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Itinerari fotografici: da Malcesine al Monte Baldo

Avevamo già provato ad andare sul Monte Baldo prendendo la funivia da Malcesine.
Era due anni fa.
Era estate, per l’esattezza i giorni centrali di agosto. E non c’eravamo riusciti.
Motivo? La coda. La lunga coda di turisti che attendeva la funivia.
Allora mi era sembrata una follia. Sei sul lago di Garda, uno dei più belli d’Italia, ma perché diamine farsi una fila di ore per salire su un monticello?


Quest’anno, durante le vacanze di Natale, però, quella gita al Monte Baldo è rispuntata fuori. Una proposta per spezzare il susseguirsi di pranzi e cene natalizie e stare un po’ all’aperto.
Perché no?

Arrivati alla funivia di Malcesine non vediamo nessuno. E’ pieno inverno, ci sono 3 gradi e da quaggiù il Monte Baldo sembra spruzzato di neve. Attenzione, si può salire. Il freddo ci trapassa le ossa ma, dopo tutta la fatica per arrivare qui, non è il caso di mollare.
Così diamo le spalle allo splendido lago di Garda e prendiamo la funivia per andare in cima a questo monticello.


La salita è spezzata in due: un primo tratto ci porta ai piedi del monte, un secondo sulla vetta. C’è da cambiare la cabinovia: un’insolita scomodità, mi dico.
Quando, però, salgo sulla seconda navetta, capisco.
E’ tonda e gira su se stessa per offrire un panorama a 360 gradi: si vedono i monti bresciani, il castello di Malcesine, il lago in lontananza.
Bello, mi dico.
Ma è solo un assaggio.


Quando siamo in cima e muoviamo i primi passi sul belvedere, vengo colta da un senso di smarrimento: sono scesa dalla funivia e il panorama a 360 gradi mi accompagna in ogni singolo passo, in ogni tratto che percorro di questo crinale.
E’ stupefacente.


Ovunque si intravedono cime cariche di neve e poi prati bruciati dal freddo e cumuli di ghiaccio che fanno impazzire i bambini che già sono lì, immersi fino al collo a lanciarsi palle di neve.


Il vento forte ti infila nelle narici un forte profumo di inverno ma anche un odore di fieno che sembra un promessa di estate, caldo e lunghe passeggiate. Perché da qui, da questo crinale, si dipartono lunghi sentieri in mezzo ai campi che hanno un che di allegro nell’invitarti a percorrerli.


E quando li segui con lo sguardo - su e giù, di curva in curva - arrivi rapido ad un qualunque belvedere che ti lascia a bocca aperta, senza respiro. Perché ai tuoi piedi c’è tutto, ma proprio tutto il lago di Garda, da Riva a Sirmione, con la sua costa alta e con quella bassa, con le acque strette e quelle larghe.
E ti sembra di essere il padrone, di essere sul tetto del mondo.
E allora, sì, che vale la pena di fare una lunga coda per salirvi, capite?



Testo: Enza Emira Festa
Foto: Giovanni B.

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