7 marzo 2017

3/07/2017
Una notizia, anzi due, per iniziare male la giornata: dopo 80 anni chiude la popolare rivista di fotografia Popular Photography. Il primo numero era uscito nel mese di maggio del 1937.

Copertina del primo numero di Popular Photography
Maggio 1937, la copertina del primo numero di Popular Photography.

Assieme alla rivista cartacea, cessa anche l'aggiornamento del relativo sito e di American Photo Magazine che aveva sospeso la pubblicazione della versione cartacea già un paio di anni fa.

Nulla di sorprendente: che l'editoria sia in crisi non fa quasi più notizia, così come non fa più notizia la difficoltà a trovare modelli di business che permettano all'informazione di sopravvivere alla diffusione rapida e gratuita di notize sul web.

Per contro, proliferano i gruppi (soprattutto su FB) sui quali chiunque può dire la sua sulla fotografia, a prescindere dalla sua formazione o preparazione specifica.
Trionfano i guru, autoproclamati o acclamati dalla folla di turno. Che la folla non sappia distinguere tra un Gesù e un Barabba è già stato dimostrato 2.000 anni fa, e non ha senso tornarci sopra.

Non sono così convinto che questa ventata di democrazia informativa, così come si sta realizzando, faccia veramente bene al nostro settore: sia chiaro, non mi dispiace il libero e continuo fiorire di discussioni, occasionalmente anche interessanti, mi domando quali saranno le conseguenze del venir meno di punti di riferimento "professionali" (passami il termine, al momento non ne trovo uno migliore).

Non è una novità: 6 anni fa un gruppo on-line aveva discusso di una foto ("è poco nitida", "il soggetto è mosso", "non racconta nulla" ecc.) senza neppure rendersi conto che era una foto di Henri Cartier-Bresson (e, per inciso, non una delle meno note).
La foto in questione era questa:

Henri Cartier-Bresson, Hyères, France, 1932
Henri Cartier-Bresson, Hyères, France, 1932

Su Instagram ho visto decine di commenti del tipo "brava, bella foto" ad una ragazza che aveva pubblicato, come se fosse sua, una foto di Helmut Newton.
Questa foto, per dire, che almeno qualche dubbio, guardandola, ti dovrebbe venire:

Helmut-Newton, 1975 | Rue Aubriot, Paris |Yves Saint Laurent, French-Vogue

Oppure le discussioni si limitano a valutare l'opportunità di passare dal Modello X al Modello X Mark II, alla nitidezza negli angoli con diaframma tutto aperto dell'ottica Z, alle perplessità sul sistema autofocus della marca Y che non riesce a inseguire il cane che corre nel prato, o non è veloce quando si fotografa di notte nei vicoli poco illuminati di una città; peggio ancora, di fronte ad una bella foto, la discussione è tutta sull'obiettivo, cavalletto o software di post produzione usato. Se sei su FB/Instagram, sai che non sto inventando nulla. E, purtroppo, non c'è mondo fuor dalle mura di FB.
Il mio interesse è pari a 0.

Ecco, per questo la chiusura della redazione di una rivista di fotografia mi sembra una cattiva notizia. Perdiamo un riferimento professionale, e restiamo in balia dei numeri, delle mode o dell'urlatore di turno.

Ciao
Giovanni B.

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