25 giugno 2014

Quello che segue non è un post strettamente fotografico ma, avendo dedicato un po' di tempo con mia moglie a organizzare una settimana di vacanza a Parigi, essendo partito non proprio entusiasta ed essendo tornato molto soddisfatto, ho pensato di condividere le mie esperienze ed impressioni a favore di chi, fortunato lui, sta ora organizzando la sua vacanza a Parigi. Città molto amata da grandi fotografi e che ha molto da offrire agli appassionati di fotografia.


Come arrivare?

In volo da Roma a Parigi
Avevo considerato anche il treno, ma il mezzo più economico per arrivare a Parigi è l'aereo. Con EasyJet si arriva all'aeroporto di Parigi-Orly e, da lì, prendendo la navetta Orlyval fino a Antony e poi la RER B (una sorta di trenino extra-urbano) si è a Notre Dame in una quarantina di minuti. Comodissimo.


Dove dormire?

Uno dei tanti bei locali nel quartiere di Le Marais
Abbiamo affittato casa a Le Marais, un quartiere vivace, ricco di locali, di negozi e di gallerie d'arte (e la fotografia è tenuta in grande considerazione). A piedi si è a Notre Dame in una decina di minuti, in 20 minuti al museo del Louvre, qualche minuto in più e si sbuca al museo D'Orsay... Centralissimo e piacevole.


Dove mangiare?

Al bistrot, in attesa della cena
A pranzo abbiamo optato per baguette e frutta, così si può sfruttare la coda per entrare al museo per un rapido spuntino, e alla sera bistrot. Tra quelli provati, siamo tornati più volte al Le Rendez-Vous des Amis (10, rue Sante-Croix de la Bretonnerie) per la sua atmosfera piacevole, l'affabilità del proprietario, la cordialità degli avventori abituali e il menù piuttosto vario: tra carne, insalatone, omelette e selezioni di formaggi in una settimana si riesce sempre a variare. Consigliato vivamente.

I biscotti, da provare, di La Cure Gourmande
Nel corso della giornata, vale la pena fare - ogni tanto - una sosta in una delle tante pasticcerie: spesso l'offerta è a livello delle bellissime esposizioni. Noi siamo entrati per caso in uno dei negozi de La Cure Gourmande (55, rue St. Louis en l'Ile) e, assaggiati i loro biscotti, siamo tornati a fare scorte. Una tentazione cui è bello cedere.


Cosa vedere?
La lista delle cose da vedere a Parigi è lunga; la riduco molto cinicamente.

Museo del Louvre, affollato come un centro commerciale
Il museo del Louvre è più o meno il centro commerciale dell'arte e della storia. Sotto questo punto di vista, è un'occasione fotografica imperdibile (ho visto qualche indicazione "no foto", ma fotografano veramente tutti"). Utili le ottiche poco ingombranti e molto luminose.

Una delle tante "scenografie" del Museo d'Orsay
Il museo d'Orsay offre scenari molto fotografici e tele imperdibili. Utili le ottiche poco ingombranti e molto luminose.

La Torre Eiffel e le sue 10.000 tonnellate di metallo
La Torre Eiffel me l'avevano descritta come "niente più che un traliccio dell'Enel", ma è ben altro: va vista e vale la pena salire, anche "solo" al secondo piano. Per fotografare dalla Torre Eiffel qualsiasi ottica va bene (io ho utilizzato il Fujinon XF 18-55mm, un 27-80mm equivalente); per fotografare la Torre Eiffel un grandangolo (anche moderato) può essere molto comodo, considerato il poco spazio a disposizione.

Il panorama di Parigi che si può ammirare dalla cupola della Basilica del Sacro Cuore
La Basilica del Sacro Cuore, a Montmartre, offre, dalla propria cupola, un bellissimo panorama di Parigi, con l'inconfondibile silhouette della Torre Eiffel. Avevo a disposizione solo il versatilissimo Fuji XF 18-55mm, oltre al 35mm; con il senno di poi, se potessi tornare a Montmarte per fotografare mi porterei però anche una focale un po' lunga (almeno un 200mm equivalente).

Le splendide vetrate gotiche della Sainte-Chapelle
La Sainte-Chapelle, nel cuore di Parigi, ha vetrate mozzafiato. Inevitabile ricorrere all'HDR.

L'Arc de Triomphe fotografato dagli Champs-Elysées
I famosi Champs-Élysées non mi hanno emozionato particolarmente, ma passarci è d'obbligo se non altro per fotografare l'Arco di Trionfo affogato nel traffico cittadino. Anche in questo caso una focale lunga può aiutare a "portare a casa" lo scatto.

I palazzi che circondano Place des Vosges, e la splendida luce serale di Parigi
Discorso diverso per Place des Vosges, la cui eleganza può strappare più di una foto. E passeggiare sotto gli archi dei palazzi che la chiudono sui quattro lati, guardando distrattamente le moltissime gallerie d'arte, fa molto vacanza.

Il lungosènna fotografato dal Bateau-mouche
I parchi e giardini pubblici (ad esempio i Giardini delle Tuileries vicino al Louvre o i Jardin du Luxembourg nel Quartiere Latino) sono belli da vedere, offrono un piacevole momento di ristoro nel corso della giornata e offrono all'appassionato innumerevoli occasioni fotografiche. Meritano assolutamente di essere inclusi in un itinerario fotografico. Per lo stesso motivo, è obbligatorio prevedere una passeggiata fotografica sulle rive ("quais") della Senna.

Scritte sui muri e lavori di street art nel quartiere di Le Marais
A mio parere, infine, vale la pena perdersi, macchina fotografica in mano, tra le vie di Le Marais e di Montmartre a "caccia" delle molte opere di street-art che fioriscono, ogni nuovo giorno, sui muri delle loro case.


Quando fotografare?

Le fontane nella piazza prospiciente il municipio di Parigi
Come sempre, le ore migliori per fotografare sono quelle attorno all'alba (così mi dicono, credo non riuscirò mai a verificarlo di persona) e quelle attorno al tramonto, che a Parigi (piuttosto a nord rispetto alle città italiane) arriva molto tardi. In queste ore il sole crea delle belle lame di luce all'interno delle strade, che creano dei violenti contrasti tra luce e ombra permettono di divertirsi con i controluce.


Quanta attrezzatura portarsi dietro?

Alle spalle di Notre Dame, il Pont de l'Archevêché con tutti i suoi lucchetti
Elemento molto soggettivo; io amo camminare e, più leggero sono, meglio sto (altra considerazione da fare è che, in alcune occasioni, ci si trova in spazi molto affollati, e meno "roba" ci si porta addosso, meglio è). Per questo viaggio mi sono portato uno zoom tuttofare (il Fujinon XF 18-55mm), un'ottica fissa e luminosa (il Fujinon XF 35mm f/1.4) e un set di filtri neutri (per poter aprire il diaframma anche durante il giorno), oltre ovviamente alla Fuji X-E1. Come detto, con il senno di poi in alcune occasioni avrei gradito un tele un po' più spinto, ma sono sopravvissuto.
Questo è stato il mio primo viaggio con una mirrorless: macchina al collo, seconda ottica e filtri nel marsupio, a fine giornata - dopo aver macinato diversi chilometri a piedi - la leggerezza di questi sistemi non ha prezzo.


Giovanni B.

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