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Tecnica e fotografia, ecco cosa ho imparato da Giovanni Gastel

Foto Stefano Guindani La tecnica non basta più, anche nelle foto ci vuole poesia. (Giovanni Gastel)

Moda e fotografia, ecco cosa ho imparato da Giovanni Gastel

Foto Stefano Guindani È chiaro che qualcosa nel modo in cui oggi si racconta lo stile non funziona più bene, sia sulla carta stampata che sul digitale. L'importante a mio parere sta nel non perdere di vista il fatto che la moda è sogno, e tale deve rimanere. Poche storie: la moda, se non fa sognare, perde la sua ragion d'essere, e proprio noi italiani non ce lo possiamo permettere (Giovanni Gastel)

Fotografia e poesia, ecco cosa ho imparato da Giovanni Gastel

Foto Stefano Guindani La fotografia è diventata una lingua che comunica notizie, e basta. Il vero fotografo professionista, l’artista, crea simboli e icone, inventa mondi paralleli, fa poesia. Non a caso chi si era nascosto dietro alla tecnica è stato il primo a sparire. Il futuro è degli autori. Tu sei il valore aggiunto (che si vede) anche quando inquadri il più semplice degli oggetti. È un lavoro di ricerca. Ma paghi un prezzo alto, la solitudine di chi è unico e diverso. (Giovanni Gastel)

David Alan Harvey lascia Magnum

David Alan Harvey lascia Magnum . La lascia poco prima che sia Magnum ad allontanarlo , al termine di una storia dalla quale né l'uno, né l'altra escono bene; è una storia lunga lunga lunga, ben raccontata da Columbia Journalism Review , che è opportuno e doveroso leggere.  Ciao Giovanni B.

Estetica, ecco cosa ho imparato da Giovanni Gastel

Foto Stefano Guindani L'eleganza è un valore morale e non estetico. (Giovanni Gastel)

La bellezza, ecco cosa ho imparato da Giovanni Gastel

Foto Stefano Guindani Se potessi raccontarvi una storia una storia bella con un finale lieto come nei film americani vi racconterei di un bambino malinconico che dalle sponde di un lago ha visto la bellezza venirlo a cercare. Lei gli ha detto -Seguimi non ti prometto la pace ma attimi di intensa gioia che valgono una vita.- Lui l’ha seguita e lei l’ha difeso dalla durezza del vivere. Non ha vissuto felice e contento. Ma ha vissuto con grande intensità quel viaggio sublime che chiamiamo vita. (Gastel, Milano 2021)

Le magnifiche undici di Robert Capa

Dopo Vivian Maier , un altro mito in frantumi... non tanto il fotografo, quanto la storia (veramente mitica). Ma lascio a te giudicare. La storia la conosciamo più o meno tutti e ha inizio il 6 giugno 1944 sulle spiagge della Normandia, precisamente a Omaha Beach, come l'avevano ribattezzata gli Alleati. È il tristemente famoso "D-Day"; su quelle spiagge, assieme a migliaia di soldati del V Corpo d'Armata statunitense, sbarca anche Robert Capa, il fotografo di guerra per eccellenza (e, in effetti, l'unico fotografo ad essere lì, con la prima ondata di marines). Capa, così prosegue il racconto, in poco meno di un'ora scatta 4 rullini, 106 fotografie in tutto. Per inciso, le macchine usate da Capa erano due Contax 2 . Robert Capa - Omaha Beach - 6 giugno 1944 Conosciamo tutti bene anche il resto della storia, ma lascio che sia Capa stesso a raccontarla: Seven days later, I learned that the pictures I had taken on ‘Easy Red’ were the best ...