25 marzo 2017

3/25/2017
Molto probabilmente non l'hai notato, ma oggi ho modificato quella che tecnicamente si chiama la "descrizione" del blog.
Ho aggiunto tre parole, poche ma fondamentali:

Never stop exploring

E questo spiega anche perchè oggi, su di un blog di fotografia, segnalo la mostra su Jean-Michel Basquiat, un pittore: anche se ci esprimiamo attraverso una macchina fotografica, non possiamo essere ansiosi di esplorare tutto quello che accade attorno a noi, e come altre persone, che come noi avvertono l'esigenza di esprimersi attraverso un gesto grafico, hanno visto e interpretato il mondo.

Riproduzione del quadro Notary di Jean-Michel Basquiat
Jean-Michel Basquiat, Notary, 1983

Quindi, ecco il perchè della mostra su Basquiat. Oltretutto, il Chiostro del Bramante per me è una garanzia; non ricordo una mostra che mi abbia deluso. Certo, alcune mi sono piaciute più di altre, ma tutte sono sempre state stimolanti (che, in realtà, è quello che più mi interessa).

Per questa mostra su Basquiat, sono esposti circa 100 lavori tra olii, acrilici, disegni, alcune importanti collaborazioni con Andy Warhol, serigrafie e ceramiche, opere realizzate tra il 1981 e il 1987 tra le più rappresentative della sua produzione.
Le sue opere attingono alle più disparate fonti, i suoi mezzi espressivi creano un linguaggio artistico originale e incisivo, che punta ad una critica durissima alle strutture del potere e al razzismo. Orgoglioso delle sue origini afro-americane, Basquiat infonde nelle sue opere quel carattere drammatico, quell’energia e quella determinazione di denuncia sociale, che aprirà una strada alle future generazioni di artisti neri. 
La sua produzione sintetizza astrattismo e figurativismo neoespressionista, la sua febbrile e incessante ricerca produce opere dal tratto talvolta viscerale, materico, tribale. Utilizza la pittura, ma soprattutto la scrittura, una presenza costante nelle sue opere, che spesso ne costituisce il tessuto. Basquiat ha usato e trasformato la parole in contesto come segni grafici e significanti – come versi che risuonano al ritmo del suo battito interiore. 
Sue muse ispiratrici erano la musica – che non abbandonerà mai e che sarà sempre presente nei suoi dipinti – e ancora l’arte greca, romana, africana.
Jean-Michel Basquiat
Fino al 2 luglio
Chiostro del Bramante, Via Arco della Pace 5, Roma
Info

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