24 febbraio 2016

Quando ho iniziato a stendere l'elenco dei programmi gratuiti di fotografia, ho definito GIMP la migliore alternativa gratuita a Photoshop, ed ho rinunciato a Photoshop convinto che GIMP potesse sostituirlo.
In realtà, per il momento non è andata così: GIMP e Photoshop sono entrambi programmi per il ritocco delle fotografie, ma non sono analoghi o intercambiabili. E io non sono riuscito, e non riesco, ad abituarmi a GIMP.

Fotografia di una tazzina del caffè da distributore automatico
Pausa caffè: rinunciando ad un caffè al giorno mi pago Photoshop + Lightroom, ma ne vale la pena?

La differenza principale, per il mio utilizzo, è che Photoshop ha i livelli di riempimento e di regolazione, che permettono di modificare contrasto, luminosità, di applicare filtri fotografici etc senza intaccare l'immagine originaria (immaginateli come dei fogli trasparenti che sono applicati sopra l'immagine).
GIMP, invece, non ha i livelli di riempimento e di regolazione (che dovrebbero arrivare, comunque, in una prossima versione); pertanto ogni modifica è fatta direttamente sull'immagine, anche se l'immagine può essere duplicata in livelli, e ogni modifica applicata, in successione, su di un nuovo livello.
Photoshop, inoltre, ha diverse scorciatoie che rendono più rapido il lavoro - ad esempio quando si tratta di raddrizzare l'orizzonte di un'immagine -, strumenti più versatili quando si tratta di trasformare una foto in bianco e nero, e strumenti più precisi quando si tratta di correggere la gamma tonale o il bilanciamento del colore di un’immagine.
Non prenderlo come un giudizio assoluto; sono le mie valutazioni in relazione al mio utilizzo, e GIMP merita, sicuramente, almeno una prova. Oltretutto, lo ricordo, GIMP è assolutamente gratuito.

Queste mie valutazioni sono, inoltre, sicuramente influenzate dai 12,19 euro al mese necessari per sottoscrivere l'offerta "Photoshop + Lightroom"; sono circa 45 centesimi al giorno, quanto un caffè della macchinetta in ufficio.
Ne tolgo uno al giorno (che neppure mi piacciono!) e mi sono pagato il mese di Photoshop.
Non so, tu che ne pensi?

Quello che mi lascia perplesso è che è un abbonamento, e non si acquista più il prodotto: così va il mondo, mi dicono. Le cose si affittano e non si acquistano più. E' successo con i film, ti abboni a Netflix e non comperi più i DVD; o con le auto, che si noleggiano.
Possibile che io sia già vecchio a 40 anni? :)

Sto anche aspettando che esca la versione per windows di Affinity Photo; ne avevano parlato alla presentazione, diversi mesi fa, ma non ne sento più parlare.
Onestamente ci spero, perchè le prime recensioni che ho letto sono molto positive. E costa 50 euro (la licenza, non l'abbonamento). Avessi un Mac, e non un pc, non ci penserei due volte.

Per concludere, ieri ho scaricato digiKam (nella versione per windows), per sostituire Picasa che non sarà più supportato da Google. La prima impressione è stata buona: schermata pulita, tutti i comandi a portata di mano, ordinamento immediato delle cartelle in ordine crescente o decrescente, time line etc.
Purtroppo oggi, lavorandoci un po', mi sono trovato davanti un ambiente piuttosto instabile; devo dire che il rischio era correttamente segnalato sul sito, ma di fatto, in ambiente windows, digiKam è al momento inutilizzabile. Lavorassi in ambiente Linux o iOS, dove mi dicono non esserci problemi di instabilità, per quello che ho rapidamente visto lo prenderei seriamente in considerazione.


Basta, chiudo qui. Buona serata
Giovanni B.

2 commenti:

  1. Ciao Giovanni, non sapevo che ti stavi interessando ad Affinity. Sto procedendo a eliminare la suite Adobe dal mio workflow. Per ora ho Affinity designer (illustrator). Presto prenderò Affinity photo (photoshop) e non vedo l'ora che esca affinity publisher (indesign).
    Sono eccellenti software che non temono paragoni con Adobe.
    Quindi... compra affinity e molla Adobe.

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    1. Ciao Carlo! Purtroppo Affinity Photo è solo per iOS e io - come sai - uso Win. Spero di provare al più presto Affinity da te :)

      Ciao

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