17 febbraio 2016

Ho ricevuto una bellissima email. Di quelle che ti obbligano a pensare prima di aprire la bocca per rispondere:
Ciao, leggo il tuo blog con grande attenzione, parli della fotografia in modo così amichevole e confidenziale che sembra di ascoltare un amico.
A questo amico stasera voglio raccontare un mio dubbio...
Amo la fotografia e ho scoperto questa passione da non molto, nel senso che guardo e ammiro foto da una vita ma scatto poco, per mancanza di tempo e spesso per la mia scarsa velocità di esecuzione nel combinare insieme tecniche di base, composizione e capacità di raccontare un'immagine col mio modo di vederla.
Ho una omd em5 e mi sono regalato da poco un 12-20 2.8... sono soddisfatto ma so che non sfrutto nemmeno la metà del potenziale degli strumenti che ho.
Come faccio ad applicare tutta la teoria e gli spunti a cui presto attenzione per migliorare le mie foto?
Di un consiglio da amico mi fido.


Wow, bella domanda. Colgo al volo il tuo invito e ti rispondo come se fosse, veramente, una chiacchierata serale, tra amici, davanti ad una birra.
Un po' di risposte ce le ho in testa, il punto è che so che le risposte che sto per darti mi mettono in discussione.
Quindi, rispondo a te ma, in realtà, faccio il punto della situazione con me stesso.

Divertiti. Tecnica, composizione, luce: tutto perfetto, ma quando fotografo mi diverto ancora? Eppure, il divertimento è stato il mio metodo di apprendimento dei miei primissimi anni. Provavo, sperimentavo, sbagliavo, e riprovavo. Quante cose ho imparato in questo modo? E quali? Direi tutte quelle veramente fondamentali. Mi divertivo, e per questo facevo, e provavo a fare le cose ogni volta in modo diverso.

Conchiglie in mano ad una bambina
Riscoprire la curiosità di quando ero bambino

Scatta. Fotografa tanto. In queste ultime settimane non sto toccando la macchina fotografica, e sai perchè? Perchè "ho messo in ordine" la mia scrivania: ho messo la macchina fotografica nella sua borsa, ed ho riposto la borsa nell'armadio. Di conseguenza, non ho più la mia X-E1 a portata di mano, e non fotografo. E mi accorgo di questa piccola, progressiva mancanza di dimestichezza con lo strumento, e con il mio occhio.
Se ci pensi, gli atleti si allenano tutti i giorni, i musicisti suonano tutti i giorni, perchè dovrebbe essere diverso per noi?
E non posso neppure dire che non ho il tempo per fotografare, perchè mi sono già dato la risposta tempo fa.

Surfer con surf sottobraccio
L'allenamento deve essere costante, non c'è scampo :)

Fai esercizio. Un corridore prova e riprova la partenza, chi fa una staffetta si esercita nel passaggio del testimone, il musicista si rompe le dita sul passaggio più difficile. E' quello che dovrei fare anch'io: il flash mi impaurisce? E via ad usare solo il flash. Non riesco a gestire i colori della "velvia"? E allora un fine settimana solo con quella simulazione pellicola.
Qualche mese fa, vedendo che i miei scatti sono quasi tutti in orizzontale, mi ero imposto per un fine settimana di fotografare solo in verticale e la cosa (un po') mi era servita. Ci sono mille varianti di questo esercizio: si può dedicare un'ora a scattare con i tempi lunghi, o con i diaframmi chiusi, o solo ritratti, o solo nature morte. Sì, devo riprendere l'idea e svilupparla.

Albero, nubi e prato verde
L'orientamento verticale non mi piace. Serve, quindi, un po' di esercizio in più.

Trova un soggetto che ti appassioni. Ci sono soggetti di moda, e soggetti che mi piacciono (e, dato che tra me  e la moda non c'è particolare sintonia, raramente i due coincidono). Inutile dire che riesco ad esprimere me stesso quando fotografo i soggetti che mi interessano; e, anche quando non riesco ad esprimere me stesso, mi vengono in mente un sacco di idee, provo cose nuove e, comunque, fotografo di più e mi diverto. Però è difficile non farsi sedurre dai "mi piace" e dagli apprezzamenti facili.

Volti di bimbi che guardano dal finestrino del treno
Il mio soggetto preferito? Piuttosto facile da indovinare :)

Fermati a guardare. Ci sono tanti fotografi bravi in giro ma, troppo spesso, guardo rapidamente le loro foto (in qualche caso metto un "mi piace") e vado avanti. So che dovrei fermarmi, guardare la foto, cercare di capire perchè mi piace e solo dopo passare alla foto successiva (è così che il mio amico Mattia ha imparato a fotografare). E' lo stesso errore che faccio quando leggo un romanzo: divoro le pagine, colgo il senso ma perdo completamente lo spirito del testo.
O quando mangio troppo in fretta: mi sazio, ma non godo i sapori del cibo.

Bambina che legge una storia al gattino
Devo cercare di entrare nello spirito delle cose

Copia. Prendi un fotografo che ti piace e cerca di replicarne lo stile. In questo periodo sto seguendo molto Patrick LaRoque, e mi piace la sua capacità di raccontare le cose quotidiane ed il suo utilizzo dei neri, e delle sciabolate di luce. Provare a replicarlo, con scarsi risultati, mi obbliga a prendere in mano la mia "tecnica" per cercare di ottenere le luci, le ombre e la composizione che ho in mente e non, come mi capita spesso, per realizzare una semplice fotocopia di un istante.

Finestre di albergo in piena luce
Luce e ombra, e linee nette. Provo a copiare altri fotografi.

Mi fermo qui, perchè queste sono gli aspetti sui quali mi voglio soffermare. Che ne dici?
So che non ti ho dato soluzioni (libri, tecniche, workshop) ma, almeno per me, questi sono i punti dai quali io voglio ripartire.

E tu, che ne pensi? Sarei curioso di conoscere la tua opinione.
Ciao
Giovanni B.

4 commenti:

  1. Per moltissimi di noi che siamo solo degli amatori della fotografia, credo che il primo ingrediente della tua ricetta sia il più importante:il divertimento. Su questo credo bisogna fondare tutto il resto, la creatività, la passione e la tecnica per ultima. E' un errore togliere dalla nostra vista la macchina fotografica, mai riporla in borsa quando si è a casa, deve essere presente sempre sotto il nostro sguardo come il nostro cagnolino che scodinzola e ci chiede di uscire fuori e, se proprio non si può, giocarci in casa con l' universo di cose che ci circonda ma che non riusciamo a vedere se non attraverso il suo mirino. Quando sono a corto di idee per fotografare, rivedo il mio archivio e digitalizzo gli scatti di tanti anni fa fatti in diapositivao in bianco e nero, ne scopro tante belle foto e mi diverto ancora con loro con la post produzione, migliorandole spesso con quello che ho imparato con la fotografia digitale.Anche io ti seguo giornalmente e mi piace leggerti. Vai avanti così. Eugenio.

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    1. Ciao Eugenio,
      grazie per essere passato e per il tuo commento.
      Io l'archivio "cartaceo" l'ho completamente abbandonato, e forse è uno stato uno sbaglio. Vediamo se nel 2016 riuscirò a rimetterci mano.

      Buona serata
      Giovanni

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  2. Grazie per questo articolo... tanti spunti su cui riflettere e mettersi al lavoro

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    1. Ciao Lorenzo.
      sì, "al lavoro"! Ma, per fortuna, è un "lavoro" divertente.

      Ciao
      Giovanni

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