Ho provato la Fujifilm instax Share SP-3. Per più di 2 anni...

Due anni fa mi "hanno regalato" una Fujifilm instax Share SP-3, ed è stato in assoluto il regalo che ho più utilizzato ed amato. Questa, quindi, non può e non potrà mai essere una recensione imparziale.

Iniziamo con il dire "cos'è" e "cosa non è" la Fujifilm instax Share SP-3:

  • è una stampante portatile e wireless, che produce fotografie tipo polaroid;
  • non è un'alternativa ad una stampante fotografica tradizionale.

L'instax SP-3 è una stampante portatile: le batterie sono ricaricabili con lo stesso caricabatterie del telefono (il classico cavetto micro usb non C) , e le "pellicole" si caricano dentro la stampante. La stampante si collega allo smartphone tramite l'app instax SHARE (non molto amata dagli utenti); è possibile collegare e stampare direttamente anche dalle fotocamere Fujifilm ma in questo caso non è possibile "centrare" o ridimensionare l'immagine. Quindi ho provato un paio di volte e poi non l'ho più fatto

La connessione tra smartphone e stampante è veloce e stabile: in due anni non ho mai avuto problemi di sorta. Una volta dato l'ok alla stampa, la polaroid è pronta in una manciata di secondi... o meglio, esce una "cosa" tutta bianca dalla cui superfice, poi, progressivamente emerge l'immagine. Magico :)

Le pellicola ha una forma quadrata leggermente allungata (86 mm x 72 mm), mentre la parte dedicata all'immagine è un quadrato perfetto leggermente più piccolo (62 mm x 62 mm). Tutto attorno il classico bordo delle polaroid, leggermente zigrinato. Esteticamente bellissimo, altrettanto bello al tatto.

Come per le polaroid "classiche", anche in questo caso è possibile personalizzare la stampa con scritte, oppure togliere tutto il bordo bianco per tenere solo la pellicola con l'immagine. Altro, lo ammetto, al momento non ho ancora fatto.

Rispetto ad una stampante fotografica tradizionale, tuttavia, la qualità delle immagini è inferiore. Nonostante le promesse di Fuji:

Sfumature? Nessun problema. Espressioni del viso? Più nitide che mai. La tecnologia professionale di elevata qualità delle pellicole Fujifilm, unita alla straordinaria risoluzione di stampa di 800 x 600 pixel e 320 dpi, è sinonimo di immagini vivide, dettagliate e cariche di colore.

Di sicuro è colpa mia ma io devo sempre bisticciare almeno con il contrasto e con la luminosità. E con i toni del  colore ho smesso da tempo di discutere. E, sì, ho entrambi i monitor calibrati... e fotografo con una Fujifilm (due Fujifilm, a dire il vero, la X-E1 e la X-T20). Quindi mi aspetterei di avere una corrispondenza perfetta di colori, toni, contrato e luminosità quantomeno tra l'immagine che vedo in macchina e quella che viene stampata... ma l'aspettativa è vana e ho anche smesso di lavorarci sopra. Perchè, in realtà, non mi interessa (però se qualcuno ha dei consigli in proposito gliene sarei grato).

Perché per quello che voglio fare con la instax Share, la qualità fotografica mi interessa relativamente: voglio ottenere delle polaroid, le voglio ottenere in tempi brevi, le voglio ottenere quando ho un'idea in testa senza dover aspettare, e voglio ottenere il look and feel di una polaroid. E la instax Share fa tutto questo bene, anzi benissimo, e io la adoro. E' il mio toccasana sia quando sono pieno di idee, sia quando ho la testa arida come un deserto, sia quando voglio semplicemente divertirmi un po' con le mie fotografie. 

E' economica? La stampante costa online meno di 200 euro, cui si deve aggiungere il costo delle ricariche: la confezione da 20 (due confezioni da 10) costa 20 euro e vi assicuro che è un attimo superare il costo della stampante. Quindi, no, direi che non è economica. Ma quando mai una passione è economica economica?

In sintesi, la consiglio? Sì, assolutamente sì. Me la sono fatta regalare per curiosità, inizialmente l'ho usata poco poi, rapidamente, l'ho sempre più "coinvolta" nei miei piccoli progetti fotografici amatoriali. Sempre con grande soddisfazione, ogni volta curioso di provare qualcosa di diverso.

Se ci stai pensando, comprala. E buon divertimento.

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