30 settembre 2010

Quando trovo una cosa che mi affascina, divento curioso e devo capire il perchè, il cosa, il come, il chi... E quando ho visto per la prima volta le fotografie del progetto Africa through iPhone sono rimasto affascinato.

Così ho voluto sapere qualcosa di più sull'autore del progetto, Stefano Pesarelli, e ne sono rimasto ancora più colpito, perchè Stefano ha fatto quello che in molti (mi ci metto in mezzo) sognamo di fare: ha trasformato le sue passioni in lavoro. Con molto talento e professionalità.

Fotografia di albero in Africa. Di Stefano Pesarelli
Foto: Stefano Pesarelli

Non potendo offrirgli una birra al bar, per chiacchierare un po' di fotografia e dei suoi lavori, gli ho chiesto la disponibilità a rispondere per email a qualche domanda: ed eccoci qui per quatto chiacchiere virtuali con Stefano Pesarelli.


Ciao Stefano, molto brevemente puoi dirci chi sei e cosa fai?
Sono autore di guide di viaggio per l'editore Polaris: Tanzania, Mozambico e di prossima uscita Malawi e Zambia. Fotografo e Tour Operator. Vivo in Malawi dove ha sede la mia compagnia di safari Africawildtruck. Viaggio e fotografo tutto l'anno per lavoro e per passione!

Il tuo progetto "Africa through iPhone" è un reportage molto lontano dai clichè fotografici sull'Africa: ce ne puoi parlare?
Il mio progetto "Africa through iPhone" in collaborazione con fotogriphone, il blog italiano sull'arte di fotografare con iPhone, è lontano dai soliti clichè sul Continente perchè - a mio parere - vivendo in Malawi e quasi sempre in viaggio in tutta l'east e southern Africa ho modo di avere un'occhio diverso dai soliti racconti di un Continente fatto di miseria e guerre. Penso che questo sia il principale motivo per cui il reportage ha probabilmente un qualcosa di diverso. Vivere l'Africa ti permette di poterla raccontare senza filtri, penso sia questa la chiave giusta.

Le foto di questo tuo reportage hanno un impatto visivo sorprendente: emozionano e catturano lo sguardo. In base alla tua esperienza, cosa rende speciale una fotografia?
Vedi Giovanni, al di là dei fondamenti e delle tecniche fotografiche, delle corrette regole di composizione e della luce giusta, secondo me un'immagine crea emozione quando ha qualcosa da raccontare, quando ti puoi perdere al suo interno e scoprirne tutti i dettagli, quando si instaura una sorta di dialogo tra te e l'immagine, lei racconta e tu assorbi, poi quando questa intesa svanisce concordo assolutamente con uno dei più grandi maestri della fotografia italiana, Ferdinando Scianna, che dice che "il destino più alto per una fotografia è quello di finire in un album di famiglia", perchè lì continua a raccontare, a generare memoria.

Come "strumento fotografico" hai scelto un iPhone; non è il "telefonino" più dotato dal punto di vista fotografico, eppure molti fotografi lo scelgono per i loro progetti. Perchè?
L'iPhone è un mezzo artistico non indifferente, sono convinto che sta creando un pezzo di storia della fotografia e che non deve essere sottovalutato o pensare che sia di serie B solo perchè la risoluzione non è ottima.
Probabilmente la continua ricerca dei pixel, i sensori sempre più potenti, macchine con infinite funzioni che i "consumer" non sanno nemmeno usare distolgono lo sguardo da cosa si vuole raccontare. L'iPhone è un mezzo semplice, facile e veloce. E' tutto al suo interno, non devi riempire hard disk, non devi usare potenti software di archiviazione e elaborazione, non sembri così un "fotografo" quando lo tiri fuori in un mercato africano. L'iPhone è un bisturi, scatta bene, le applicazioni ti permettono una rapida elaborazione e in un attimo la foto è su flickr o sul tuo blog. Se hai una storia da raccontare non è importante il  mezzo, ma cosa hai da dire, puoi farlo con l'iPhone, con un disegno o con la reflex più cara in commercio.

La professione di fotografo (nella sua accezione di fotoreporter / fotografo di viaggi) ha un fascino incredibile. Ad un ragazzo che volesse diventare fotografo professionista, quale consigli ti senti di dare?
Io non vivo di fotografia o meglio non economicamente! Ho una compagnia di safari, un'altra passione che ho da sempre ed ho imparato che le passioni vanno portate avanti sopra (quasi) ogni cosa. Se poi la tua passione ti dà anche da vivere, allora hai raggiunto l'obiettivo. L'unico consiglio che mi sento di dare quindi è che se c'è una passione deve essere messa davanti a tutto e poi porterà i suoi frutti!


Giovanni B.

2 commenti:

  1. Grazie Giovanni per l'intervista e per la birra! A presto ed un abbraccio dall'Africa!

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  2. Sulla birra hai un credito, che potrò saldare quando passerai da Roma, o io in Malawi!

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