8 gennaio 2018

1/08/2018
Non è il solo fotografo ad usare bianco e nero e colore. A memoria, il primo che mi viene in mente è Peter Turnley, ma con Daido Moriyama la storia è, per me, diversa, e più complicata: tanto mi colpiscono le sue foto in bianco e nero, tanto mi lasciano indifferenti le sue fotografie a colori (stavo per scrivere "tanto trovo banali le sue fotografie a colori", ma realisticamente penso di non potermi ancora permettere questa affermazione).

Fotografia in bianco e nero di Daido Moriyama
© Daido Moriyama

Sul web ho trovato queste righe, attribuite a Moriyama; non chiariscono la mia perplessità, ma aiutano a capire perchè e quando Moriyama usa il bianco e nero, e perchè e quando Moriyama usa il colore:
Il bianco e nero racconta il mio mondo interiore, le emozioni e i sentimenti più profondi che provo ogni giorno camminando per le strade di Tokyo o di altre città, come un vagabondo senza meta. Il colore descrive ciò che incontro senza filtri, e mi piace registrarlo per come si presenta ai miei occhi. Il primo è ricco di contrasti, è aspro, riflette a pieno il mio carattere solitario. Il secondo è gentile, riguardoso, come io mi pongo nei confronti del mondo.
E' interessante questa idea del "colore che descrive senza filtri" (anche perchè per altri fotografi non è così) che, per converso, porta a dire che il bianco e nero è una rappresentazione filtrata "di ciò che si incontra".
Inevitabile, condivido.

Fotografia a colori di Daido Moriyama
© Daido Moriyama

Se il personaggio ti incuriosisce, ti suggerisco questo documentario. E' lungo (quasi un'ora e mezzo), in giapponese sottotitolato in un talvolta buffo inglese. E' anche un po' datato, ma ricco di informazioni e testimonianze. E di spunti, per pensare più alla fotografia che all'attrezzatura. :)


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Giovanni B.

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