2 gennaio 2014

Assieme alla Panasonic G6 ho avuto la possibilità di provare il Panasonic Lumix G X VARIO 12-35mm F2.8 ASPH. POWER O.I.S., che ho messo su il primo giorno e non ho più tolto.

Fotografia del Panasonic G X Vario 12-35mm f/2.8

Le numerose sigle sintetizzano le caratteristiche fondamentali di questo obiettivo
  • la X rossa fiammeggiante ci dice che questo obiettivo appartiene alla gamma alta delle ottiche Panasonic;
  • la lunghezza focale è variabile dai 12 ai 35 mm, equivalente quindi ad un 24-70mm nel 35mm;
  • la luminosità, pari a F2.8, è costante sull’intera escursione dello zoom;
  • nella realizzazione sono impiegate 4 lenti asferiche;
  • è presente il sistema di stabilizzazione ottica dell'immagine "POWER O.I.S.", che raddoppia la capacità di correzione del tremolio della mano rispetto al sistema "MEGA O.I.S.", sempre di Panasonic.
Per completare il quadro, bisogna aggiungere (almeno) che è un'ottica tropicalizzata, impiegabile quindi in ambienti molto polverosi o umidi, realizzata in metallo e che la messa a fuoco è interna, il che significa che la lente frontale non ruota (caratteristica importante per chi è abituato ad utilizzare filtri polarizzatori o digradanti neutri).


Esteticamente ha una linea molto pulita, caratterizzata dalla zigrinatura delle due ghiere (una, in gomma, per lo zoom; l'altra, in metallo, per la messa a fuoco manuale), e compatta (è alto poco più di 7 cm).
L'impiego del metallo si sente: con i sui 305 grammi è più pesante di altre ottiche micro-quattroterzi ma, ovviamente, nulla in confronto ad ottiche equivalenti nel formato APS-C o full frame.
Inoltre, montato sulla Panasonic G6, l'insieme corpo + obiettivo risulta perfettamente bilanciato (a vantaggio della nitidezza delle immagini).

Fotografia dell'innesto del Panasonic G X Vario 12-35mm f2.8
Il Panasonic 12-35mm f/2.8 alla massima estensione e con il paraluce
L'ampia apertura del diaframma significa, ovviamente, che è possibile usare tempi più brevi, quando si scatta con poca luce, e che nonostante i "limiti intrinseci" del sistema micro-quattroterzi  si riesce a sfuocare piacevolmente lo sfondo; ma significa anche che, a parità di condizioni, al sensore arriva più luce, a vantaggio del sistema di messa a fuoco. E, infatti, la messa a fuoco è precisa e veloce anche quando la luce scarseggia.

Ritratto realizzato con Panasonic G6 e Panasoni 12-35mm f/2.8
La sfocatura dello sfondo dipende da più fattori, ma l'apertura del diaframma aiuta
E veniamo agli aspetti più interessanti: efficacia del sistema di stabilizzazione, nitidezza, vignettatura e immagini fantasma (avendolo provato sulla G6, l'aberrazione cromatica e la distorsione sono corrette automaticamente in camera).

Stabilizzazione: il sistema di stabilizzazione ottica dell'immagine funziona molto bene e, grazie anche all'ottimo bilanciamento di questo zoom sulla Panasonic G6, è possibile scattare a mano libera anche con tempi piuttosto lenti.

Scatto a mano libera con 1/13 s e lunghezza focale (equivalente) pari a 72mm.



Nitidezza: molto buona al centro, decrescente man mano che ci si sposta verso i bordi dell'immagine.

Fotografia realizzata con la Panasonic G6 e lo zoom Panasonic 12-35mm f/2.8

Fotografia della nervatura di una foglia

Fotografia realizzata con la Panasonic G6 e lo zoom Panasonic 12-35mm f/2.8

Gocce di rugiada su di un filo d'erba


Vignettatura: a tutta apertura, e alle focali più corte, gli angoli sono leggermente meno luminosi. Chiudendo a f/4 la situazione migliora, fino a scomparire da f/8 in su.

Vignettatura del Panasonic 12-35mm f/2.8
Nelle focali più corte (13mm) e a tutta apertura (f/2.8) la caduta di luce negli angoli è evidente

Immagini fantasma: in presenza di fonti luminose intense e fotografando in netto controluce (ovvero, nelle peggiori condizioni immaginabili) qualche riflesso si genera. Per la mia esperienza è, tuttavia, un fenomeno decisamente circoscritto: 3 casi su circa 250 fotografie. E in due casi mi è stato sufficiente spostarmi di poco per eliminare completamente il riflesso.

Immagine fantasma su Panasonic 12-35mm f/2.8

Panasonic 12-35mm f/2.8 e immagine fantasma


In conclusione?
Da qualche parte ho letto che la resa di questo obiettivo è paragonabile a quella di una serie L di Canon. Personalmente la trovo un'iperbole: a me il 24-70mm f/2.8 L di Canon fa tanta impressione, ma costa ben più (il doppio) del Panasonic. E, in fin dei conti, è un paragone che neppure mi interessa.

Il Panasonic Lumix G X VARIO 12-35mm / F2.8, infatti, quello che deve fare lo fa bene: ha un ottimo sistema di stabilizzazione, è costruito bene, è tropicalizzato, l'autofocus è veloce, ha una buona resa ottica; è un'ottica decisamente versatile e, con la sua luminosità, permette di sfruttare al meglio il sistema micro-quattroterzi.
La comprerei? Se avessi un sistema micro-quattroterzi e mille euro da spendere sì. Al momento, però, non ho ne l'uno ne l'altro. :)

A seguire un'ultima raffica di fotografie.

Panasonic 12-35mm f/2.8, fotografia di un bocciolo controluce

Panasonic 12-35mm f/2.8, fotografia di una foglia rossa su ramo di liquidambar

Panasonic 12-35mm f/2.8, fotografia di gattino

Panasonic 12-35mm f/2.8, fotografia di caco

Panasonic 12-35mm f/2.8, fotografia di pianta grassa

Panasonic 12-35mm f/2.8, fotografia di bacche di rosa rugosa


Giovanni B.

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