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Brian Duffy, il fotografo della Swinging London

Brian Duffy. Il nome potrebbe anche non dirti nulla.
Dubito, ma può essere.
Ma le sue foto è molto, molto probabile che tu le abbia viste.
Negli anni '60 e '70 ha creato le icone fotografiche dei personaggi (attori, musicisti, scrittori) dell'epoca. Poi, nel 1979, ha preso tutti i suoi lavori e gli ha dato fuoco, mettendo così una pietra sopra alla sua carriera di fotografo.

David Bowie fotografato da Brian Duffy

Il Museo Nazionale Alinari della Fotografia presenta la prima retrospettiva completa di Brian Duffy, l'uomo che rivoluzionò il modo di fare immagini di moda.
La prima importante esposizione dedicata all'attività di Brian Duffy (1933-2010), il leggendario fotografo inglese, aprirà il programma espositivo del MNAF 2012. La mostra arriva in prima assoluta in Italia dopo il grande successo ottenuto alla Idea Generation Gallery di Londra. L' evento è inserito nelle manifestazioni di Pitti Immagine Uomo 81.
Celebrato autore di tante immagini della Swinging London e famoso per le sue fotografie a musicisti, attori e modelle, Duffy ha creato il culto del fotografo di moda mettendo se stesso al centro della passerella, insieme a modelle e celebrità.
All'apice della sua carriera, nel 1979, Duffy ha lasciato la fotografia. Ha radunato la maggior parte dei suoi lavori nel giardino dietro casa e ne ha fatto un falò. Faticosamente, dopo anni di ricerca tra gli archivi e le pubblicazioni di tutto il mondo, il figlio Chris ha recuperato 160 fotografie. L'insieme di immagini iconiche, rare e inedite che ne è risultato, offre un vero e proprio catalogo dell'iconografia culturale degli anni '60 e '70: dai mitici divi di Hollywood da Michael Caine e Sidney Poitier alle grandi rock star John Lennon, David Bowie e Debbie Harry, dalle bellezze di quegli anni Jean Shrimpton e Joanna Lumley alla leggenda letteraria William Burroughs, e molti altri ancora.
La raccolta di opere in mostra consolida stabilmente il ruolo di Duffy nella fotografia inglese come membro della famosa 'Black Trinity' (con David Bailey e Terence Donovan), il trio che definì il linguaggio visivo della Swinging London degli anni Sessanta.
Dalle pagine di "Harper's Bazar" a quelle di "Vogue", gli anni Sessanta sono stati immortalati dai suoi memorabili scatti. Nella sua carriera Duffy ha collaborato con le riviste "Glamour", "Esquire", "Town Magazine", "Queen Magazine", "Elle", "The Observer", "The Times" e "The Daily Telegraph". Tante sono state le star della musica da lui fotografate: The Shadows, The Hollies, Jane Birkin, Black Sabbath, Frankie Miller, Marianne Faithfull, Blondie, John Lennon e Paul McCartney.
Dal 1957, quando inizia a lavorare per British Vogue come fotografo di moda, Duffy ha realizzato numerosi ritratti di molti artisti, muovendosi tra il cinema, la musica, la pubblicità, la moda e la letteratura. È sua la copertina del disco "Aladdin sane" (1973) che, mostrando un David Bowie con del pesante make-up a forma di fulmine sul volto, è diventata fin da subito un'icona pop. Le stesse copertine di "The Lodger" (1979) e "Scary Monsters" (1980) sempre di Bowie suscitarono un certo scalpore alla loro uscita come il discusso servizio della giovanissima Amanda Lear per la rivista Nova.
Nel 2009, spinto dal figlio, Duffy per un breve periodo ha ricominciato a fotografare dedicandosi ad alcuni soggetti già ritratti nei primi anni della sua carriera.

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