3 ottobre 2017

10/03/2017
E' evidente che, se siamo qui, non è per discutere se i graffiti rientrano nella categoria dell'arte o del vandalismo, ma per rubare idee e stimoli creativi.

The Story, di Mobstr

E, in questo caso, alcuni lavori di Mobstr (quelli che lui classifica sotto la voce PROGRESSIONS) mi hanno incuriosito un bel po',  ma non tanto per la loro capacità di suscitare una reazione emotiva od emozionale (sotto questo aspetto personalmente trovo più potenti le opere di Bansky), quanto per la caratteristica piuttosto singolare di esprimere il proprio potenziale nel tempo e grazie ad una reazione "fisica" di una qualche controparte:
  • dei semplici passanti  (come in THE SCRIBBLE BOARD),
  • un writer (come in AVAILABLE ON CANVAS)
  • o l'addetto al decoro pubblico incaricato di cancellare i graffiti dai muri cittadini, come in THE STORY, da cui sono tratte queste foto.


Senza il tempo e senza la reazione (o mancata reazione) della controparte, queste opere di Mobstr perderebbero il loro fascino. Per questo diventa fondamentale il ruolo della fotografia che, come in un album di famiglia, documenta la crescita delle opere, che nascono secondo il progetto dell'artista ma poi si sviluppano reagendo all'ambiente che le circonda (come in NO. OF DAYS).

Ciao
Giovanni B.

0 commenti:

Posta un commento