Light painting e ritratto fotografico

Oggi ho scoperto un canale YouTube che, per un appassionato di fotografia, è peggio di una serie su Netflix: parti con un video e poi vai avanti perchè, "questo è stato interessante, vediamo il prossimo". E siccome anche il prossimo è interessante, poi ne devi vedere un altro.

L'autore è Roberto Panciatici, fotografo di matrimoni e ritrattista: ha un canale YouTube, un sito web, un profilo Instagram e un bel blog (quest'ultimo non aggiornato da un po' ma, considerando che fa matrimoni e ritratti e che gli ultimi due anni sono stati un po' particolari, purtroppo ci sta). Io ho scelto di seguirlo su YouTube, anzitutto, e su Instagram.

Ora, ti domanderai: "perché questa folgorazione?". Il fatto è che i suoi video sono simpatici, leggeri nell'esposizione e istruttivi, ricchi di contenuti originali. Lo riscrivo:

I video di Roberto Panciatici sono piacevoli da seguire e ricchi di contenuti originali

E la cosa più accattivante è che magari parte, come in questo video qui sotto, per spiegarti come ha utilizzato la tecnica del light painting per ottenere un ritratto fotografico e nel bel mezzo ti butta lì questo predicozzo (minuto 1,38 del video):

visto che questo è uno scatto preparato, ma tuttavia eseguito in strada, ho dovuto fare un tot di prove affinché non ci fossero inconvenienti tecnici sul momento e la gestione "tecnica" della macchina fotografica fosse più fluida possibile. Ed è quello che consiglio anche a voi quando dovete scattare: andateci preparati. Questo non vuole dire che dovete rinunciare all'improvvisazione, o al vostro estro creativo, o al non dover essere istintivi, tutt'altro; vuol dire conoscere ciò che volete fare e dare il massimo per raggiungere il vostro obiettivo, perché maggiori saranno le vostre conoscenze sul lato tecnico / pratico, più potrete concentrarvi sull'aspetto umano, sull'aspetto espressivo e sull'interazione con il vostro soggetto, che è chiave in qualsiasi ritratto.

predicozzo che, a mio parere, è ben più importante di tutto il light painting di questo mondo. Per dire, il light painting lo utilizzerò due volte nella mia vita, ma ricordarmi che "maggiori saranno poi le vostre conoscenze sul lato tecnico / pratico, più potrete concentrarvi sull'aspetto umano, sull'aspetto espressivo e sull'interazione con il vostro soggetto, che è chiave in qualsiasi ritratto" vale per ogni scatto. O no?

Oppure c'è quest'altro video dal titolo quasi banale: "Zaino fotografico, vi racconto il mio approccio minimalista". Insomma, dal titolo non mi aspettavo granché: cose del tipo "che zaino uso", "cosa ci metto dentro" "quanti corpi macchina", "quante ottiche" e stop. E nel video ci sono, ovviamente, anche queste cose, ma poi vai a sbattere contro questo "spiegone sul minimalismo" (minuto 2.53) che, dai!, è oggettivamente più interessante:

il minimalismo è un tipo di approccio ... che ci fa riscoprire il valore delle cose, circondandoci non di meno cose possibili, ma esclusivamente delle cose che contano davvero per noi, che hanno un valore per la nostra vita, semplicemente liberandoci del resto. Questo ci aiuta a fare spazio intorno a noi e nella nostra testa. ... E' importante conoscere le cose di cui abbiamo bisogno: noi abbiamo un'espressione visiva, abbiamo un linguaggio che si traduce in immagini e per tradurre quel linguaggio utilizziamo degli strumenti; se noi sappiamo quali strumenti realmente ci servono, e quali strumenti invece non ci servono ai fini della nostra comunicazione, diventiamo liberi. Liberi di cosa? di avere meno e di avere esclusivamente quello che veramente ci serve; spendendo anche meno, possiamo investire di più in qualcosa che sappiamo che ci piace e che ci serve davvero

Banalmente, Panciatici non si limita a dirti il "cosa", ma spiega il suo "perché". E i "perché" delle persone sono sempre molto interessanti.

Mi auguro di aver suscitato un po' di curiosità; personalmente ora chiudo il blog, preparo birra e patatine e vado a seguirmi una nuova puntata di questa mia nuova serie preferita.

Ciao
Giovanni B.

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