12 aprile 2016

Nella mia quotidiana "rassegna stampa" mi sono imbattuto in un articolo di CJ Chilvers (un blogger che avevo conosciuto quando scriveva su A Lesser Photographer) che mi ha incuriosito.

Maggio 2015, in attesa dal barbiere | Galaxy Nexus + Vignette

Si intitola "Reader question: too many limitations?" e te ne riporto alcuni passaggi, naturalmente già tradotti, a modo mio, dall'inglese all'italiano. Tieni presente che è un fotoamatore che si rivolge ad altri fotoamatori, non un professionista che scrive per professionisti.
Un lettore mi scrive: "... dopo aver letto la tua ultima intervista su Mylio e che, al momento, usi solo la fotocamera del tuo iPhone, sono curioso: non ti limita un po' troppo? Non mi riferisco tanto agli alti ISO o alla profondità di campo, ma più in particolare alla lunghezza focale. Gli smartphone usano ottiche grandangolari, e sai bene che non son la scelta migliore per un ritratto. ..."
La distorsione del grandangolo, per me, non è un grande problema, per una serie di ragioni. Non faccio ritratti tradizionali. Cerco di fissare dei momenti (o degli eventi) che non richiedono necessariamente di riempire il fotogramma con un volto. Non noterei neppure la distorsione (sempre che esista).
Ma anche se facessi ritratti tradizionali, dovrei affrontare un bel problema creativo, non necessariamente un problema tecnico. Lavorare con l'attrezzatura che hai a disposizione è, spesso, un limite molto utile. Talvolta, è utile in modo che non riusciamo nemmeno a immaginare, se non ben dopo che la foto è stata scattata.
Quando riguardo le fotografie che i miei genitori mi scattarono nella mia infanzia, sono state fatte con pellicole 110, 126 - 127 o con Kodak Disc. Come foto sono un casino, ma questo le dà un carattere così speciale che ci sono dozzine di applicazioni che cercano di ricrearne lo stile. Inutilmente. Non è un problema tecnico, che può essere risolto.
Non mi preoccupa che il mio iPhone offra una qualità inadeguata, dal momento che io misuro la qualità di una foto sulla base di quello che suscita nelle persone, non dei suoi dati tecnici. Credo, addirittura, che ci sia qualcuno che si preoccupa che le nostre foto sono troppo perfette e che non hanno carattere. Ma perchè preoccuparsene?
La vita scorre così velocemente che è inutile perdere tempo in queste questioni. E' molto più facile catturare quello che scorre con un iPhone e documentare la tua vita che vivere per documentare.
Inutile dire che i passaggi che ho trovato più interessanti sono questi due:
  • lavorare con l'attrezzatura che hai a disposizione è, spesso, un limite molto utile. A patto che si provi a dare una risposta creativa, e non tecnica;
  • la qualità di una foto si misura sulla base delle emozioni che è in grado di suscitare nelle persone, e non dei suoi parametri tecnici.
Personalmente, poi, sì, usare solo lo smartphone per fotografare lo trovo un po' limitante, e ci sono limiti che richiedono tali e tanti accorgimenti creativi per essere superati che, fatica per fatica, è più conveniente portarsi dietro, quando possibile, una macchina fotografica, per quanto piccola e compatta (la Panasonic GM1, ad esempio, è perfetta da questo punto di vista).
Indubbiamente, però, tra non scattare una foto e avere una foto discreta scattata con uno smartphone, preferisco anch'io la seconda opzione.
Ma, altrettanto indubbiamente, poichè i miei ricordi più cari sono e saranno legati alla mia famiglia ed ai miei amici, voglio anche salvarli con la migliore qualità possibile.

Ciao
Giovanni B.

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