27 gennaio 2019

2 febbraio 2014. Sono quasi 5 anni, e mi sembra ieri: con Max Angeloni a quel tempo avevo una conoscenza superficiale, eppure mi aveva telefonato per invitarmi sul set fotografico di "Via Crucis - La via dolorosa". Io ero emozionatissimo, timido e impacciato: con la mia X-E1 e il 18-55 cercavo di rubare qualche scatto senza essere troppo d'impaccio.

Ritratto fotografico di Max Angeloni
Max Angeloni, fotografo, sul set de "Via Crucis - La via dolorosa".

Max, invece, come sempre era a suo agio, e  come sempre faceva di tutto per farmi sentire a mio agio: chiacchiere, battute, consigli, oltre a darmi in prova l'XF 56mm f/1.2 che aveva appena ritirato. Ed è con questo obiettivo che ho realizzato questo scatto, una buona sintesi di Max. C'è la luce artificiale, e Max è un maestro della luce artificiale; le mani che dicono che sta spiegando qualcosa, e Max ama condividere quello che sa; e c'è la sua barba (non riesco a immaginarmelo senza).

Dopo quella prima esperienza, ho avuto l'opportunità di seguire Max Angeloni sul altri set fotografici, ma il ritratto che più sento appartenere a Max credo proprio di averlo ottenuto quel 3 febbraio di 5 anni fa.
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