12 aprile 2018

Alla fine era inevitabile: quando ho scelto di scrivere che "La fotografia è un magnifico pretesto per esplorare il mondo e le persone (Never Stop Exploring)" sapevo per esperienza che, alla fine, avrei anche dovuto scrivere di cose che vorrei non fossero mai esistite.
Ma che è bene non dimenticare.

matti. dall'emarginazione all'integrazione a 40 anni dalla Legge Basaglia. Foto di Mauro Vallinotto
Fotografia di Mauro Vallinotto
Ed è così per la mostra "matti. dall'emarginazione all'integrazione a 40 anni dalla Legge Basaglia": 84 immagini in bianco e nero di Mauro Vallinotto, scattate a cavallo del 1970 nei manicomi di Collegno, via Giulio e Villa Azzurra (leggi la storia di Angelo, rinchiuso  proprio a Villa Azzurra quando aveva tre anni), che ci riportano ad "una delle più grandi vergogne d’Italia", come l'ha definita Alberto Gaino che alle storie dei giovanissimi rinchiusi nei manicomi, prima della legge Basaglia, ha dedicato un libro ("Il manicomio dei bambini. Storie di istituzionalizzazione", Edizioni Gruppo Abele).

Della potenza di quelle foto, pubblicate da L'Espresso nel luglio 1970, scrive perfettamente Michele Smargiassi nell'articolo "La crocefissione di Maria. Storia di una foto"; onestamente non c'è null'altro da aggiungere.

Accanto alle foto storiche, la mostra allestita al Castello degli Orsini propone anche alcune immagini che Vallinotto ha voluto scattare a distanza di diversi anni, per documentare le nuove realtà terapeutiche introdotte dalla Legge Basaglia.

Matti. dall'emarginazione all'integrazione a 40 anni dalla Legge Basaglia
Dal 12 aprile al 10 maggio
Castello degli Orsini, Rivalta di Torino
Info

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