6 settembre 2011

Mi sono imbattuto nel lavoro di Graham Miller molto casualmente, sfogliando on-line il primo numero della rivista "timemachine", e ne sono rimasto incantato.

Molto dipende probabilmente dal fatto che la sua fotografia esplora gli spazi (le periferie urbane) e le relazioni (quelle familiari, e quelle tra individuo e ambiente) che più mi interessano, ma anche lo stile perfetto e pulito dei suoi scatti mi ha incantato.

Da qui a perdermi nel suo sito il passo è stato veramente breve.

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