13 novembre 2015

Panorama in bianco e nero dell'Alpe di Siusi

Hai visto il bellissimo film di Wim Wenders su Salgado, "Il sale della terra"?

Ne parlavo oggi con un collega, e ci siamo trovati a domandarci cosa rende speciali le foto di Salgado:

- I luoghi e gli eventi fotografati? Ovvero, la possibilità di realizzare una bella foto dipende dalla possibilità di visitare luoghi remoti e assistere ad eventi inaccessibili ai più? Però c'è, quanto meno, l'esempio eloquente di Mario Giacomelli*, che non ha avuto bisogno di allontanarsi troppo dalla sua amata Senigallia per diventare... beh, Mario Giacomelli.

- La tecnica fotografica e l'attrezzatura? Serve, per carità, ma non è sicuramente tutto: ad Ansel Adams è attribuita la frase "Non c’è niente di peggio di un’immagine nitida di un concetto sfuocato" che, mi pare, mette una pietra tombale sull'argomento.

- Lo sviluppo e stampa dell'immagine o, oggi, la post produzione. Uno stampatore può fare la differenza, Ansel Adams insegna, ma una foto insignificante, per quanto ben stampata, rimane insignificante.

- L'editing, ovvero la selezione delle immagini da esporre. Iniziamo ad avvicinarci: lo stesso Salgado sottolinea, spesso, l'importanza del sodalizio con la moglie Lélia Deluiz Wanick, architetto e designer, nella fase di progettazione dei libri e delle mostre. Un punto di vista terzo, e competente, può aiutare a scegliere solo i lavori più significativi .

- Il punto di vista. Fuoco. Su questo aspetto il mio collega ed io concordiamo: Salgado aveva qualcosa da dire sulle persone che ha fotografato, sulla loro condizione, sui rapporti economici mondiali che dettano le condizioni di vita di milioni di persone e, alla fine, sul destino e il futuro del pianeta.

Tutti gli altri quattro sono necessari, ma non sufficienti: questo, avere un proprio punto di vista, qualcosa da dire su di un soggetto, è per me indispensabile, è l'elemento che può rendere unico un fotografo e le sue foto.

E, visto che ho iniziato citando Ansel Adams, posso proseguire con
David Burnett, "La soddisfazione viene dal lavorare accanto ad altri 500 fotografi e andarsene via con qualcosa di diverso",
Eve Arnold, "If a photographer cares about the people before the lens and is compassionate, much is given",
Eugene Smith, "A cosa serve una grande profondità di campo se non c’è un’adeguata profondità di sentimento?",
il già citato Mario Giacomelli, "La fotografia è una cosa semplice. A condizione di avere qualcosa da dire",
per chiudere con Henri Cartier-Bresson, "E' un'illusione che le foto si facciano con la macchina... si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa".


That's all folks!
Giovanni B.

2 commenti:

  1. la tua foto e' bella e perfetta, veramente! ah le montagne :)
    saluti

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    1. Grazie, Giovanni. Onestamente, non so se la foto sia bella e perfetta, o meno, ma i complimenti me li prendo! Quello che mi auguro, e che la foto renda il mio perenne stupore di fronte alla maestosità della natura.
      Ciao
      Giovanni

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