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Visualizzazione dei post da febbraio, 2010

Fotogiornalismo: c'è un limite all'orrore?

Immagina di essere un fotografo inviato in una delle tante zone martoriate di questo povero pianeta. Immagina che dalla redazione ti avvisino che è scoppiata una bomba in un mercato cittadino. Immagina di arrivare sul posto prima dei soccorsi e di trovare corpi dilaniati e sopravvissuti disperati. Fotografi questo inferno e mandi il tutto al tuo caporedattore. Immagina, ora, di essere il caporedattore : hai avvisato il tuo fotografo e aspetti le fotografie. Immagina di essere seduto alla tua postazione: le fotografie sono arrivate e molte sono sconvolgenti. Immagina di dover scegliere quali fotografie pubblicare: tocca a te decidere cosa mostrare di quell'orrore, e cosa nascondere . Nelle parole di Russel Boyce, Chief Photographer dell'agenzia Reuter per l'Asia ( Just how brutal should a picture be? *): La brutalità di queste scene deve essere allargata a tutto il mondo, o deve essere circoscritta a quelli che sono sul posto - le vittime, anzitutto, i passanti, i...