9 agosto 2010

8/09/2010
Marcello Foa (il Giornale, European Journalism Observatory) avanza l'ipotesi che la fotografia di copertina del Time del 9 agosto 2010, che ritrae Bibi Aisha, una giovane donna afghana cui i talebani hanno mozzato naso e orecchie, sia il frutto di un imbeccata del governo statunitense.

Copertina del Time del 9 agosto 2010


Come riassunto dal sito LSDI «la foto shock sulla copertina di Time sarebbe stata fatta filtrare alla redazione da spin doctor dell' amministrazione per 'nobilitare' la guerra a Kabul dopo i contraccolpi delle rivelazioni di WikiLeaks».


Senza entrare nel dettaglio della discussione "fotografia imbeccata vs libera scelta del Time", mi domando cosa cambierebbe se l'ipotesi del Foa fosse vera?
A mio parere, nulla. Se la fotografia è corretta, se rappresenta -cioè- correttamente un fatto, non cambia nulla.


Indubbiamente è una foto dal violento impatto emotivo, e la sua pubblicazione può influenzare l'orientamento dell'elettore occidentale in merito alla guerra in Afghanistan. E in questo senso alla pubblicazione della fotografia può essere dato anche un significato politico.


Ma, in fin dei conti, avrebbe avrebbe potuto essere dato un uguale (ma di segno opposto) significato politico anche alla scelta di non pubblicarla. O no?

Ciao
Giovanni B.

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