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Vacanza di 3 giorni in Costiera Amalfitana, tra Amalfi, Positano, Cetara e Ravello

Questa è la prima parte del nostro viaggio in Campania: 6 giorni tra la Costiera Amalfitana e i parchi archeologici di Pompei, Paestum ed Ercolano.


La prima tappa è stata al Museo della Ferrovia, a San Giorgio a Cremano. Da lì siamo scesi a Cetara, che è stata la nostra prima "base"; Cetara, infatti, si trova in un'ottima posizione, che permette di raggiungere in traghetto Amalfi e Minori (vale la pena vedere la Costiera Amalfitana dal mare), in macchina, le ville di Ravello e, spingendoci verso sud, il bellissimo parco archeologico di Paestum (del quale, per affinità, ti parlo nel prossimo post, assieme a Ercolano, Pompei e Oplonti).
Risalendo da Cetara verso Pompei ci siamo fermati a Positano e, soprattutto, a Vico Equense. Per una meritata pizza da "Gigino pizza a metro". Insuperabile.

Cetara, la più bella

Forse uno dei paesi della costiera meno illustri, ma a mio parere uno dei più belli, essendo (fino ad ora, almeno) riuscito a preservare la sua dimensione di paese. Imponenti le luminarie per la festa di San Pietro, il santo patrono di Cetara.
Per trovare un ristorante dove mangiare pesce non banale ho faticato un po' ma, all'ultimo tentativo, sono stato premiato. Se vuoi evitare le mie delusioni e se ti piace una cucina con una bella personalità, ti consiglio di andare dritto al Pane e Coccos', senza frapporre tentennamenti.
Da Cetara vale la pena muoversi verso Amalfi in traghetto, per ammirare la Costiera Amalfitana in tutta la sua bellezza.

Cetara, luminarie per la festa di San Pietro
Le luminarie per le vie di Cetara

Amalfi e Minori

Il Duomo di Amalfi, l'annesso Chiostro, il museo e la Cripta testimoniano l'antico splendore di questo piccolo comune. E, da soli, giustificano la visita ad Amalfi.
Per il resto, Amalfi si fa purtroppo ricordare per i locali troppo turistici e i prezzi troppo elevati.

Interno del Duomo di Amalfi
Il Duomo di Amalfi

Minori

D'obbligo una pausa a Minori alla pasticceria di Sal De Riso, uno tra i migliori pasticceri italiani. Dolci splendidi alla vista e al palato.

Delizia al limone da Sal De Riso
La Delizia al Limone di Sal(vatore) De Riso

Positano

Positano, la vedi da lontano ed è bellissima: pensi "è una perla", e intuisci come abbia potuto sedurre, nel 1953, John Steinbeck.
Poi, però, dopo aver parcheggiato al modico prezzo di 5 euro l'ora o frazione di ora, fattura o ricevuta manco a parlarne, ti ritrovi a vagare per le corsie di un centro commerciale innalzato al turismo di massa.
Peccato.
Forse vale la pena visitarla in bassa, bassissima stagione, per scoprire se - nonostante tutto - è riuscita a non perdere quel suo fascino che ha sedotto, nel secolo scorso, viaggiatori ed artisti.

Passeggiando per le vie di Positano

Albori

Il Touring l'ha inserito nell'elenco dei borghi più belli d'Italia. Il che mi conferma quanto già sapevo: è un elenco che non vale nulla. A meno che il TCI non mi riesca a spiegare perché Albori meriti questo titolo. Deviazione inutile.

Ravello

10 a Villa Rufolo, per il giardino incantevole, coloratissimo e perfettamente tenuto, e per gli investimenti fatti negli spazi della Torre.
9 a Villa Cimbrone, che offre un panorama sulla costiera che non ha prezzo.
In sostanza, due gioielli imperdibili.
Uno 0 all'amministrazione comunale che mi obbliga a 45 minuti di attesa, e a diverse telefonate alla Polizia Municipale, per riuscire a pagare il parcheggio in striscia blu: 3 euro all'ora, ovviamente solo contanti, ovviamente il parchimetro non funziona, ovviamente con una coda di turisti stranieri allibiti.

I giardini di Villa Rufolo, a Ravello
I giardini di Villa Rufolo, a Ravello

Terrazza dell'Infinito a Villa Cimbrone, Ravello
La Terrazza dell'Infinito di Villa Cimbrone, a Ravello

Museo della Ferrovia

In Italia abbiamo musei incredibili e, credo, sconosciuti ai più. Ricco e ben allestito, in una posizione fantastica, esempio bellissimo di archeologia industriale, il Museo della Ferrovia di Pietrarsa - San Giorgio a Cremano è una bella occasione per ripercorrere la storia delle ferrovie in Italia (e per regalare un po' di svago ai nostri bambini).
Ovviamente, non è un caso che il museo si trovi in provincia di Napoli, perché qui, con i Borbone, è nata la ferrovia italiana (aggiungiamo anche l'esperienza imprenditoriale di San Leucio e forse capiamo che quello che ci hanno raccontato a scuola sui Borbone non era proprio corretto: hanno solo avuto avuto il demerito di perdere la guerra, e la storia la scrivono sempre i vincitori).
Abbiamo mangiato alla Pizzeria del Corso, su Corso San Giovanni, a poco più di 200 metri dall'ingresso del museo. Pizza veramente buona, con ottimo impasto e ottimi ingredienti. Consigliata.

Museo della ferrovia di Pietrarsa

Ciao
Giovanni B.


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