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Visualizzazione dei post da dicembre, 2020

Diventare fotografo professionista, ecco cosa ho imparato da Renato Zero

Da un'intervista di Rolling Stone a Renato Zero , con minimi adattamenti miei. Rolling Stone : Cosa consiglieresti a un giovane che vorrebbe lavorare nel mondo della musica fotografia ? Renato Zero : Prima di tutto che riconosca il proprio talento, con severità e intelligenza. L’esame dovrebbe essere serio, perché se la musica fotografia diventa un rifugio per non prendere in considerazione nessun'altra alternativa, diventa deleterio. Si può anche imbracciare la chitarra macchina fotografica e tra le pause di un altro lavoro fare le tue belle suonate fotografie . Anche questo ha un valore, per divertirsi o scaricarsi da certi dispiaceri. Per un certo periodo l’ho fatto anch’io, poi sono diventato un professionista. Ma la musica fotografia , diciamoci la verità, la facciamo soprattutto per noi. E per coinvolgere gli altri è necessario crederci. Se non ci crediamo noi, perché dovrebbero farlo gli altri?

Natale è un tempo veramente magico

Verona, dicembre 2015 | Corso Porta Borsari E siamo entrati, ufficialmente, nella settimana che porta al Natale. Guardo i miei ragazzi e mi rendo conto che per loro è un periodo veramente magico: saranno gli addobbi, le luci, le lunghe vacanze natalizie, la magia dei regali la notte di Natale... forse è semplicemente la magia della loro età che, nonostante i problemi che anche loro stanno attraversando, porta a vedere il mondo con maggiore leggerezza. Questa foto fa parte della serie "Instatravel", fotografie di viaggio - scattate in diverse città d'Italia - che ho pasticciato a mio piacimento con la libertà che provo, usualmente, su Instagram. Ciao Giovanni B.

"Gregory Heisler 50 Portraits", che libro straordinario!

A casa ho un centinaio di libri di fotografia, forse di più, e sono presenti sia i grandi classici, sia i grandissimi fotografi. Ma se fossi obbligato a scegliere e tenere un solo libro, senza alcun dubbio sceglierei "Gregory Heisler 50 Portraits: Stories and Techniques from a Photographer's Photographer" . E' in inglese, so che esiste l'edizione spagnola ma non so se esiste un'edizione italiana; ma se il ritratto fotografico è la tua passione, e la lingua non è un problema, questo è il primo e il principale libro da leggere e da studiare. Attenzione: scrivo "se la lingua non è un problema" perché questo è sì un libro di fotografie - e sono tutti ritratti interessanti, alcuni addirittura veramente emozionanti - ma la vera ricchezza è nel testo. Gregory Heisler condivide, infatti, una quantità di aneddoti inimmaginabile, che si trasformano rapidamente in un fiume di lezioni sulla tecnica del ritratto fotografico, sugli circostanze che portano ad un ...

Bianco e nero o colore? Ecco cosa ho imparato da Gregory Heisler

«Cosa c'è di così attraente nel bianco e nero? Bene, anzitutto è libero dal colore, libero dal fardello di confrontarsi con la casualità del colore così come esiste nel mondo. Per sua stessa natura, il bianco e nero astrae l'immagine dalla realtà e ci costringe a relazionarci con essa in modo nuovo. Anche la frase "bianco e nero documentario" è un po' un ossimoro, perché un'immagine in bianco e nero è tutt'altro che una rappresentazione accurata, dal momento che priva la realtà di un elemento importante. Ma questo consente al fotografo di vedere il mondo e di ricrearlo in modo nuovo, creando un'immagine che non è più "come appare" la realtà, ma "come la percepisci"» (Gregory Heisler, 50 Portraits)

Esercizi di macro fotografia

Complice le previsioni meteo (che per i prossimi giorni danno pioggia pioggia e ancora pioggia) e le previsioni normative che ci dicono che passeremo queste feste a casa, ho pensato di riprendere l'argomento " esercizi di fotografia ". Macro con la Panasonic DMC LF1, una compatta da qualche centinaio di euro Partendo dalla macro fotografia , tra i generi fotografici che meglio si adattano alle quattro mura domestiche; condivido, quindi, questo video, ricco di idee di facile esecuzione (idee che possiamo sfruttare anche per far passare qualche ora ai nostri ragazzi) e realizzabili - per lo più - senza dover ricorrere ad attrezzatura particolare. L'obiettivo principale di questo esercizio, ricordalo!, non è quello di diventare un maestro della macrofotografia, ma di comprendere le potenzialità dell'attrezzatura che si possiede e l'importanza della creatività e dell'immaginazione. E ribadisco che, soprattutto all'inizio, è più importante la curiosità ...