8 febbraio 2018

2/08/2018
Wow. Se il buon giorno si vede dal mattino... ho appena aperto la cartella stampa della mostra Magnum Manifesto e sto guardando le immagini che mi hanno inviato per la pubblicazione sul blog: una più intensa dell'altra, una più storica dell'altra (non riuscendo a scegliere le riposto tutte)
Magnum è un’organizzazione tenuta insieme da un’intangibile colla di sogni e speranze. Wayne Miller
Poi guardo i nomi dei fotografi esposti: c'è tutta la storia del fotogiornalismo, dal 1947 (anno di fondazione di Magnum Photos) ad oggi.
Se queste sono le premesse, mi sembra inevitabile mettersi in agenda una visita alla mostra Magnum Manifesto, aperta fino al 3 giugno 2018 al Museo dell’Ara Pacis di Roma.

Abitanti di un paese nel Territorio dell’Altaj raccolgono i rottami di una navicella spaziale precipitata, circondati da migliaia di farfalle. Russia, 2000. © Jonas Bendiksen/Magnum Photos/Contrasto

Roma è la prima tappa europea, e l'unica italiana, di questa esposizione, inaugurata nel giugno 2017 per celebrare il settantesimo anniversario della più grande agenzia fotogiornalistica del mondo. Dal 1947, infatti, i fotografi di Magnum hanno documentato guerre, testimoniato le tensioni sociali, interpretato il nostro tempo, ritratto tanto le persone comuni quanto i grandi della terra, preconizzato i nuovi drammi del futuro.

Shortie, Barton, Vermont, 1974. © Susan Meiselas/Magnum Photos/Contrasto

New York, 1953. © Elliott Erwitt/Magnum Photos/Contrasto

La mostra raccoglie parte del lavoro realizzato in tutti questi anni e getta uno sguardo nuovo e approfondito sulla storia e sull’archivio dell’Agenzia.
Le immagini celebri e i grandi reportage dei suoi autori permettono di comprendere in che modo e per quale motivo Magnum sia diventata diversa, unica e leggendaria. Dal reportage sui lavoratori immigrati negli USA, realizzato da Eve Arnold negli anni Cinquanta, ai ritratti di “famiglia”, teneri e intimi, di Elliott Erwitt; dalle celebri immagini degli zingari di Josef Koudelka, fino alla toccante serie realizzata nel 1968 da Paul Fusco sul "Funeral Train", il treno che trasportò la salma di Robert Kennedy nel suo ultimo viaggio verso il cimitero di Arlington, attraversando un’America sconvolta e dolente.

Il “Funeral Train” di RFK. USA, giugno 1968. © Paul Fusco/Magnum Photos/Contrasto

E, ancora, le serie più recenti dei nuovi autori di Magnum: dalla “Spagna Occulta” di Cristina Garcia Rodero, alle osservazioni antropologiche, sotto forma di fotografie, realizzate nel mondo da Martin Parr; dalla cruda attualità del Sud America documentato da Jérôme Sessini, fino al Mar Mediterraneo, tenebroso e incerto nelle notti dei migranti, fotografato da Paolo Pellegrin.

L’Avana, Cuba, 2000. © Martin Parr/ Magnum Photos/Contrasto

Il percorso espositivo è suddiviso in tre sezioni:
  • la prima scruta l’archivio di Magnum attraverso una lente umanista e si concentra sugli ideali di libertà, uguaglianza, partecipazione e universalismo che emersero dopo la seconda guerra mondiale;
  • la seconda mostra la frammentazione del mondo tra gli anni Settanta e Novanta del Novecento, con uno sguardo particolare rivolto alle  minoranze e agli esclusi;
  • la terza, infine, segue le diverse forme espressive grazie alle quali  i fotografi Magnum hanno colto i mutamenti del mondo e i pericoli che lo minacciano.
Oltre a raccogliere i progetti individuali e collettivi realizzati nel corso degli anni, la mostra presenta anche proiezioni, copertine di riviste, articoli di giornali, libri realizzati nel corso del tempo, mostrando il contesto originale in cui molte delle fotografie sono state concepite.

La mostra è accompagnata da un libro edito da Contrasto.

Ciliegie cadute su un passaggio pedonale. New York, USA, 2014. © Christopher Anderson/Magnum Photos/Contrasto

Jan Rose Kasmir affronta la Guardia nazionale americana davanti al Pentagono durante una manifestazione contro la guerra del Vietnam, Washington DC, 1967. © Marc Riboud/Magnum Photos/Contrasto

Un gruppo di studenti forma una catena per passare i ciottoli di una barricata a rue Gay-Lussac. Parigi, 10 maggio 1968. ©Bruno Barbey /Magnum Photos/Contrasto

Fotografi della stampa internazionale durante la Guerra di Corea. Kaesong, Corea del Sud, 1952. © Werner Bischof /Magnum Photos/Contrasto

Figli di raccoglitori di patate immigrati. Long Island, New York 1951. © Eve Arnold/Magnum Photos/Contrasto


Magnum Manifesto
Fino al 3 giugno
Museo dell'Ara Pacis, Roma
Info

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