4 settembre 2009

E' il 14 agosto. La fotografa Julie Jacobson, dell'Associated Press, sta accompagnando una pattuglia di marines in un pattugliamento quando i marines cadono in un'imboscata dei Talebani. Il Caporale Joshua M. Bernard, di 21 anni, è ferito a morte da una granata. La fotoreport, che nel frattempo ha cercato riparo, riprende il marine morente assisitito da alcuni suoi commilitoni.

Julie Jacobson, fotografia di marine ferito a morte
Fotografia di Julie Jacobson

L'AP aspetta il funerale del marine, poi un reporter dell'AP si incontra con i genitori del ragazzo, ed acconsente a mostrare le foto dell'imboscata. Il padre del marine chiede che la fotografia di suo figlio ferito a morte non sia pubblicata.

La mattina del 1° settembre AP invia la fotografia, assieme ad altre, ai suoi abbonati, ponendo un embargo sulla pubblicazione fino alle 12.01 a.m. di venerdì 4 settembre. (Fonte: Associate Press).

La pubblicazione della fotografia provoca l'ira del padre del ragazzo e del ministro statunitense della difesa Robert Gates, che giudica la decisione di pubblicare la fotografia "una «raccapricciante violazione del buon senso e del rispetto delle persone»" (secondo quanto riportato da IlCorriere.it).

Julie Jacobson replica che "To ignore a moment like that simply ... would have been wrong. I was recording his impending death, just as I had recorded his life moments before walking the point in the bazaar," "Death is a part of life and most certainly a part of war. Isn't that why we're here? To document for now and for history the events of this war?". (Fonte: Associate Press)

Non è un tema nuovo, e già ne ho parlato, ma ogni volta il dubbio rimane:
E' giusto pubblicare questo tipo di foto? Quali nuove informazioni aggiungono?
E' giusto non pubblicare queste foto? Quali informazioni nego ai miei lettori?

Qualche mese più tardi Julie Jacobson con quella stessa foto si è aggiudicata il terzo premio nelle "Spot News" del World Press Photo 2010.

Ciao
Giovanni B.

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