oppure se la ripresa di uno scontro di piazza fosse una ricostruzione con attori c...

Cosa rende speciale una fotografia?

Sto guardando alcune fotografie ( 1 , 2 , 3 , 4 , ...), il meglio mai pubblicato su photo.net, fotografie effettivamente di altissimo livello, e mi trovo a domandarmi cosa renda "speciale" (o unica) una fotografia: Il luogo? La luce? La composizione? Il soggetto? La tecnica? L'intervento in sviluppo e stampa? Tutte queste cose più il fattore Fortuna? Se per la maggior parte dei generi fotografici la risposta mi pare abbastanza facile ( "Tutte queste cose più il fattore Fortuna" ), di fronte ad un panorama questa certezza un po' vacilla. Cosa conta di più, il luogo o gli altri elementi (sopraccitati)? Ciao Giovanni B.