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Ritratto fotografico, cosa ho imparato da Eolo Perfido

Ogni ritratto è un’approssimazione. Alcuni ritrattisti cercano di esprimere rocambolesche ma sincere opinioni attraverso le loro fotografie. Vogliono restituire qualcosa che si approssimi al “vero”. Altri invece vedono nel soggetto uno “strumento attoriale” per costruire personaggi che spesso poco hanno a che vedere con la persona ritratta. I primi sono quei ritrattisti che cambiano dopo ogni ritratto, perché l’incontro li trasforma. I secondi sono coloro che realizzano sempre lo stesso ritratto indipendentemente dal soggetto fotografato alla ricerca di quell’immagine spesso sfocata che li ossessiona da anni. ( Eolo Perfido ) Sandro B. - Fotografo

Photoshop sì o no? Ecco cosa ho imparato da Frank Horvat

Frank Horvat | Abbazia, 28 aprile 1928 – 21 ottobre 2020 "Negli anni ’90 [Frank Horvat] è tra i primi fotografi, sicuramente il primo tra i classici, ad acquistare Photoshop, a ritoccare e ad attrarre le critiche dei seguaci di Cartier-Bresson, oltre che di HCB stesso. «Lavoro moltissimo in post-produzione», spiegava, di fronte alle scrivanie piene di Mac accesi, «In post-produzione cerco di ritrovare quello che mi aveva interessato quando ho scattato la foto, cerco di accentuare ciò che mi ha fatto scattare la fotografia». D’altra parte, la fotografia era diventata sempre più la ricerca di un punto di interesse personale: ciò che mi interessa." (da "Frank Horvat, l’ultimo grande fotografo del ‘900" su Rivista Studio)

Alex Majoli, "Ma che idea ti sei fatto di un reportage?"

Riporto, dall'interessante articolo di Michele Smargiassi, "Se la vita è una scena, sei fotografo o regista?" , uno stralcio dell'intervista con Alex Majoli sul suo progetto "Scene" , progetto che sfida il confine tra reportage e fiction, quel confine di ferro che i fotoreporter dicono solitamente di non aver mai attraversato (Michele Smargiassi, cit.)  e che Majoli rivendica apertamente di aver varcato: “Mi son detto, cosa succede se monto delle luci, degli strobe potenti, attorno a persone che stanno facendo qualcosa di normale, che so, prendere un caffè, fare la spesa, seguire un funerale?" (Alex Majoli, sito Magnum ) Alex Majoli, da Covid on Scene. © Alex Majoli / Magnum Photos AM: Nessuno è spontaneo davanti a un fotografo. Tutti recitano la propria parte. Ho visto sposi che aspettano a infilarsi l’anello al dito che scatti il flash. MS: Ma quella è una cerimonia, è una recita fin dall’inizio... Come fai a fotografare così una scena di strada? Com...

Il mondo nei miei occhi, le immagini inedite di Steve McCurry

In attesa di poterlo recensire (prima lo devo acquistare), pubblico il comunicato stampa de "Il mondo nei miei occhi - Immagini inedite", l'ultimo libro fotografico di Steve McCurry. Il mondo nei miei occhi. Immagini inedite . Steve McCurry, Mondadori Electa, 2020 Il magnifico tripudio di fotografie contenute in questo volume ci restituisce il cuore pulsante del suo lavoro, che consiste nel trovare il lato umano nascosto dietro i titoloni dei giornali e, così facendo, ripristinare l’umanità di tutti noi. (Pico Iyer) Ogni fotografia di Steve McCurry è un capolavoro, e sono molti gli scatti del grande fotografo americano ad essere diventati vere e proprie icone del nostro tempo. In questo splendido volume, edito in esclusiva mondiale da Mondadori Electa e coeditato in quattro lingue diverse, il famoso fotografo americano raccoglie 120  immagini mai viste prima. Lo sguardo dell’obbiettivo di Steve McCurry, con la sua straordinaria capacità di cogliere l’anima delle perso...

Cos'è una "grande fotografia"? Ecco cosa ho imparato da Alex Soth, e da Salgado

"Ho visto fotografie che hanno cambiato il mio modo di vivere. E non erano necessariamente lavori complessi, ma mi hanno colpito profondamente. E immagino che la mia definizione di «grande fotografia» sia un lavoro che ha quella capacità di cambiare il modo in cui le persone vivono le loro vite" (da un'intervista a Alex Soth) Sebastiao Salgado, Sierra Pelada Non hanno cambiato il mio modo di vivere ma le fotografie che Salgado ha realizzato a Sierra Pelada hanno cambiato il mio modo di pensare. Soprattutto perché, come scrive lo stesso Salgado: Nessuno viene portato lì con la forza, ma una volta arrivati, tutti diventano schiavi del sogno dell’oro e della necessità di rimanere in vita. Una volta dentro, diventa impossibile andarsene. 50.000 uomini, schiavi moderni della necessità di sopravvivere e del sogno di arricchirsi: Tutto ciò che si può udire sono mormorii e grida silenziose, il grattare di pale guidato da mani umane, non un accenno di macchinari. È il suono dell...

Pisa, che sorpresa!

4 giorni a Pisa? A fare che? Sì, c'è la Torre Pendente ("famosa", "che bella", "vale il viaggio"), la Cattedrale ("ah, sì, c'è anche la Chiesa. Carina"), il Battistero ("il Battistero?"), il Campo Santo ("eh? dove?"), ma è tutto lì, in Piazza dei Miracoli, "in un giorno vedi tutto". Ed è vero, in un giorno puoi visitare tutti e quattro i monumenti di Piazza dei Miracoli, e vale la pena visitarli tutti e quattro, non solo la Torre di Pisa! Così come vale la pena farsi 4 passi per arrivare al recentissimo Museo delle Navi Antiche , che espone i resti (ben conservati) delle navi romane scoperte nel 1998. E gli altri 3 giorni? Beh, gli altri 3 giorni giri per le stradine di Pisa, ti fermi nelle sue innumerevoli piazze e scopri una cittadina piena di vita e di piacevole curiosità. Così, ad esempio, oltre a inseguire i lavori di street art dispersi qua e là (ma lo sapevi che a Pisa c'è un'opera, il "T...

Corinne Day, modella e prostituta, Guatemala, 2002

Wow, che foto. L'ha scattata  Corinne Day , è stata pubblicata su Vogue Paris 2002 , e io non riesco a staccare gli occhi. Cos'è che la rende così forte? Corinne Day, Model and Prostitute, Guatemala, 2002 Guardandola velocemente è una foto che ha l'eleganza di una fotografia di moda (e, infatti, è stata realizzata per Vogue), ma qualcosa subito non torna: il tetto in lamiera, la carta da parati rovinata, l'asciugamani appeso alla parete, il poster che si sta staccando dal muro, un letto e una sedia di plastica. E' una stanza da letto che cerca di essere ricca in un contesto povero. Dentro, due ragazze, e mi cattura la forza con cui si stanno guardando: come se venissero da due mondi differenti; come se cercassero di capire qualcosa l'una dell'altra. Ma tra di loro c'è, sospesa, una distanza incolmabile, E la loro posizione: di sfida? di attesa? sono rassegnate, o stanche? o è un momento interlocutorio di qualcosa che non sappiamo? A questo punto entra...