18 luglio 2016

7/18/2016
Garry Winogrand (New York, 14 gennaio 1928 – Tijuana, Messico, 19 marzo 1984), nelle fotografie che confluirono nel volume “Women are Beautiful” (1975), divenuto oggi un oggetto di culto, ha saputo cogliere, con ammirazione e ironia, la femminilità delle donne in istanti della vita quotidiana a partire dai primi anni Sessanta e nei successivi quindici anni: nelle piscine, nelle mense, nei parchi, negli aeroporti, durante le manifestazioni politiche, nelle feste dell'alta società e, soprattutto, per le strade di New York.
Sono immagini istantanee che celebrano la figura femminile con uno sguardo autentico, in cui si mescolano ammirazione e ironia, venerazione e sarcasmo.

Garry Winogrand, Women are Beautiful
Garry Winogard

“Women are Beautiful”
 fu un lavoro per molti aspetti controverso, parallelo a quello dei poeti della Beat Generation, a cui non furono risparmiate pesanti critiche. Se, infatti, agli occhi di alcuni interpreti le fotografie apparirono come una gioiosa riflessione sull’emancipazione della donna e sulla sensualità, altri - per la presenza di figure formose, in abiti sbracciati o minigonne, o per l’indugiare dello sguardo di Winogrand sui seni e i fondoschiena - le avvertirono invece come l’espressione contorta di una visione maschilista e misogina.

Ciò che appare evidente è che non si tratta di una riflessione superficiale sui nuovi concetti di bellezza, ma piuttosto di una descrizione delle conseguenze sociali della controcultura americana, oltre che di una dichiarazione di sostegno ai diritti e alla libertà delle donne in un momento in cui il conservatorismo puritano sembrava volere rimettere in discussione alcune delle più importanti conquiste del dopoguerra; Joel Meyerowitz ha parlato di “un urto e un abbraccio allo stesso tempo: lui è una contraddizione e le immagini sono contradditorie”.

Garry Winogrand è stato uno dei più importanti cronisti della società americana, oltre che uno dei più celebri fotografi internazionali degli anni Sessanta e Settanta e tra i padri della street photography.
Come Vivian Maier, la celebre tata-fotografa cui è stato in più occasioni accostato, anche Winogrand operò nelle strade di New York a partire dai primi anni Sessanta, portando avanti un lavoro capillare e ossessivo di reportage.
Il suo sguardo sulle abitudini dei cittadini statunitensi, apparentemente distratto, quasi casuale, spesso ironico, fu influenzato soprattutto dalla fotografia sociale di Robert Frank e Walker Evans, che reinterpretò in una forma nuova e radicale.

0 commenti:

Posta un commento