17 novembre 2017

11/17/2017
Il Complesso del Vittoriano, a Roma, ospita la mostra "I grandi maestri. 100 Anni di fotografia Leica", che, con oltre 350 opere dei maggiori e più prestigiosi autori, decine di documenti originali, riviste e libri rari, fotografie vintage, macchine fotografiche d’epoca, evidenzia la rivoluzione sociale generata dalla piccola, maneggevole e silenziosa macchina fotografica messa a punto da Oskar Barnack nel 1914.
Dopo la Leica, niente è stato più come prima. (Leo Rubinfein)
La Ur-Leica ha segnato la nascita di una fotografia dinamica e con un'enorme portata creativa, ha promosso il fotogiornalismo, ha lanciato la fotografia di strada e ha stimolato la creatività dei fotografi che la utilizzavano.

Fotografia di John Bulmer in mostra a Roma
Donna che stende il bucato, per il Sunday Times Magazine, Liverpool, 1965 | © John Bulmer



100 Anni di fotografia Leica indaga per la prima volta la grande rivoluzione del mondo della fotografia, e in genere della visione, resa possibile dalle fotocamere Leica dagli anni Venti del Novecento fino a oggi.
Oltre 350 stampe d'epoca originali di celebri fotografi insieme a documenti storici dall'archivio Leica, filmati sui fotografi (come Henri Cartier-Bresson e Garry Winogrand), locandine pubblicitarie vintage, riviste storiche e prime edizioni di libri, accompagnano il visitatore in un viaggio nel tempo e nella storia, alla scoperta di quei cambiamenti rivoluzionari permessi da un'innovazione tecnologica come la "Ur-Leica", il primo apparecchio 35mm efficace che non solo rappresentò un cambiamento radicale nel campo della fotografia, ma innescò, insieme ai modelli Leica prodotti successivamente, una significativa metamorfosi nella nostra percezione della società e del mondo circostante.

Nel corso degli anni la Leica fu progressivamente utilizzata da fotografi di diverse nazionalità, estendendo il suo uso a diversi tipi di reportage. Dal fotogiornalismo di guerra (nel 1930 Erich Salomon fu il primo fotogiornalista che portò una Leica negli Stati Uniti e durante la Guerra civile spagnola), all'uso della fotografia come strumento di propaganda. Ma anche ad un tipo di ricerca più umanista, infatti la Leica arriva ad essere utilizzata nel settore della moda, rivoluzionando anche in questo caso il genere: si passa dalla fotografia in studio alla fotografia in strada.
Attraversando questi diversi generi e percorrendo i diversi paesi del mondo, la mostra propone le immagini dei più grandi interpreti internazionali che hanno fatto della Leica il proprio strumento creativo di espressione d'elezione. Dalle fotografie in bianco e nero di Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Sebastião Salgado, Elliott Erwitt e Gianni Berengo Gardin, fino al colore di William Eggleston, Fred Herzog e Joel Meyerowitz, lo spettatore potrà ammirare il meglio della fotografia internazionale con uno sguardo privilegiato sull'Italia.
Accanto alle immagini di Gianni Berengo Gardin, l'esposizione romana dedicherà spazio anche alle fotografie di altri interpreti italiani d'eccezione come Piergiorgio Branzi, Paolo Pellegrin, Valerio Bispuri e Lorenzo Castore.


I Grandi Maestri. 100 anni di fotografia Leica
Fino al 18 febbraio 2018
Complesso del Vittoriano - Ala Brasini, Via di San Pietro in Carcere, Roma
Info

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