9 luglio 2018

Mercoledì sera, a cena con amici; come spesso accade con Sandro e Giovanni il discorso cade, ed è pressoché inevitabile, sulla fotografia.

La fotografia e la memoria

Giovanni cita Roland Barthes e il suo famosissimo "La camera chiara", un saggio che ho letto più volte senza mai capire; riporta un passaggio interessante, torno a casa e me lo rileggo. Poi vado a ripescare dai miei appunti questo pensiero di Sebastião Salgado:
La fotografia è quella cosa che i tuoi genitori ti hanno fatto quando eri bambino e hanno messo in un album, che magari si sfoglia insieme molti anni dopo e che raccontano la tua storia. Quella fotografia sarà magari un po’ rovinata, un po’ spiegazzata, ma ci sarà ancora quando i tuoi genitori non ci saranno più e la potrai conservare.
In sintesi:
La fotografia ha una funzione più complessa, che è quella della memoria.
Un'affermazione nella quale mi ritrovo: la fotografia come memoria, in particolare quando si parla di famiglia e di nucleo familiare (e questo è il motivo per il quale periodicamente torno a scriverne, vedi Appunti sulla fotografia, la memoria e Josef KoudelkaLa fotografia di oggi è la memoria di domani e La fotografia, la memoria e il tempo che passa).
E tu, che ne pensi?

Ciao
Giovanni B.

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