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Che ne pensi delle fotografie di Luigi Ghirri?

Mi scrive Ena:
"ho di recente discusso animatamente di Luigi Ghirri con tuo fratello.
Tu che ne pensi di lui?"
Che ne penso, io, di Luigi Ghirri?


Penso che abbia realizzato quello che lui stesso scrisse su di una sua fotografia nel 1981:
"... chiunque possieda un apparecchio fotografico, anche il più modesto, potrà pervenire, talvolta, a grandi risultati, d'arte, di poesia."
Certo, nella sua enorme produzione fotografica (qui trovi alcuni dei suoi libri) ci sono fotografie che prediligo ad altre, ed alcune che proprio non capisco, ma a Ghirri invidio l'incredibile capacità di vedere l'arte nei paesaggi (o meglio, negli ambienti e nelle situazioni) quotidiani.

Ancora, cosa gli invidio?
Il senso del ritmo, delle proporzioni e degli equilibri, talmente innato - nelle sue fotografie - che non lo noti finchè non ti trovi a domandarti "ma cosa rende questo situazione così banale una fotografia così speciale?".
Talmente innato che le nozioni di Kandinskij sulle forme geometriche o di Henri Cartier-Bresson sulle proporzioni mi diventano, finalmente, chiare.

Ecco, questo penso di Ghirri; e tieni presente che la metafisica, genere cui di solito si tende ad associare Ghirri, in pittura non mi dice quasi nulla e che, in fotografia, la mia predilezione è per il reportage.
A questo punto, però, mi piacerebbe sapere di cosa avete discusso voi due.


Ciao
Giovanni B.

Commenti

  1. sostanzialmente concordo con te.
    Ghirri è uno dei miei fotografi italiani preferiti, è uno di quelli che sento più vicini per poetica e stile.
    maestro del colore e della composizione, ha una sensibilità che credo a volte possa non venire capita.
    Pietro lo ha definito un 'cliché'.
    Io sono rimasta basita. Molte cose puoi dire di Ghirri ma non che è un cliché, dal mio punto di vista.
    Oltre che raffinatissimo lo trovo spsso geniale, e assolutamente unico nel panorama italiano.
    Anch'io prediligo il reportage e la fotografia che, in generale, 'racconta'.
    Ghirri racconta molto dell'Emilia facedonti sbirciare dalla porta di una camera da letto, o semplicemente esaltando i colori scaldati dalla luce su una parete.
    Conosco bene quei paesaggi, quelle case e quei colori, e forse anche per questo Ghirri mi è particolarmente caro.
    Pietro ha visto, nel libro antologico che gli ho prestato, solo le sue abilità tecniche, e nulla più.
    MAH!!
    lo inviterò a leggere il post.

    visto che ci siamo tanti auguri!
    ena

    RispondiElimina
  2. A questo punto aspetto il commento di Pietro.
    Certo, le "abilità tecniche" di Ghirri sono indiscutibili, ma secondo me sono gli elementi indispensabili per costruire un messaggio fotografico: se non ho le competenze, come faccio a realizzare lo "scatto" che visualizzo?

    Io i colori e i paesaggi dell'Emilia li conosco poco, molto poco (solo da turista, direi), ma forse anche per questa mia estraneità a questi luoghi riesco ad astrarre facilmente dal luogo particolare e a visualizzarlo come luogo astratto.

    Ciao
    Giovanni B.

    RispondiElimina

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