28 settembre 2017

9/28/2017
Fino al 25 febbraio 2018, Casa dei Tre Oci (a Venezia) ospita un'ampia retrospettiva dedicata a Werner Bischof, uno dei primi soci dell’agenzia Magnum.

In mostra 250 fotografie tratte dai suoi più importanti reportage, un itinerario che, partendo dall’Europa appena uscita devastata dalla seconda guerra mondiale (con 20 fotografie in bianco e nero inedite, dedicate all'Italia), giunge in India, dove ci si troverà di fronte a un paese attanagliato dalla povertà e dalla miseria ma in cui si iniziano a intravvedere gli sviluppi industriali che la porteranno a essere uno delle nazioni leader del nuovo millennio, tocca il Giappone, evidenziando il confronto spietato tra gli elementi della cultura tradizionale giapponese e il dramma della guerra di Corea, e le città statunitensi, di cui coglie lo sviluppo metropolitano anche con una serie di fotografie a colori, e si chiuderà tra i villaggi del Perù e sulle cime andine, dove trovò la morte.

Fotografia a colori ci Werner Bischof, USA, 1954
Southern part of the USA, 1954 - © Werner Bischof/Magnum Photos

Werner Bischof è nato in Svizzera. Ha studiato fotografia con Hans Finsler nella sua nativa di Zurigo, dove in seguito ha aperto il suo studio fotografico e pubblicitario. Nel 1942 è diventato un freelance per la rivista Du, che pubblicò i suoi primi saggi di fotografia più importanti nel 1943, ricevendo il riconoscimento internazionale dopo la pubblicazione del suo reportage del 1945 sulla devastazione causata dalla Seconda Guerra Mondiale.
Negli anni successivi, Bischof ha viaggiato in Italia e in Grecia per Swiss Relief, un'organizzazione dedicata alla ricostruzione post-bellica. Nel 1948 ha fotografato le Olimpiadi Invernali di St Moritz per la rivista LIFE. Dopo i viaggi in Europa Orientale, Finlandia, Svezia e Danimarca, ha lavorato per Picture Post, The Observer, Illustrated ed Epoca. E' stato il primo fotografo ad iscriversi alla Magnum insieme ai membri fondatori nel 1949.
Non amando la "superficialità e il sensazionalismo" del business legato alle riviste, ha dedicato gran parte della sua vita lavorativa alla ricerca dell'ordine e della tranquillità nella cultura tradizionale, cosa che non l’ha fatto apprezzare particolarmente  dagli editori. Tuttavia, è stato inviato dalla rivista Life per un reportage sulla carestia in India (1951), e ha continuato a lavorare in Giappone, Corea, Hong Kong e Indocina. Le immagini di questi reportage sono state utilizzate per le maggiori riviste in tutto il mondo.
Nell'autunno del 1953, Bischof creò una serie di fotografie a colori composte principalmente degli Stati Uniti. L'anno successivo viaggiò in Messico e Panama, poi in una remota parte del Perù, dove si occupava di fare un film. Tragicamente, Bischof è morto in un incidente stradale nelle Ande il 16 maggio 1954, solo nove giorni prima che il fondatore di Magnum, Robert Capa, perse la vita in Indocina.

Veramente bella la presentazione di Michele Smargiassi su Repubblica ,"Il fotografo che non voleva essere reporter".


Werner Bischof Fotografie 1934-1954
Fino al 25 febbraio 2018
Casa dei Tre Oci, Giudecca 43, Venezia  (fermata Zitelle)
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