1 dicembre 2011

Il miglior consiglio che ti posso dare, e perdonami se ti sembrerò banale, è di lavorare sodo. Lavorare. Lavorare. lavorare. Ogni giorno. Ogni giorno alla stessa ora. Fino a quando ce la fai, lavora, lavora, lavora. Hai capito? Il talento è una stronzata. Ho insegnato a scuola per quasi trent'anni e non ho mai incontrato un ragazzo che non avesse del talento. E' così comune come la polvere nelle case o la vite americana in Alabama, ed ha lo stesso valore. Nulla è più prezioso dell'abitudine al lavoro, ed il lavoro deve diventare un'abitudine.
[...]
Il secondo suggerimento che ti posso dare è di non aver paura di fallire. Faulkner diceva che se non si sbaglia si è perfetti e che una volta raggiunta la perfezione non ci resterà altro da fare che tagliarci la gola. Prova e sbaglia. E vai avanti. Prova e sbaglia. E vai avanti. Non fermarti e porta a termine il lavoro che ti eri prefissato, anche se il risultato non è esattamente quello che speravi, non è così bello come avrebbe potuto essere. Ma ogni volta devi impegnarti per renderlo così bello come avrebbe potuto essere. I suoi difetti emergeranno col tempo, a volte te ne vergognerai, ma va bene così. Fa parte del processo di crescita. Gli sbagli sono le fondamenta della crescita. (Barry Moser)
La prima volta che ho letto questo articolo l'ho fatto pensando alla sola fotografia, al semplice atto di fotografare.
Poi, rileggendolo per tradurlo, ho pensato che il "lavorare sodo" e il "non aver paura di fallire" sono in generale i due elementi che più mancano in questa società.
Soprattutto il secondo: la paura di sbagliare, la paura di fallire ci paralizza in un imbarazzante immobilismo.
Se ti piace come è piaciuto a me, fallo girare; mi sembra un buon regalo da fare a chi vogliamo bene.

Ciao
Giovanni B.

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