4 giugno 2017

Torno sul tema della scelta tra bianco e nero e colore. Questa volta ti propongo la testimonianza di Franco Fontana, uno dei fotografi che più ha valorizzato l'uso del colore in fotografia (anche se ha fotografato anche in bianco e nero. Poco, ma lo ha fato!)
Fare foto in bianco e nero è più facile, come ha affermato anche Gianni Berengo Gardin, un grandissimo bianconerista: un'immagine in bianco e nero è subito percepita come arte, perchè noi non vediamo così.
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Al contrario, interpretare il colore è più difficile, proprio perchè tutti vediamo a colori. Le foto a colori non sono subito percepite come arte, ma come "fotocopie della realtà". Sta al fotografo modificare la percezione istintiva che ne ha lo spettatore.
Franco Fontana, Basilicata, 1987
Come si fa? Reinventando i colori. Siamo abituati a considerarli semplici attributi: quella panchina è rossa, il cielo è blu, il campo è giallo. I soggetti sono la panchina, il cielo, il campo. Così però ci impediamo di attingere a tutto quel mondo di sensazioni che il colore può suscitare. Paul Klee diceva: "Il colore è il luogo dove l'universo e la mente si incontrano". Secondo me i colori sono gioia, sono pensiero. Parafrasando Baudelaire, sono la vacanza della vita. E lo sono in sé.
... per significare i colori dovrete fare sì che diventino soggetto dell'immagine. Il rosso deve diventare soggetto, deve contare in quanto tale. Lo stesso vale per il blu, il giallo, il verde e così via.
(Franco Fontana, Fotografia Creativa, Mondadori)
Ciao
Giovanni B.

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