19 ottobre 2014

Procida è una meta adatta per un fine settimana, così come per una vacanza più lunga. Circondati da panorami unici, è un'isola da scoprire a piedi, macchina fotografica al collo, e da gustare la sera nei ristoranti della Corricella.

La Chiaia e, sullo sfondo, Ischia con il monte Epomeo visti da Terramurata

Al viaggiatore che arrivi a Procida non sfuggirà la sorprendente bellezza delle sua architetture dai colori vivaci e dai tratti unici e distintivi accompagnata da una certa indolenza che è scritta sui muri scrostati delle case mangiate dalla salsedine, sui merli diroccati dei vecchi palazzi nobiliari, nelle aiuole dove si intrecciano fiori un tempo sovrani a erba gramigna dalle bionde spighe.
Questo è il tratto caratteristico dell’isola. Bellezza ineffabile, antica lentezza. Perché così è il posto, così è la gente. L’uno specchio dell’altro come in nessun altra città mai.

La Corricella vista dal belvedere della Chiaia

Il Porto di Marina Grande

Terramurata vista dal traghetto

I vicoli stretti di Terra Murata, le scalinatelle della Corricella ti accompagnano come un abbraccio così caldo che è facile smarrirsi alla ricerca di qualcosa che resta però irraggiungibile, misterioso e affascinante. E allora ti capita di sbirciare dietro le porte, le finestre, per cercare di carpire qualcosa di un mondo che sembra sospeso, lontano dal traffico convulso della città, dalle pile di carte che ti aspettano sulla scrivania, dai salti mortali per mettere insieme il pranzo con la cena.

Scalinate e portoni alla Corricella

I vicoli e le case addossate

Santa Maria delle Grazie

Respiri l’aria piena di mare e di pesce - una zuppa di pesce o una frittura di paranza, che delizia! - e poi più avanti, andando verso il cuore dell’isola, di limoni - le granite uniche nel loro sapore e la “lingua” piena di crema - e ti sorprendi a chiederti come è che tu vivi correndo e qui tutto sembra immobile, fermo, immutabile.

La Chiesa di Santa Margherita e la Chiaia

La Chiesa di Sant'Antuono

Edicola per le strade del paese

Eppure la gente qui invecchia, mette su le rughe e perde i capelli, proprio come te che sei viaggiatore in quest’ultimo scampolo d’estate. Ma se guardi negli occhi, nei loro occhi neri come la sabbia delle spiagge trovi ancora quel ragazzo, quella ragazza che giravano in motorino e passavano tutto il pomeriggio in spiaggia a godersi il sole.

Rimessaggio di barche alla Corricella

E’ forse questo il segreto di Procida, la ragione della sua magia? In parte sì ma è anche quel suo rifiuto a trasformarsi in centro turistico, a cambiare le sue forme e le sue usanze per allettare chi viene da fuori. Intendiamoci i procidani sono gente di mare, aperti allo straniero sin dai primi approcci - qui è l’unico posto dove ti danno il “tu” già dopo il primo saluto mentre tu farfugli tra un “lei” e un più napoletano”voi” - ma questo non vuol dire che ti ci fanno mettere le radici nella loro terra. Benvenuto sì, ma se, passata la stagione, riparti. Ed è così persino nella più effervescente Chiaolella, la baia delle barche da diporto e degli stabilimenti grandi e grossi a vaga imitazione della riviera adriatica.

Il passato è ancora molto vivo nella cultura locale e nelle tradizioni popolari 

La Chiaia

I locali alla Corricella

Qui ti sembra che tutto stia per esplodere di turismo come quello che vedi a Capri o a Ischia. Ma è un’impressione perché le regole restano sempre quelle: prima sedurti con la bellezza del mare, dei tramonti, i profumi mediterranei dell’incredibile Vivara e poi lasciarti lì con indolente indifferenza. E il viaggiatore non può perdere questa emozione forte. Un’emozione che ti fa sospirare e che fa dire a chi c’è già stato e ritorna (sempre): Procida o la ami o la odi. Ed io la amo.

La spiaggia della Chiaia

Capo Miseno visto da Terramurata

Qualche spunto
Per entrare nell'atmosfera di Procida, potete rivedere il film "Il Postino", con Massimo Troisi e Maria Grazia Cucinotta, o "Il talento di Mister Ripley", con Matt Damon, Jude Law e Gwyneth Paltrow.
Per scoprire i misteri e le tradizioni di quest'isola, potete leggere il romanzo "la Baia delle Ombre", di Enza Emira Festa. Per gli amanti della letteratura classica: "L'isola di Arturo" di Elsa Morante, cui è dedicato un premio letterario che si svolge a settembre.

Chi ama le cose concrete non può certo perdersi la "lingua", un dolce di pasta sfoglia e crema unico nel suo genere; la granita di limoni procidani a scorza doppia; il fritto di paranza, accompagnato dall'insalata di limoni e menta; gli spaghetti con i ricci e le alici della Corricella.

Quanto alla fotografia, la posizione delle baie di Procida regala bei panorami dall'alba al tramonto. I punti da segnare sono: il belvedere di Terramurata; il belvedere che dà sulla Chiaia; la spiaggia della Chiaolella per i tramonti, da cui si possono fare bellissimi time-lapse (non dimenticate il treppiede a casa!). Il consiglio, poi, è quello di perdersi per le viuzze di Procida e di scendere nelle sue calette.


Testo: Enza Emira Festa
Foto: Giovanni B.

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