5 dicembre 2014

Torno a Perugia dopo dieci anni dall’ultima gita e dopo venti che ho terminato lì i miei studi. E’ una città dove ho vissuto per due anni e non dovrebbe proprio sorprendermi.
Così organizzo: albergo in centro e giro della città a piedi.

Perugia Madonna in ceramica policroma di Germano Belletti in Via Maestà delle Volte

Lo immaginavo come un weekend piacevole ma, diciamo così, “conosciuto”. E, invece, Perugia è capace di sorprenderti.
A iniziare dal corso Cavour dove era il nostro albergo; ai miei occhi invecchiati completamente una novità, con la chiesa di san Domenico, ristrutturata da poco e illuminata dalla sua pietra rosata, e i palazzi dai colori vivaci.

La Chiesa di San Francesco a Perugia



E poi la Rocca, che vive una nuova vita con nuovi ingressi e percorsi, vero ventre della città. E, ancora, corso Vannucci rivestito di una vivacità per me inedita: non solo giovani ma famiglie e anziani che riempiono tutta la strada e poi bambini che giocano a rincorrersi intorno alla fontana e sotto il portico del duomo.

La Rocca Paolina a Perugia

Perugia, Piazza IV Novembre e Corso Vannucci di sera

Il sapore è quello di una rinascita, come se l’epoca d’oro dei Priori fosse ancora qui e la gente fosse tornata a impossessarsi della città
Allora mi sono lasciata portare dal vento giù per i vicoli, le scale che scendono e quelle che salgono, le belle viste e le chiese antiche, gli archi ampi lanciati verso il cielo.


Perugia, Via Maestà delle Volte

Perugia, via Ritorta di notte

Il fermento è ovunque. Mi sento confusa, non riconosco più la Perugia di quando avevo venti anni.
E’, però, un disorientamento felice, perché qui si respira aria di città, non più di paesone con la voglia di fare cose strane per farsi ricordare.
Si respira ancor più internazionalità, tra frotte di turisti e giovani studenti dell’università per stranieri.
Si respira ancor più cioccolato, e il passato di crisi di questo settore sembra un vago ricordo, soppiantato ora da golose vetrine con cioccolato per tutti i gusti e di tutte le forme (persino a forma di armi, sì avete letto bene, armi da gustare al latte o fondenti).
E, infine, si respira ancor più paesaggio umbro con le sue colline verdeggianti, l’ombra azzurro grigia del Subasio e i tetti di coppi dal color biscotto.

Perugia, belvedere giardini Carducci

Perché come le persone anche le città cambiano e evolvono verso una maturità sempre nuova che le rende eternamente belle.


Testo: Enza Emira Festa
Foto: Giovanni B.

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