7 giugno 2017

6/07/2017
Tutto dipende da come decidi di raccontare la tua storia. In quel momento decidi se la tua storia sarà letta, oppure no; se diventerà virale, oppure no.
Ti faccio due esempi di questi giorni.

Von Wong, fotografia dal progetto Hunger sulla malnutrizione dei bambini
Von Wong | Hunger, 2017

Primo esempio. Il tema è la malnutrizione dei bambini.
Anche se riguarda bambini statunitensi, per quanto possa sembrare disumano quello che sto per scrivere, non è una notizia che fa notizia. Tanto meno una notizia, o una foto, destinata a diventare virale. A meno che tu, al posto del "solito" bambino emaciato, non scelga di fotografare bambini supereroi in un'avventurosa caccia per il cibo, come ha fatto l'immaginifico Von Wong.
Le foto - e quindi la notizia - sono diventate rapidamente virali; prova a digitare su google "von wong hunger"...
Tutto dipende da come tu decidi di raccontare la tua storia
questo, per l'appunto, è quello che mi è venuto in mente guardando le foto del progetto "Hunger" di Von Wong.

Ghiaccioli di acqua inquinata. dal progetto Polluted Water Popsicles di Hung I-chen, Guo Yi-hui e Cheng Yu-ti
Hung I-chen, Guo Yi-hui e Cheng Yu-ti | Polluted Water Popsicles, 2017 (Foto: Hung I-chen)

Secondo esempio: l'inquinamento dell'acqua.
Anche questo un tema con scarso mordente, per quanto folle ti possa sembrare. Concorderai che la probabilità di diventare virale con una voto di un fiume inquinato, o di un pesce morto in riva al mare sono poche.
Ma "tutto dipende da come decidi di raccontare la tua storia", e così tre studenti del National Taiwan University of Arts (Hung I-chen, Guo Yi-hui e Cheng Yu-ti) trasformano l'acqua inquinata in curiosi e attraenti ghiccioli. "Polluted Water Popsicles" diventa virale e, in pochi giorni questa storia è riuscita a conquistare la prima pagina del motore di ricerca più usato al mondo.

Il prossimo esempio?
Il mio e il tuo. Prima di affrontare la prossima storia, fermiamoci un momento a pensare se c'è un modo più intrigante e meno banale per raccontarla.

Ciao
Giovanni B.


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