25 febbraio 2016

La storia del fiore "petaloso" probabilmente la conosci già: Matteo, 8 anni, in un compito scrive che un fiore è "profumato petaloso".

Una rosa petalosa
Petaloso. Ci vuole la creatività di un bambino per dare un nome (o un aggettivo) alle cose

La sua maestra Margherita  - invece di tirare una bella riga rossa sulla parola inesistente ("1 errore bello", scrive) - chiede un parere all'Accademia della Crusca, la quale risponde che:
«La tua parola è bella e chiara, ma ... una parola entra nel vocabolario se tante persone la usano e la capiscono e tante persone cominceranno a dire e scrivere “Com’è petaloso questo fiore!” ... Non sono gli studiosi a decidere quali parole nuove sono belle o brutte, utili o inutili. Quando una parola nuova è sulla bocca di tutti (o di tanti) allora lo studioso capisce che quella parola è diventata una parola come le altre e la mette nel vocabolario».
Perchè, io che detesto profondamente i tormentoni virali, mi sono lasciato coinvolgere da questa storia?
Il motivo è semplice: perchè in questa storia c'è la fantasia di un bambino e, cosa rara, c'è l'intelligenza di un adulto che non frena questa fantasia ma cerca di indirizzarla per costruire qualcosa di nuovo; due persone, una che sogna e l'altra che l'aiuta a realizzare questo sogno.
E sognare è bello, dà un'energia incredibile, permette di smuovere i monti e, in buona sostanza, ti fa vivere.

Quindi ecco il mio piccolo contributo, ovviamente fotografico, per far entrare "petaloso" nel vocabolario della lingua italiana: bravo Matteo, brava Maestra Margherita, e bravo chi non ha paura di sognare. :)

Un tulipano non petaloso
Un tulipano non è petaloso...

Un tulipano molto petaloso
... o forse sì?

Una rosa petalosa
Una rosa è petalosa...

Una rosa poco petalosa
... o forse no?

Ad eccezione della prima, tutte queste foto sono di diversi anni fa, realizzate con la straordinaria Canon EOS 10D e con il Sigma 70-300mm f/4.5.6 APO, il mio primo obiettivo in assoluto (acquistato nei primi anni '90 assieme alla Canon EOS 50e). Tirate fuori, per l'occasione, dal cassetto dei ricordi.

Questa storia mi ha messo di buon umore!
Buona giornata
Giovanni B.

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